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Farina Integrale: che cos’è, proprietà, benefici, valori nutrizionali ed utilizzi

Farina Integrale: che cos’è, proprietà, benefici, valori nutrizionali ed utilizzi

Risultante essere un alimento ricavato dalla macinatura delle cariossidi di frumento tenero, sprigionate dalle sostanze ignote e dalle sostanze impure, è la farina integrale.

La farina integrale presenta un aspetto in polvere e tende ad essere adoperato al fine di agglomerare ingredienti liquidi e grassi, al fine di produrre impasti di derivazione mediterranea, quali pane e pasta.

Che cos’è la farina integrale?

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Estratta dalla macinatura oppure dalla premitura della sementa di grano intero, è la farina integrale. Ciò nonostante, per fattori tecnici, solitamente risulta ricavata dai chicchi raffinati e susseguentemente agglomerata nella crusca.

La farina non integrale, risulta essere conosciuta invece come farina bianca. Quest’ultima, in base alla meta di commercio, viene sprovvista della pula oppure lolla e tende ad essere soggetta a scolorazione mediante l’utilizzo di additivi alimentari.

Difatti, codesto procedimento di raffinatura utilizza componenti nutrizionali del cibo. Al fine di permettere il rinnovo delle peculiarità chimiche iniziali, risulta probabile amalgamare le farine bianche assieme a quelle integrali.

Il termine integrale risulta legato al fatto che tendono ad essere adoperate le sostanze della sementa, contrariamente alla farina bianca, la quale risulta legata all’endosperma amidaceo. All’interno del frumento, similmente alla segale, il tegumento e il germe non resta coeso alla cariosside e tende ad essere suddiviso nel corso della battitura.

Contrariamente, all’interno degli ulteriori cereali, le glumelle e l’embrione, si associano fermamente e tendono ad essere ovviati dal procedimento della sbramatura.

Proprietà

Risultante essere una farina totale il quale, al di là dell’amido, a differenza della farina bianca conferisce quantitativi elevati di fibre, proteine, vitamine, acidi grassi e ceneri, è la farina integrale. Quest’ultima risulta essere pertanto maggiormente nutriente rispetto alla farina bianca, sebbene quella bianca risulta beneficiare di micronutrienti particolari.

Il procedimento risulta essere denominato fortificazione e tende ad essere previsto dalla legge. Ciò nonostante, la farina bianca rafforzata non presenta i medesimi nutrienti e valori nutrizionali della crusca e del germe di grano, specialmente per quanto concerne le fibre, le proteine e i grassi.

La sementa intera di grano e la farina integrale estratta risultano essere soltanto un efficiente sorgente di:

Benefici

Risultante essere una sostanza vegetale facente parte del 3 complesso familiare degli alimenti, il quale all’interno del regime alimentare dell’uomo svolge azione di copertura del fabbisogno di carboidrati, fibre, sali e vitamine, è la farina integrale.

A differenza della farina raffinata, quest’ultima conferisce un ridotto apporto di glucidi e calorie, sebbene dosaggi maggiori di ulteriori nutrienti. Risultanti essere molecole compromesse nello sviluppo dell’ATP della respirazione cellulare, sono i carboidrati. Le fibre della farina integrale si presentano insolubili, sebbene favoriscano la modulazione per quanto concerne l’assimilazione da parte dell’intestino abbassando la ricezione dei grassi e controllando il tasso insulinico totale.

In aggiunta, le fibre nutriscono i batteri fisiologici che operano da struttura di protezione per le difese immunitarie di protezione e sviluppare determinate vitamine. Le fibre accrescono la sensazione di appetenza e risultano essere coese ad un ridotto apporto chilo calorico, riducendo la probabilità di accrescimento totale.

Incentivano la peristalsi intestinale e la regolamentazione delle feci, salvaguardando la stipsi, le emorroidi, le ragadi, i tumori ed ulteriori malattie dell’intestino. Contrariamente, l’eccessiva consumazione di farina integrale causa la scorretta somministrazione, dissenteria e meteorismo. La farina integrale presenta all’interno un elevato quantitativo di acido fitico, che agevola l’abbassamento dell’assorbimento di determinati minerali. Fra gli elettroliti della farina, quelli maggiormente essenziali risultano essere il magnesio e il selenio.

Il ferro e i calcio, vengono inseriti con maggior efficienza consumando ulteriori cibi di derivazione animale. Le vitamine idrosolubili maggiormente essenziali della farina integrale risultano essere la B1, PP, B5 e B6.

La vitamina E risulta essere un vigoroso antiossidante. La farina integrale presenta all’interno una suddivisione di proteine. Codeste, risultano essere concluse congiungendole alle proteine presenti all’interno dei legumi.

Benevola risulta essere la quantità di acidi grassi polinsaturi, sebbene la farina integrale non risulta essere un cibo consigliato per giungere all’apporto indicato da codesti nutrienti nel regime alimentare. Per coloro che svolgono vita sedentaria, la supplementazione della farina raffinata con la farina integrale risulta essere un fattore di salvaguardia dall’eventuale subentro di sovrappeso e patologie dell’anabolismo, come il diabete mellito di tipo 2 e l’ipertrigliceridemia.

La farina integrale presente all’interno glutine e non risulta raccomandato nei regimi alimentari contrastanti la celiachia.

