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Vitamina D: a cosa serve, proprietà, controindicazioni e dove trovarla negli alimenti

Vitamina D: a cosa serve, proprietà, controindicazioni e dove trovarla negli alimenti

La Vitamina D si presenta come un alleato fondamentale per le ossa ed i denti. Per essere pertanto condensata dal nostro organismo però ha bisogno dell’esposizione ai raggi solari.

Cos’è la vitamina D

vitamina d struttura

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Prodotta dalla pelle che a sua volta la condensa dal precursore 7-deidrocolesterolo mediante l’esposizione ai raggi solari, è la Vitamina D (liposolubile come la Vitamina A, E e K). La quantità necessaria per il nostro organismo di Vitamina D è suffientemente producibile giornalmente mediante l’azione della luce solare in solo 15 minuti.

Fonti alimentari contenenti Vitamina D

Alimenti favorevoli alla produzione di Vitamina D sono le svariate tipologie di pesce (come atinga, sgombro e sardine), l’olio di fegato di merluzzo, il burro, i formaggi specie quelli grassi e le uova.

Normalmente nei Paesi del Mediterraneo il quantitativo di radiazioni solari assorbite sono sufficienti a celare la quantità necessaria di Vitamina D contrariamente a chi è meno abituato all’esposizione ai raggi solari causa clima e/o stile di vita, il quale deve sostituire il tutto con integratori.

Attività di cui è responsabile la Vitamina D

Fondamentale per mineralizzare ossa e denti è la Vitamina D. È consigliata per favorire la normale crescita nonché il modellamento delle ossa. Questo perché ha il ruolo di interporsi in regolazione col metabolismo regolandone dunque calcio e fosforo e dunque lo stesso assorbimento nell’intestino.

Carenza di Vitamina D può tuttavia causare rachitismo specie nei bambini (questo perchè l’apparato scheletrico tende a svilupparsi in maniera scorretta poichè lo stesso non è mineralizzato in modo corretta). Negli adulti, contrariamente, causa osteomalacia (ossia dolori ossei e agli arti, debolezza muscolare e fragilità ossea).

Mancanza di Vitamina D

Sintomi che fanno intende una importante riduzione di Vitamina D sono appunto rachitismo, fragilità ossea, malformazione delle ossa, debolezza muscolare e dolori intercostali.

Dosi maggiori di Vitamina D pertanto, devono essere assimilato solo in caso di necessità e sotto consultazione di uno specialista, poichè le stesse posso divenire tossiche per l’organismo.

Iperdosaggio

Alimenti utilizzati comunemente che possono dunque causare sovradosaggio di Vitamina D non esistono. Ciò nonostante, casi di intossicazione possono esserci successivamente ad integrazioni errate (è il caso dell’olio di fegato di merluzzo) o, se si somministra Vitamina D durante terapie.

Sintomatologie possono essere generiche (ad esempio problemi di nausea, diarrea e debolezza) o nello specifico (quali problemi di ipercalcemia, nefrocalcinosi e calcificazione dei tessuti molli).

Dosaggio consigliato

Negli adulti (nello specifico maschi dagli 11 ai 59 anni) il dosaggio giornaliero opportuno di Vitamina D deve vedere un quantitativo che va dagli 0 ai 10 microgrammi. Contrariamente nelle donne (dagli 11 anni in su) il dosaggio consigliato deve vedere un quantitativo che va dagli 0 ai 15 (10 microgrammi durante la fase della gravidanza).

Per i soggetti sopra i 60 anni il rischio di mancata Vitamina D tende ad aumentare, pertanto, il quantitativo di Vitamina D da assimilare deve essere pari ai 10 microgrammi. Fondamentale nelle donne in menopausa è l’accostamento ad integratori.

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