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Crusca: che cos’è, utilizzi, proprietà e controindicazioni

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Considerata per anni un prodotto di scarto, la crusca si presenta come un alimento di diversificate tipologie, ad oggi molto apprezzato per le molteplici proprietà benefiche che essa apporta a colon e intestino.

Che cos’è la Crusca

Involucro fibroso che copre i semi dei cereali è la crusca. Essa viene suddivisa dalla farina mediante un procedimento di raffinazione ed è stata per decenni considerata un alimento di scarto utilizzato solo per alimentare il bestiame.

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Negli anni Settanta, però, la crusca è stata studiata maggiormente specialmente per la ricchezza fibrosa alimentare e la capacità di questa di curare eventuali disturbi comuni nella società occidentale contemporanea, come problemi di stitichezza, colon irritabile e diverse patologie dell’apparato gastrointestinale.

Proprietà e Benefici della Crusca

La crusca presenta molteplici e diversificate proprietà, che il più delle volte si differenziano in base alla tipologia di crusca. Abbiamo la crusca di frumento, per esempio, che si presenta molto ricca di fibre insolubili, ed è pertanto quella più utilizzata al fine di curare eventuali problemi di stitichezza.

Generalmente, la crusca tende ad agevolare il passaggio intestinale nonchè a stimolare la mobilità del colon; aumenta inoltre la voluminosità e la morbidezza delle feci andando dunque a favorirne l’evacuazione.

Si presenta utile per contrastare problemi di sovrappeso e di obesità, specialmente in quei casi in cui si vuole combattere l’iperalimentazione. Presenta un elevatissimo indice di sazietà poiché tende a gonfiarsi a livello gastrico ed è in aggiunta povera di calorie. Essa tende inoltre ad aiutare a diminuire l’assorbimento di grassi e zuccheri ed è pertanto un’ottima alleata in caso di trigliceridi e/o colesterolo alto, specie nei soggetti aventi problemi di intolleranza al glucosio e/o di diabete.
Pertanto, la crusca va assimilata sempre contestualmente a liquidi.

Preferibilmente è opportuno scegliere crusca derivante da agricoltura biologica, al fine di evitare l’ingerimento degli agenti chimici di sintesi presenti sui cereali e che generalmente vengono trasportati mediante il procedimento di raffinazione.

Il quantitativo di crusca da assimilare varia in base al soggetto; pertanto non si consiglia un utilizzo prolungato in quanto se si tende ad esagerare assumendone frequentemente, tale alimento può causare la formazione di problemi come meteorismo e flatulenza.

Dunque, l’opportuno quantitativo di fibre alimentari da assumere per il fabbisogno del proprio organismo, è possibile supplementare crusca senza però dimenticare l’assimilazione quotidiana di frutta e verdura.

Calorie e valori nutrizionali della crusca

Un quantitativo pari a 100 grammi di crusca apportano circa 206 Kcal. 

In aggiunta, ogni 100 grammi di tale alimento presentano:

  • Acqua 8.2 g
  • Protidi 14.1 g
  • Lipidi 5.5 g
  • Colesterolo 0 g
  • Glucidi 26.6 g
  • Ferro 12 g
  • Magnesio 550 mg
  • Tiamina 0.89 mg
  • Niacina 29.6 mg
  • Tocoferolo 1.6 mg

La Crusca si presenta come un’ottima alleata di intestino e colon.

Crusca: Curiosità

Inerenti alla crusca ci sono differenti proverbi legati all’utilizzo di questo alimento prodotto sino agli anni Settanta, quando veniva considerato un prodotto dozzinale e pertanto indicato ad alimentare il bestiame.

  • Vendere crusca per farina, ad esempio, sta a significare spacciare un prodotto di scarso valore per qualcosa di più prezioso e dunque sta ad indicare la volontà di ingannare il prossimo;
  • La farina del diavolo va tutta in crusca, sta a significare che, invece, le male intenzioni e azioni non apportano benefici;

Controindicazioni e Svantaggi

Integratori e preparati farmaceutici contenenti fibre sono ormai moltissimi, tanto che la crusca antica viene il più delle volte viene allegata ad altri agenti livellanti naturali delle feci, come i glucomannani, l’agar agar o la gomma karaja.

Piuttosto che usare tali alimenti, opportuno sarebbe normalizzare le normali abitudini alimentari, andando ad aumentarne l’assimilazione di frutta e verdura. E’ dunque chiaro che la semplice aggiunta di integratori contenenti fibre non è paragonabile ai benefici che un’alimentazione ricca di tali sostanze.

Se dunque il cereale da cui viene estrapolata la crusca non si presenta di origine biologica, il rischio di ingerire gli agenti chimici di sintesi che abitualmente vengono trasportati insieme ad essa, è alto.

L’utilizzo prolungato di crusca può pertanto causare uno scarso contenuto di vitamine e sali minerali, andando a intersecarsi sull’assimilazione di calcio, ferro, fosforo e zinco.

In conclusione è opportuno prendere in considerazione la tolleranza individuale legata al consumo di crusca. Questo perché il suo utilizzo può aumentare la formazione di gas intestinali, provocando gonfiore e fastidiosa sensazione di distensione. Il deterioramento batterico dei suoi componenti può dunque gravare forme di colite o andando a peggiorare la sindrome del colon irritabile ed i sintomi legati al meteorismo.

Pertanto anziché ricorrere ad un utilizzo indiscriminato di crusca è meglio seguire una dieta diversificata, andando ad aumentare a gradi la presenza di fibre, mediante il normale consumo di frutta, verdura e cereali integrali, che a loro volta contengono sia la crusca, sia le vitamine ed i sali minerali opportuni per il benessere del proprio organismo.

La crusca non è una panacea ma si presenta molto utile in quanto supplemento da usufruire solo in rari casi, successivamente ad una consultazione medica o altri specialisti di tali ambiti.

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