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Amaranto: che cos’è, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

L’amaranto è una pianta originaria del Perù del genere Amaranthus dai chicchi piccoli e saporiti, simili a quelli del miglio; infatti in cucina viene utilizzato come se fosse un cereale in chicco, ma l’amaranto in realtà non è un cereale (si definisce pseudocereale) e per questo è ottimo anche da integrare nell’alimentazione di persone affette da celiachia.

Non solo, l’amaranto è anche ideale da inserire in una dieta dimagrante o nell’alimentazione dei diabetici, infatti l’Amaranthus hypochondriacus contiene pochissimi zuccheri e solo l’1% circa di grassi saturi.

Proprietà e benefici dell’amaranto

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L’amaranto è un alimento che presenta un’alta digeribilità, infatti anche donne in gravidanza, anziani e bambini possono consumarne senza riscontrare problemi. L’amaranto contiene inoltre un importante contenuto di lisina (0.37 g per 100 g di amaranto secco), superiore ai cereali, che spesso ne sono carenti, e ad alcuni alimenti di origine animale (latte, uova e carne); la lisina è un amminoacido essenziale per l’organismo poiché aiuta a contrastare l’anemia grazie alla sua azione antianemica.

Grazie alla forte pigmentazione delle sue foglie, è possibile estrarre un colorante alimentare rosso da utilizzare come alternativa naturale ai coloranti sintetici.
Grazie all’alto contenuto di squalene e di tocoferolo dalle proprietà antiossidanti, è impiegato in cosmetica nella cura dei capelli e della pelle, mentre in farmacologia è utilizzato nella preparazione di farmaci per la riduzione del colesterolo ematico. Non solo, i piccoli granuli di amido hanno una potente proprietà di assorbimento, che li rende adatti a sostituire il talco.

Descrizione della pianta

Il genere Amaranthus comprende una sessantina di specie, ma solo tre di queste sono ritenute buone produttrici di semi: l’Amaranthus caudatus, l’Amaranthus cruentus e l’Amaranthus hypochondriacus. Si tratta di una pianta originaria originaria dell’America centrale, coltivata già dalle civiltà precolombiane (Maya, Inca e Aztechi, infatti, paragonavano questa preziosa pianta all’oro), ma a partire dagli anni ’70 del 1900 si instaurarono grandi coltivazioni anche negli Stati Uniti, in India e in Cina.
Lo stelo della pianta d’amaranto può superare i due metri d’altezza, con un’infiorescenza apicale e foglie dal colore che varia a seconda delle specie.

L’amaranto ha la capacità, grazie alla sua radice molto profonda, di adattarsi a qualsiasi tipo di terreno, anche quelli più aridi. Le parti utilizzate di questa pianta sono i semi, da cui si può ottenere la farina (ottima per per pizza, pane e pasta frolla gluten free), e le foglie, da consumare come fossero spinaci.
In Italia l’amaranto è ancora poco conosciuto e consumato.

Valori nutrizionali dell’amaranto

100 g di Amaranto contengono:

  • 371 kcal;
  • 13,6 g di proteine;
  • 65,25 g di carboidrati;
  • 1,69 g di zuccheri;
  • 7,02 g di grassi di cui:
  • 1,459 g di grassi saturi;
  • 1,685 g di grassi monoinsaturi;
  • 2,778 g di grassi polinsaturi;
  • 0 mg di colesterolo.
  • 6,7 g di fibra alimentare;
  • 4 mg di sodio;
  • 0 g di alcol.

L’amaranto è anche ricco di minerali, quali calcio (159 mg), ferro (7,61 mg), magnesio (248 mg), fosforo (557 mg), potassio (508 mg), zinco (2,87), manganese (3,333 mg), rame (0,525) e, in minor misura, selenio (18,7 µg).
Come vitamine contiene invece Vitamina C (4,2 mg), B1 (0,116 mg), B2 (0,2 mg), B3 (0,923 mg), B5 (1,457 mg), B6 (0,591 mg), Betaina (67,7 mg), Colina (69,8 mg) ma anche molte altre.

L’indice glicemico dell’amaranto è molto basso, pari a 35. Perfetto, quindi, da consumare a pranzo o a cena.

Controindicazioni dell’amaranto

L’amaranto contiene acido ossalico, che lo rende sconsigliabile a chi soffre di calcoli e di problemi renali. Sarebbe una buona idea, prima di procedere all’assunzione dell’amaranto, consultare un parere medico.

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