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Porri: cosa sono, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Porri: cosa sono, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Il porro (Allium ampeloprasum) è una pianta erbacea biennale, originaria delle zone mediterranee, classificata nella famiglia delle Amaryllidaceae, a cui appartengono anche l’aglio e la cipolla.
Il porro si presenta con una forma lunga e tubolare con un bulbo bianco all’estremità; da qui si diramano le foglie di colore verde all’esterno e più chiare, tendenti al bianco, verso il centro della pianta.

Benefici dei porri

Una caratteristica del porro che compiacerà molti di voi è che questo ortaggio è un vero e proprio amico della dieta, poiché, sebbene sia un elemento poco calorico, vanta un importante potere saziante che preverrà la possibilità di sfociare in abbuffate per placare il senso di fame.

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Non solo, il porro ha anche proprietà diuretiche e lassative grazie all’ingente presenza di acqua e fibre, infatti la loro assunzione viene consigliata in caso di stipsi e problemi ad urinare. A causa di queste proprietà è anche impiegato in caso di obesità, infiammazioni renali, gotta e displipidemie.

Salvifico anche in caso di raffreddori e infezioni, il porro contribuisce anche al benessere del sistema circolatorio abbassando i livelli di colesterolo cattivo nel sangue.

Valori nutrizionali dei porri

Composti dall’87,8 % d’acqua, 100 grammi di porro apportano all’organismo circa 61 kcal (89,1% carboidrati, 6,8% proteine, 4,1% grassi).
I porri contengono inoltre:

  • 1,5 g di proteine;
  • 14,15 g di carboidrati;
  • 3,9 g di zuccheri;
  • 0,3 g di grassi di cui 0,04 g saturi, 0,004 g monoinsaturi, 0,166 g polinsaturi;
  • 1,8 g di fibre.

I minerali contenuti dal porro sono:

Come vitamine, invece:

Ma è anche ricco di amminoacidi, quali acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, leucina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, lisina e prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Curiosità e cenni storici sui porri

Sebbene l’origine dei porri sia incerta, gli studiosi l’hanno datata approssimativamente a due o tremila anni avanti Cristo, ipotizzando che fosse coltivato presso gli antichi Egizi e che fosse inserito nella dieta degli schiavi poiché, proprio dall’Egitto, si diffuse in Europa passando per le antiche civiltà Greca e Romana. È infatti accreditata la leggenda secondo cui l’imperatore Nerone mangiasse ogni giorno una zuppa di porri poiché convinto che la sua voce ne traesse giovamento.

Il porro è attualmente il simbolo nazionale del Galles: nel VII secolo, il re del Galles Cadwaladr Fendigaid ap Cadwallon, alla vigilia di una battaglia contro i Sassoni ordinò ai propri soldati di apporre dei porri sull’elmetto per mimetizzarsi, poiché la battaglia si sarebbe tenuta proprio su un campo di porri, e per riconoscere i propri compagno dai nemici. Quel giorno la vittoria fu schiacciante, e si pensò che i porri fossero stati di buon auspicio.

I porri in cucina

Dei porri si consuma la parte bianca, fresca e profumata, scartando la parte apicale verde che può essere tuttavia riutilizzata per conferire croccantezza a minestre e stufati. Analogamente alla cipolla, rispetto alla quale ha però un sapore più delicato, il porro si può utilizzare come semplice condimento per insaporire piatti di ogni genere, ma è delizioso anche da mangiare da solo (meglio se crudo perché, come ogni verdura, preserva tutti i nutrienti che andrebbero dispersi in fase di cottura), e risulta particolarmente gustoso anche cotto, gratinato al forno, stufato e in forma di zuppa.

Per realizzare una zuppa di porro, molto facile da preparare e gustosissima da servire in tavola ancora calda, vi occorreranno (per 4 persone):

  • 400 g di porri;
  • 50 g di pangrattato;
  • Burro;
  • 1 bicchiere di brodo vegetale;
  • 1 bicchiere di latte;
  • 100 g di parmigiano grattugiato;
  • Sale e pepe per condire.

Dopo esservi procurati gli ingredienti, tutti di facile reperibilità, dovrete per prima cosa pulire attentamente i porri, eliminando tutti gli elementi nocivi, impuri o inutilizzabili, e lasciarli per cinque minuti a scottare in acqua bollente; dopodiché scolateli e tagliateli a rondelle.
In un tegamino, lasciate il burro a sciogliere a bagnomaria, e una volta raggiunta una consistenza piuttosto liquida riversate nel tegamino anche il porro tagliato a rondelle, che dovrete far rosolare. Ciò fatto, aggiungete al composto, unitamente, il bicchiere di brodo e quello di latte.
Lasciate cuocere il tutto per una ventina di minuti, per poi aggiungere il parmigiano e il pan grattato per dare più consistenza. Mescolate bene ancora per qualche minuto, e dopo potrete togliere il composto dal fuoco per servirlo ancora caldo. Potete arricchire la vostra zuppa con dei crostini di pane o, per non buttare via la parte apicale verde del porro, potete usarla per il condimento per dare croccantezza, insieme a sale e pepe.

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