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Maca delle Ande: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Maca delle Ande: che cos'è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

La maca, il cui nome botanico è Lepidium meyenii, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa del cavolo. Questa pianta, originaria della Cordigliera delle Ande, del Perù e della Bolivia, è l’unico vegetale commestibile in grado di resistere a condizioni climatiche estreme: cresce, infatti, ad un’altitudine che varia dai 3.000 ai 5.000 metri, con venti gelidi molto forti, temperature sotto lo zero, una provante esposizione alla luce solare ed un’escursione termica estrema, poiché riesce a sopportare sia il caldo asfissiante della giornata che il freddo impossibile della notte.

Questa pianta vanta importanti proprietà energizzanti; proprio grazie a queste, infatti, era largamente coltivata dalle antiche popolazioni che abitavano le Ande. Non solo: la maca delle Ande vanta anche grandi proprietà nutritive, poiché contiene il 15% d’acqua, proteine al 12 %, il 4,8 % di ceneri, l’8,3 5 di fibra alimentare e l’1,6 % di grassi. Scopriamo insieme questa prodigiosa pianta!

Proprietà e benefici della Maca delle Ande

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La maca delle Ande era già utilizzata da oltre 2.000 anni dalla popolazione Inca per il nutrimento delle famiglie nobili e dei soldati. Cosa avrà spinto questa civiltà precolombiana ad innamorarsi di questo vegetale? Scopriamolo.

In primo luogo, la maca delle Ande, grazie alla sua composizione chimica, risulta essere un alimento completo dal punto di vista nutritivo: è infatti ricca di aminoacidi essenziali (10,2%), sali minerali, vitaminecarboidratiacidi grassi e fibre. Nello specifico, le caratteristiche nutrizionali di questo prodotto comprendono:

Grazie a questi numerosi costituenti, inoltre, la maca delle Ande vanta la capacità di migliorare la risposta allo stress e all’affaticamento, aumentando resistenza agli sforzi massimali: forse è per questo che veniva somministrata proprio ai soldati.

Non solo: questo prodigioso vegetale risulta anche un valido alleato nella memorizzazione e nella concentrazione, grazie all’azione che svolge sulla glicogenesi, cioè la produzione di glucosio, a partire dalle riserve energetiche, rendendolo immediatamente disponibile e circolante in caso di sforzo fisico o intellettuale.

Oltretutto, grazie alla sua particolare composizione di vitamine e minerali, questa pianta può risultare particolarmente benefica nella cura dell’anemia di varia natura, grazie alla sua capacità di elevare il livello di emoglobina, ma anche per rinforzare il sistema immunitario e per combattere tutti i sintomi influenzali come febbre, tosse e raffreddore.

Ciò che molti di voi sapranno è che la maca delle Ande è altresì conosciuta come il viagra peruviano: principale ingrediente delle diete afrodisiache, la maca delle Ande apporta diversi effetti ed importanti benefici tanto negli uomini quanto nelle donne. Vediamo quali:

  • Negli uomini, la maca delle Ande è in grado potenziare il volume seminale, incrementando la quantità di sperma per eiaculazione, e migliorare la motilità spermatica;
  • Nelle donne ha la capacità di agire come stimolante della maturazione dei follicoli di Graff e dell’ingrossamento nell’endometrio. È, di conseguenza, consigliate alle donne in tutti i momenti della loro vita, poiché riduce la sindrome pre-mestruale, è utile contro i dolori mestruali (dismenorrea), e regolarizza il ciclo; in gravidanza e allattamento agisce come remineralizzante ed ha effetti benefici sull’utero.

La maca, inoltre, favorisce la fertilità di ambo i sessi grazie agli alcaloidi e agli steroli, che esercitano un’importante azione equilibrante sul sistema ormonale nel suo insieme (ipotalamo, ghiandole surrenali, pancreas).

Come usare la Maca delle Ande

Il modo migliore di integrare questo prodigioso alimento nella vostra dieta quotidiana è quello di assumere 800-1000 mg estratto secco in compresse o capsule da assumere ai pasti.

Tuttavia la dose di maca da assumere quotidianamente non è ancora stata stabilita in modo preciso, e può variare a seconda delle esigenze personali del singolo consumatore. In media si consigliano da 5 a 20 g di radice essiccata (o farina) al giorno.

Controindicazioni ed effetti collaterali della maca delle Ande

Non sono ancora stati riscontrati effetti collaterali degni di nota nei soggetti che, nell’assumere la maca delle Ande, si sono attenuti alla dose giornaliera consigliata che equivale a 5 – 20 g di radice essiccata. Le problematiche che possono insorgere in seguito ad un abuso di questa sostanza o in caso di allergia alla maca possono essere:

  • Bruciore di stomaco;
  • mal di testa;
  • insonnia.

Prima di procedere all’assunzione della maca delle Ande, è consigliato rivolgersi al proprio medico di base nei seguenti casi:

  • Se si è in gravidanza;
  • Se si è in allattamento;
  • Se si soffre di ipertiroidismo, poiché la maca delle Ande contiene un importante quantitativo di iodio che, se assunto in dosi eccessive, può peggiorare eventuali disturbi della tiroide già presenti.

Habitat e descrizione della pianta

Come precedentemente accennato, la maca delle Ande è l’unico vegetale commestibile in grado di resistere a condizioni climatiche estreme: questa pianta infatti è nativa della Cordigliera delle Ande, del Perù e della Bolivia, dove cresce ad un’altitudine che varia dai 3.000 ai 5.000 metri ed è costantemente sottoposta a venti gelidi molto forti, temperature sotto lo zero, una provante esposizione alla luce solare ed un’escursione termica estrema.

Si tratta di una pianta erbacea annuale di piccole dimensioni ma che, a causa della formazione di radici di accumulo, può anche essere definita perenne. La radice si presenta come un tubero carnoso (pensate alla rapa) di forma arrotondata ed ha un diametro di 8 centimetri circa. La sua lunghezza può estendersi fino a 14 centimetri ed il suo colore può variare dal giallo al rosso scuro. Le foglie sono basali piccole e alterne sui rami laterali. I fiori sono piccoli e apicali di colore giallo.

Curiosità e cenni storici

I primi utilizzi della maca delle Ande risalgono a tempi antichissimi: infatti diversi ritrovamenti archeologici sul posto hanno rivelato che le popolazioni precolombiane che abitavano la zona corrispondente all’attuale Perù erano solite coltivare questa pianta sia come alimento che come condimento nelle cerimonie di danza religiosa; la definivano, infatti, “dono degli dei“. Diversi storici, come, per esempio, il frate Antonio Vásquez de Espinoza, in una descrizione dell’anno 1598, menzionano il consumo di questa pianta da parte delle popolazioni locali.

In seguito, poi, il gesuita, naturalista e scrittore spagnolo Bernabé Cobo, fece la stessa cosa nel periodo che va dal 1603 al 1629. Successivamente la maca delle Ande fu descritta in modo minuzioso da altri botanici spagnoli, come ad esempio Hipólito Ruiz López nella sua Expedición Botánica al Virreinato del Perú. In seguito alla conquista del Perù, i colonizzatori finirono presero ad utilizzarla come imposta.

Solo nell’anno 1980, quindi molto dopo, si mostrò nuovamente interesse per questo potente tubero, anche grazie alle tante ricerche fatte da tedeschi e americani. Di qui in poi, la maca delle Ande fu rinominata come: “la coltura persa degli Incas“.

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