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Diabete: che cos’è, tipologie ed epidemiologia

Diabete: che cos'è, tipologie ed epidemiologia

Il diabete, il cui nome scientifico è diabete mellito, è una patologia che intacca il funzionamento dei sistemi metabolici umani. Esso è strettamente legato sia a condizioni di iperglicemia, in cui ci sono delle alterazioni nella produzione di insulina, la cui quantità nel sangue è inferiore rispetto al fabbisogno dell’organismo; sia alla poca sensibilità degli ormoni bersaglio dell’insulina.

Le tipologie di diabete sono diverse, e le principali sono tre:

  • Diabete di tipo 1
  • Diabete di tipo 2
  • Diabete gestazionale

Alcune statistiche, confermano che nell’ultimo trentennio la fascia di popolazione che soffre di diabete è aumentata esponenzialmente.

Che cos’è il diabete?

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Il diabete, il cui nome scientifico è diabete mellito, è una patologia che intacca il funzionamento dei sistemi metabolici umani, ed è legato alla produzione di insulina, affidata alle cellule beta del Pancreas, prodotte dalle isole di Langerhans.

Le cause del diabete possono essere principalmente tre:

  • La quantità di insulina presente nel sangue è inferiore rispetto a quanta ne necessita l’organismo per funzionare correttamente
  • C’è un ostacolo ormonale al corretto funzionamento dei meccanismi di produzione dell’insulina, per cui essa viene prodotta nelle giuste quantità ma l’organismo non riesce ad utilizzarla correttamente
  • Entrambe le precedenti condizioni

Una delle condizioni strettamente legata al diabete è l’iperglicemia, la quale comporta un aumento dei livelli di glucosio ematico, comportando l’insorgenza di complicazioni cardiovascolari, tra cui:

  • Macroangiopatia: la quale è una forma di aterosclerosi precoce
  • Microangiopatia: la quale è una forma di alterazione della circolazione del sangue nelle arterie, presente soprattutto nella retina, nei reni e nei nervi

Tipologie di diabete

Si ricordano, per la distinzione delle tipologie di diabete, due classificazioni: una varata nel 1980 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sostituita nel 1997 da una seconda classifica, ancora oggi in vigore, varata dall’OMS e dall’ADA (American Diabetes Association).

Vecchia classificazione

Tale classificazione distingue tra 5 tipologie di diabete:

  • Diabete insulino-dipendente (IDDM), anche definito come diabete infanto giovanile
  • Diabete non insulino-dipendente (NIDDM) anche definito come diabete dell’età adulta o della maturità
  • Diabete da malnutrizione, diffuso prevalentemente nei paesi delle zone tropicali
  • Diabete gestazionale (GDM), che colpisce le donne in gravidanza
  • Altri tipi di diabete, legati ad altre patologie tra cui:
  • malattie pancreatiche come: pancreatite e tumore al pancreas
  • patologie endocrine che portano ad un’eccessiva produzione di ormoni che  contrastano la produzione dell’insulina, come la sindrome Cushing, acromegalia, feocromocitoma,
    ipertiroidismo, glucagonoma, somatostatinoma e aldosteronoma
  •  farmaci che generano condizioni di iperglicemia come: glucocorticoidi, ormoni tiroidei, interferone, pentamidina e agonisti adrenergici
  • assunzione di sostanze tossiche
  • anomalie nei processi in cui è coinvolta l’insulina
  • anomalie genetiche

Nuova classifica

La nuova classifica, in vigore dal 1997, è più semplice e diminuisce la tipologie di diabete a tre:

  • Diabete mellito di tipo 1 il quale è causato da un cattivo funzionamento del sistema immunitario, che riconosce come dannose le cellule beta del Pancreas delle isole di Langerhans e le distrugge. Proprio per questo, il diabete mellito di tipo 1 rientra tra le malattie autoimmuni, e comprende tutte le forme di diabete immunomediate.
  • Diabete mellito di tipo 2. Questo comprende tutte le forme di diabete, dovute a due principali cause:
    -La quantità di insulina presente nel sangue è inferiore rispetto a quanta ne necessita l’organismo per funzionare correttamente
    -C’è un ostacolo ormonale al corretto funzionamento dei meccanismi di produzione dell’insulina, per cui essa viene prodotta nelle giuste quantità ma l’organismo non riesce ad utilizzarla correttamente. Questa condizione è nota come insulino-resistenza 
  • Diabete gestazionale come nella vecchia classificazione

