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Sedano: che cos’è, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Sedano: che cos'è, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Il sedano (Apium graveolens) è una specie erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Apiaceae. È originario delle zone che affacciano sul Mar Mediterraneo, e già nel VI secolo a.C. era ben noto, non per il suo sapore fortemente aromatico, bensì per le sue proprietà medicamentose: infatti Omero lo cita come pianta medicinale nell’Odissea, e molto più tardi, nel Medioevo, la badessa Ildegarda di Bingen lo descrive come una panacea contro ogni male.

Ad oggi l’80% della produzione totale di sedano proviene Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Puglia, ed è facile ritrovarlo in numerosissimi orti famigliari sparsi su tutto il suolo italiano. La varietà più diffusa, quella detta dulce (le altre sono la rapaceum e la silvestre), presenta un grosso ciuffo di foglie verdi, che può raggiungere dai 60 agli 80 cm, mentre il gambo (o costa) è carnoso e percorso da nervature.

Valori nutrizionali del sedano

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Il sedano è un validissimo alleato nella dieta: si può infatti sgranocchiare crudo, come i finocchi, quando si ha voglia di uno snack ma non si vuole dare uno strappo alla regola, poiché questo ortaggio presenta pochissime calorie e tantissimi benefici!
100 grammi di sedano contengono infatti solo 16 calorie (73,5% carboidrati, 17,1% proteine, 9,5% grassi), ma anche:

Inoltre, ogni parte del sedano ha delle specifiche qualità che apportano benefici all’organismo:

  • Negli steli del sedano sono contenuti potassio, fosforo, magnesio, calcio, vitamine C, E, K e alcune vitamine del gruppo B;
  • Le foglie racchiudono vitamina A e da queste si estrae un succo dalle proprietà diuretiche, depurative e carminative;
  • I frutti e le radici del sedano, grazie alla presenza del suo prezioso olio essenziale, svolgono un’importante azione diuretica e ne trattamento dei problemi renali.

Benefici del sedano

Come accennato prima, il sedano può rivelarsi un grande alleato mentre si sta seguendo una dieta: infatti quest’ortaggio, grazie alla presenza della fibra alimentare, aumenta la motilità intestinale e previene la stitichezza, favorendo in questo modo la digestione; non solo, è risaputo che il sedano sia anche un potente diuretico a causa dell’ingente contenuto di acqua (90%) ed olio essenziale, che, tramite un’azione vasodilatatoria dei vasi sanguigni renali, favorisce così la diuresi. Favorisce inoltre l’espulsione dell’acido urico in eccesso, prevenendo così alcune patologie come la gotta e, grazie alle sue proprietà depurative, argina in parte il rischio di malattie al fegato, al pancreas ed alla cistifellea.

Uno studio condotto nel 2011 dai ricercatori dell’Helwan University in Egitto ha dimostrato gli effetti benefici del sedano sul fegato: nel corso di un esperimento i ricercatori hanno somministrato abitualmente sedano (insieme a cicoria ed orzo) a dei ratti che conducevano una dieta ad alto contenuto di colesterolo; questa aggiunta ha apportato un miglioramento della funzione epatica e dei livelli i grassi nel sangue. Non solo, uno studio del 2010 pubblicato sul Journal of Pharmaceutical Biology ha rivelato che il sedano contiene un estratto di etanolo particolare che è utile per proteggere l’apparato digerente dalle ulcere tramite la rigenerazione dei livelli di muco gastrico.

Il sedano possiede anche delle proprietà lenitive, che lo rendono un toccasana per contrastare tosse secca, catarro e bronchite, soprattutto sotto forma di infuso.
Per preparare il vostro infuso di sedano, vi basterà portare ad ebollizione un litro d’acqua nella quale lasciare a bollire una grossa manciata di foglie fresche per 10-15 minuti. In seguito dovrete solo filtrare e gustarvi questa bevanda, magari nelle giornate invernali particolarmente fredde.

Conservazione

Del sedano, ormai lo abbiamo capito, si può consumare tutto, ma come si conserva?

  • Le radici, una volta averle ripulite, si fanno essiccare al sole per poi conservarle in un panno;
  • Le foglie e i gambi necessitano di essere consumati freschi;
  • I semi si conservano in barattoli di vetro a chiusura ermetica da conservare in luoghi ombrosi.

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