1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle Vota
Loading...

Pepe Nero: che cos’è, proprietà, benefici e utilizzi in cucina

Il pepe nero è una delle spezie più utilizzate nella cucina europea perché, grazie alla sua inconfondibile piccantezza, è in grado di arricchire di sapore qualsiasi pietanza che mettiamo sulle nostre tavole.

Tuttavia non tutti conoscono i numerosi benefici del pepe nero, per esempio che è anche un valido alleato nella perdita di peso, grazie alla sua capacità di stimolare la digestione e velocizzare il metabolismo.

Che cos’è il pepe nero

Pubblicità
Piperina e Curcuma Plus Natural Fit

Il pepe nero si ottiene dai frutti del Piper nigrum, una pianta nativa dell’India meridionale appartenente alla famiglia delle Piperacee. Lo stesso frutto di questa pianta, attraverso metodi di lavorazione diversi, può produrre pepe nero, pepe bianco e pepe verde.

Per ottenere il pepe nero si raccolgono i frutti della pianta quando sono ancora acerbi, li si sbollenta per breve tempo in acqua calda per prepararli all’essiccamento ed infine si lasciano a disidratare al sole per diversi giorni, durante i quali i frutti si anneriscono.

Benefici e controindicazioni del pepe nero

Questa spezia amica della linea presenta delle efficaci proprietà dimagranti, vediamo quali sono:
la piperina (l’alcaloide del pepe nero) stimola la produzione dei succhi gastrici, in questo modo favorisce la digestione e aumenta la capacità dell’organismo di assimilare i nutrienti (per esempio il betacarotene e il coenzima Q10, preziosissimi per il nostro organismo) contrastando il gonfiore addominale e prevenendo i gas nell’intestino.

pepe-nero-che-cose-proprieta-benefici-e-utilizzi-in-cucina

Inoltre, poiché la piperina svolge anche un’azione termogenica, ha la capacità di “convertire” il cibo che mangiamo in calore: questo significa che aumenta la temperatura corporea e, di conseguenza, brucia i grassi più velocemente.
Queste proprietà erano però già conosciute dagli antichi, infatti nella medicina ayurvedica, la medicina tradizionale utilizzata in India fin dal 450 a.C. circa, il pepe nero è una delle tre spezie, insieme allo zafferano e al pepe lungo, che compongono il Trikatu: una miscela dolcemente piccante che stimola la digestione in modo naturale e ripristina la flora batterica nell’apparato digerente.

Il pepe nero è anche un valido alleato contro il malumore, perché la piperina ha la capacità di stimolare la produzione di endorfina nel cervello, una molecola che favorisce il buon umore.
Il pepe nero è molto diffuso per uso esterno soprattutto nella forma di olio essenziale: in aromaterapia, quest’olio è utilizzato sia per alleviare lo stress che per ridurre la dipendenza dal fumo, infatti è scientificamente provato dalla dottoressa e farmacologa Maria Lis-Balchin che i vapori dell’olio essenziale di pepe nero abbiano la capacità di inibire il desiderio di nicotina.

Presenta anche proprietà antibatteriche, antifebbrili e può essere utilizzato per alleviare i dolori muscolari tramite massaggi.

Valori nutrizionali del pepe nero

100 grammi di pepe nero contengono:

Uso alimentare del pepe nero

Il pepe nero si può trovare in commercio sia in grani che in macinato, ma l’ideale sarebbe comprarlo in grani e macinarlo, con un apposito macinapepe, quando necessario per non perderne tutta la complessità aromatica.

Può arricchire, grazie al suo sapore piccante dovuto principalmente alla piperina, qualsiasi piatto: dalle ricette di carne a quelle di pesce, dalle verdure ai salumi, dalle zuppe alla pasta (basti pensare alla famosissima cacio e pepe), ed è particolarmente indicato per aromatizzare ulteriormente i formaggi.

Si sconsiglia la cottura di questa spezia perché, a temperature elevate, tende a diventare amaro. I francesi, per esempio, sono soliti aggiungere i grani nella salamoia e nei bouquet garni, mentre in medioriente il pepe è uno degli ingredienti del Baharat.

Le curiosità sul pepe nero

Già nell’antichità, il pepe nero era considerato un preziosissimo bene di lusso, basti pensare che tracce di questa spezia sono state ritrovate nella narice del corpo mummificato del faraone Ramsesse II, morto nel 1212 a.C.

Plinio Il Vecchio in un brano del trattato Storia Naturale commentò in maniera negativa che ogni anno il consumo di pepe costasse alla popolazione romana circa cento milioni di sesterzi. Un aneddoto divertente è che quando il re dei Visigoti, Alarico, assediò Roma, tra le sue richieste per liberare la città vi erano tremila tonnellate di pepe.

In gergo, una persona “tutta pepe” energica e vivace, mentre una persona “né sale, né pepe” indica l’esatto opposto, ossia una persona indecisa e insignificante.

Pubblicità

4 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.