In particolare, con le tipologie di diabete mellito 1 e due, possono esserci anche condizioni patologiche tra cui:

  • infezioni virali come la rosolia e il citomegalovirus
  • sindromi genetiche come la sindrome di Down, la sindrome di Klinefelter, la sindrome di Turner, l’atassia di Friedreich, la sindrome di Laurence-Moon, la distrofia miotonica, la sindrome di Prader-Willi, la corea di Huntington
  • difetti genetici ereditari come il MODY, ossia Maturity Onset Diabetes of the Young

Epidemiologia

Sicuramente è una delle malattie metaboliche più diffuse tra la popolazione mondiale.
Stando ad alcuni dati dell’OMS, risalenti al 2014, la diffusione del diabete, tra gli adulti di tutto il mondo con più di 18 anni, era pari all’8,5%.
Se si confrontano tali dati con quelli rilevati nel 1980, emerge che la diffusione del diabete, tra gli adulti di tutto il mondo con più di 18 anni, era soltanto del 4,7%. Pertanto, il numero di individui che soffrono di diabete è raddoppiato in circa 35 anni.
Tra le tre tipologie sicuramente il più diffuso è il diabete di tipo 2, per una prevalenza del 90% sulla popolazione mondiale, a secondo posto troviamo invece il diabete di tipo 1 che occupa il restante 10%. Il diabete gestazionale, invece, colpisce soltanto l’8% della popolazione femminile.

Che cos’è il Prediabete.

La condizione portante del diabete mellito è l’iperglicemia, per verificare la quale c’è bisogno di analisi del sangue, dalle quali dovranno emergere i livelli di glucosio ematico.

Sarà verificato che il paziente soffre di diabete mellito se:

  1. La glicemia (cioè la concentrazione di glucosio ematico) è maggiore a 200 milligrammi di glucosio per decilitro di sangue durante tutta la giornata
  2. La glicemia a digiuno è maggiore a 126 mg/dl, quando invece dovrebbe essere inferiore a 100mg/dl
  3. La glicemia dopo due ore trascorse dall’OGTT (test orale di tolleranza al glucosio è maggiore a 200 mg/dl, quando dovrebbe invece essere inferiore a 140  mg/dl

Il prediabete, come suggerisce il nome, è una condizione patologica che precede il diabete, naturalmente con sintomi differenti. L’unico punto in comune, sono i livelli anomali di glucosio nel sangue.
Esistono due tipologie di prediabete:

  • L’alterata glicemia a digiuno o IGF, che si verifica se, dopo otto ore di digiuno, i livelli di glucosio ematico sono elevati, ma non tanto per poter catalogare la condizione come diabete  
  • L’alterata tolleranza al glucosio o IGT, che si verifica se, dopo il test orale di tolleranza al glucosio, la glicemia è compresa tra 140 e 200 mg/dl

Che cos’è il diabete insipido

Un’altra forma di diabete è il diabete insipido, che, tuttavia, presenta cause e sintomatologia completamente diverse dal diabete mellito.
Esso, infatti, insorge nel momento in cui non funziona il meccanismo di produzione di vasopressina (ADH), che ha il compito di mantenere costanti i livelli di plasma nel sangue, la quale viene anche definita ormone antidiuretico, in quanto per svolgere la sua attività inibisce la produzione di urina.

Quando la produzione di vasopressina è completamente assente, il diabete insipido è detto centraleADH-sensibile o neurogenico; quando invece la vasopressina c’è ma non funziona correttamente, il diabete insipido prende il nome di ADH-insensibile o nefrogenico.

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