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Caffé Americano: che cos’è, proprietà, valori nutrizionali e controindicazioni

Caffé Americano che cos’è, proprietà, valori nutrizionali e controindicazioni

Risultante essere una bibita estratta mediante processo di infusione della sementa torrefatta e triturata del caffè, è il caffè americano. Tende ad essere preparato in modo similare al caffè espresso, sebbene presenti al suo interno un maggior quantitativo di acqua, amalgamata successivamente.

Presenta un gusto differente contrariamente al caffè estratto dal filtraggio, sebbene abbia una maggior potenza.

La potenza del caffè americano risulta differente a seconda del quantitativo di shot, e dunque di accidenti da parte del misurino di polvere che conferisce il dosaggio opportuno, e a seconda del quantitativo di acqua. Nello stato Italiano, il caffè americano tende ad essere solitamente scambiato col caffè all’americana, ossia il caffè estratto dal filtro.

Che cos’è il Caffè americano?

Il denominativo della bibita risulta essere di derivazione anglosassone. La terminologia risulta assimilata dalla lingua sudamericana e italiana, durante il 1970. Si ipotizza che il denominativo risulti nato durante la Seconda Guerra Mondiale, momento durante il quale i soldati americani arrivati in Italia diffondono il caffè agglomerandolo all’acqua rovente al fine di renderlo quanto più similare alla bibita loro locale.

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All’interno del romanzo Ashenden: Or the British Agent del 1928, Somerset Maugham scrisse di una bibita denominata Americano e utilizzata dallo stesso nel corso della prima guerra mondiale. Vi è inoltre una varietà di americano denominato Iced americano oppure americano ghiacciato.

Risulta essere la medesima bibita a base però di acqua gelata. Ulteriore varietà di caffè risulta essere il caffè crema, dalla maggior durata. Ulteriore è il red eye, ossia occhi rossi, ricavato miscelando il caffè espresso con il caffè all’americana a differenza dell’acqua rovente. Nella lingua inglese tende ad essere inteso come Shot in the dark.

Proprietà benefiche del caffè americano

Risulta opportuno tenere a mente che il caffè americano non presenta al suo interno un ridotto quantitativo di caffeina rispetto al caffè fatto con la macchinetta classica. Ciò nonostante, difatti, il caffè americano è opportuno precisare che presenta un ridotto quantitativo di caffeina a differenza delle altre varietà di caffè, dunque il quantitativo di caffeina deglutito si presenta il medesimo.

Codesta varietà di caffè permette di incentivare il cervello abbassando il senso di assopimento e accrescendo il senso di beneficio. Le funzioni rassodanti e incentivanti risultano rilevanti per quanto concerne l’azione psichica, agevolando positivamente la memoria e l’accrescimento della fattibilità di coagitazione.

L’azione istigante del caffè risulta evidenziabile ugualmente per quanto concerne la funzione dell’intestino. Tende ad operare sotto forma di calmante per contrastare il mal di testa. La sopportabilità di codesta bibita risulta differente da soggetto a soggetto.

Valori nutrizionali del caffè americano

La consumazione di 100 ml di caffè americano apporta all’incirca 2 Kcal e presenta al suo interno dettagliatamente:

Controindicazioni del caffè americano

Risultante essere una bibita, il caffè americano presenta al suo interno caffeina, ossia una metilxantina dall’azione incentivante. Codesta, non soltanto svolge azione simpatico-mimetica, similare all’adrenalina, ma tende ad essere ritenuta un modesto antiossidante. Ciò nonostante, per quanto concerne la meccanizzazione rinvigorente, si sconsiglia il sovra dosaggio.

Risulta consigliabile ovviare la consumazione del caffè americano agli infanti, ai soggetti affetti da cardiopatia, affetti da ipertensione gravosa, a soggetti affetti da ansia e specialmente che prendono ansiolitici nonché a soggetti aventi fastidi gastro-intestinali gravi (quali esofago di Barret causato dalla patologia da reflusso gastroesofageo, gastrite acuta oppure ulcera gastro-duodenale, patologie croniche infiammatorie dell’intestino, ecc.).

Si consiglia il ridotto consumo a soggetti femminili in fase di gestazione e nutrimento del neonato, soggetti affetti da ipertensione non preponderante e soggetti affetti da fastidi all’apparato digerente (quali gastrite, patologie da reflusso gastroesofageo e colon irritabile, nonché dissenteria). Avente internamente molecole non accettate ideate dall’incendio, è il caffè torrefatto, tra cui l’acrilamide.

Non conferisce quantitativi preponderanti di nutrienti e calorie, mentre per quanto concerne l’energia complessiva, varia a seconda della compresenza e del quantitativo di dolcificante utilizzato. La somministrazione di saccarosio deve essere ridotta se somministrata da soggetti affetti da iperglicemia, diabete mellito di tipo 2, ipertrigliceridemia, carie dentarie e sovrappeso.

Negli USA vi è l’usanza di sporcare il caffè con la crema di latte.

Codesto passaggio risulta non raccomandato da soggetti affetti da eccedenza di peso e ipercolesterolemia. Codesta varietà di caffè non presenta lattosio, glutine e molecole allerginizzanti. Non vi sono particolari controindicazioni per quanto concerne i soggetti vegani e vegetariani.

In caso di soggetti in buona salute e età avanzata, risulta raccomandabile somministrare all’incirca 3 tazze di caffè americano al dì. Nel caso in cui il soggetto dovesse eccedere con i dosaggi, gli effetti controindicanti manifestano cardiopalmo e fastidi al cuore, tremolii, mancato assopimento e acidità di stomaco nonché ipereccitabilità.

L’eccedenza di caffè causa inoltre depressione e ipertensione. Conferisce problemi, quali: gastrite e reflusso gastrico. Mediante la funzione neurostimolante, codesta bibita risulta sconsigliata agli infanti.

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