Valori nutrizionali

La consumazione di 100 g. di prodotto permettono di apportare i codesti valori nutrizionali:

  • 100% parte edibile
  • 13,4 g di acqua
  • 11,9 di proteine
  • amminoacido limitante
  • 1,8 g di lipidi totali
  • 0,43 g di acidi grassi saturi
  • 0,21 g di acidi grassi monoinsaturi
  • 1,16 g di acidi grassi polinsaturi
  • 0,0 mg di colesterolo
  • 67,8 g di carboidrati disponibili
  • 59,7 g di amido
  • 2,1 g di zuccheri solubili
  • 8,4 g di fibra totale
  • 1,92 g di fibra solubile
  • 6,51 g di fibra insolubile
  • – g di acido fitico
  • 0,0 g di alcool
  • 319,0 Kcal di energia
  • 3,0 mg di sodio
  • 337,0 mg di potassio
  • 3,0 mg di ferro
  • 28,0 mg di calcio
  • 300,0 mg di fosforo
  • – mg di magnesio
  • 2.9 mg di zinco
  • – mg di rame
  • 0,40 mg di tiamina
  • 0,16 mg di riboflavina
  • 5,0 mg di niacina
  • 0,0 mg di vitamina C
  • 0,4 mg di vitamina E

Utilizzi

Beneficiante di un tasso di conservazione maggiormente riduttivo a differenza della farina bianca, è la farina integrale.

Il fattore causa di codesta peculiarità passiva risulta essere la suddivisione lipidica preponderante che guasta con facilità a seguito della compresenza di ossigeno, luce, acqua, pH acido, temperature elevate oppure medie e microrganismi. Tuttavia, non tutti gli acidi grassi presentano le medesime peculiarità chimico-fisiche.

Ciò nonostante, le caratteristiche della farina integrale, presenti all’interno del germe oppure dell’embrione della sementa, risulta ritenuti fra quelli maggiormente leggeri. Gli acidi grassi tendono ad essere salvaguardati da determinate sostanze denominate antiossidanti. Vi sono svariate tipologie e ciascuna opera in modo diversificato, quali i tocoferoli oppure tocotrienoli, ossia la vitamina E.

Codesta opera privandosi al fine di conservare invariate le catene degli acidi grassi, dunque risulta essere il primario nutriente infiltrato mediante l’avaria. Il procedimento risulta essere similare al deterioramento dei tessuti, causa per il quale la vitamina E risulta essere ritenuta fra gli antiossidanti maggiormente preponderanti e le molecole anti-deterioramento odiernamente noti. Gli acidi grassi della farina integrale risultano essere ritenuti polinsaturi e tendono ad essere ritenuti essenziali per l’essere umano.

Beneficio nutrizionale della farina integrale risulta dunque essere pari alla preservazione e la predisposizione a guastarsi resta alquanto alta. Al fine di permettere un efficiente quantitativo di tocotrienoli e di acidi grassi essenziali all’interno della farina integrale, dunque risulta essere essenziale avere riguardo alle doti di preservazione: ridotta temperatura, mancanza di luce, chiusura ermetica, ridotta umidità, mancanza di inquinamento con ulteriori sostanze e mancanza di quantitativi microbici preponderanti.

Farina integrale e Pane

Solitamente, la farina integrale tende a non essere adoperata sotto forma di sostanza per i cibi cotti al forno a seguito del peso e della ridotta lievitazione. Accrescendo il quantitativo di farina integrale per la medesima voluminosità, si intacca il risultato conclusivo, accrescendo i prezzi di lavorazione.

Codesta risulta essere la causa per il quale molteplici cibi da forno integrali tendono a non essere realizzati totalmente con la farina integrale. In aggiunta, per un lasso temporale, la veritiera farina integrale risulta essere totalmente rinunciata dalle sessioni di produzione e quelle rintracciabili sul mercato. Difatti, risulta probabile incrementare il risultato accrescendo il quantitativo di acqua all’interno della pasta, in quanto la medesima crusca e il germe assimilano i liquidi.

Quanto risulta ricavabile amalgamando la pasta, incrementa la realizzazione del reticolo glutinoso, essenziale per la lievitazione. Al fine di incrementare il procedimento, determinati specialisti fanno ricorso ad una lievitazione ulteriore. L’agglomerazione di grassi e di sostanze a base di latte, permette di agevolare la voluminosità del cibo, in base alla tipologia di cibo e il quantitativo all’interno dell’amalgama.

Farina Bianca Integrale

Quest’ultima risulta essere una farina sottoposta a macinatura dalla sementa integra del grano duro. La colorazione maggiormente chiara risulta plausibile poiché le spighe tendono ad essere sottoposte a mietitura nel corso della stagione primaverile, a differenza del frumento tradizionale di colorazione rossastra oppure dorata che fa fede ad un processo di produzione nel corso della stagione estiva.

La diversificazione fra i due alimenti sta nel fatto che la farina bianca integrale presenta una quantità basa di glutine, tannini e acido fenolico. Il sapore risulta essere naturalmente delicato e similare alla farina raffinata. In Italia, contrariamente, tende ad essere proliferato un tipo di farina estratta in maniera artificiale mediante procedimento biologico derivato dalla crusca di frumento tradizionale. Risulta essere una tecnica istituita dal marchio intregalbianco, il quale opera per quanto concerne l’accrescimento dello scioglimento delle fibre conferendo maggior disponibilità all’organismo umano.

A prescindere dalla preferenza popolare, recentemente, la consumazione di cibi abbondanti di fibre risulta essere incrementato. Ciò risulta essere causa specialmente nella proliferazione per quanto concerne le caratteristiche benevoli della farina integrale che hanno convinto i consumatori a prescindere dall’elevato costo.

La Whole Grains Council Industry Association ha identificato un incremento vantaggioso della realizzazione di farina integrale durante gli anni 2003-2007. Nel medesimo lasso temporale, negli Stati Uniti d’America, la consumazione di pane integrale è risultato essere pari al pane bianco, e durante il 2010, è risultato essere superiore.

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