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Riso Integrale: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Riso Integrale: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Risultante essere un prodotto alimentare vegetale facente parte del complesso dei cereali è il riso integrale. Quest’ultimo risulta composto dalla sementa dell’arbusto Oryza Sativa dal quale vengono estratte svariate varietà di riso. Tale tipologia di riso presenta un raffinato profumo similare alla nocciola. Risulta avere una consistenza di gomma pur essendo ottimale poiché ha un elevato quantitativo di carboidrati ed un elevato apporto energetico.

Aventi un similare quantitativo di carboidrati e calorie è il riso integrale ed il riso raffinato. Ciò nonostante, il riso integrale conferisce al corpo un maggior quantitativo lipidico, proteico e fibroso nonché elevato è il quantitativo vitaminico e dei sali minerali contrariamente al riso raffinato che ha un elevato quantitativo di amido.

Difatti, mediante il processo di disunione della lolla tendono ad essere persi differenti fibre alimentari, acidi grassi, vitamine liposolubili, vitamine idrosolubili e sali minerali. Specialmente la vitamina B1, la niacina e il ferro tendono ad essere agglomerati al riso producendo il riso bianco arricchito. Il solo minerale che non viene agglomerato al riso bianco risulta essere il magnesio.

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Difatti, circa 195 gr. di riso integrale conferiscono a ciascun soggetto all’incirca 84 mg di magnesio contrariamente al riso bianco che ne conferisce soltanto 19 mg. Inoltre, attraverso l’abolizione della crusca si partecipa anche all’eliminazione del germe così come delle fibre. Lo stesso germe, avente un elevato quantitativo lipidico, resta all’interno del riso integrale sottolineando i benefici ed il quantitativo lipidico e vitaminico. Il restante della sbiancatura tende ad essere posto a processo di estrapolazione dell’olio, che a sua volta viene venduto sul mercato come olio di riso.

Differenziazione fra Riso integrale e Riso Bianco

Varie risultano essere le differenziazioni fra il riso integrale ed il riso bianco. Il primo, al fine di essere prodotto, richiede la sola abolizione della superficie fibrosa conosciuta come pula, contrariamente al riso bianco laddove si vede la rimozione della parte inferiore.

Il processo di raffinazione risulta conosciuto col denominativo di sbiancatura e prevede l’abolizione della lolla, composta dalle brattee e dal germe. Mediante questo procedimento, l’unica cosa che resta è l’endosperma amidaceo, il quale tende ad essere soggetto a processo di verniciatura. Il riso integrale presenta un elevato quantitativo di fibre e lipidi, nonché un elevato apporto nutrizionale che lo vede maggiormente digeribile ed assimilabile.

Ha caratteristiche benefiche organolettiche, shelf life ed utilizzi specifici in ambito gastronomico. Inoltre ha una tempistica di cozione maggiore rispetto al riso bianco in quanto lascia un ridotto quantitativo d’amido e per tale motivazione non risulta essere utilizzato per la preparazione di risotti. Il riso integrale ha una longevità inferiore che lo vede inacidirsi maggiormente e con una maggiore velocità rispetto al riso bianco dato il germe lipidico. Inoltre presenta al suo interno un elevato quantitativo di arsenico e dunque un composto alquanto tossico per il corpo.

Riso integrale germogliato oppure riso GABA

A seconda della tipologia di germogliazione il riso ha un corrispettivo utilizzo. Difatti, per tale motivazione, il riso integrale ha un elevato quantitativo di amminoacidi ed acidi gamma ammino butirrico che lo vede pertanto conosciuto ugualmente col nome di GABA. L’acido gamma ammino butirrico risulta essere un amminoacido formato dall’arginina ed operante la funzione di neurotrasmettitore. Per tale motivazione tende ad essere adoperato per la produzione di cosmetici antirughe.

Tale tipologia di riso tende ad essere prodotto sottoponendo a processo di ammollazione la sementa integrale per all’incirca 20 ore all’interno di acqua a 34°C precedentemente alla cozione. Tale procedimento agevola la germinazione degli svariati enzimi. Data inoltre la funzione bio-regolatrice degli enzimi risulta probabile giovare dell’apporto vitaminico maggiore.

Riso integrale ed arsenico

All’interno delle varie tipologie di riso e derivati presente è l’arsenico. Soprattutto il riso integrale presenta al suo interno un quantitativo maggiore contrariamente al riso bianco in quanto si accatasta maggiormente all’interno dei tessuti della sementa. Per tale motivazione risulta sconsigliabile eccedere con le dosi specialmente se si tratta di un bambino.

Proprietà

Risultante essere un prodotto alimentare che conferisce a ciascun soggetto un elevato apporto energetico è il riso integrale, il quale presenta un elevato quantitativo di carboidrati, proteine ed un ridotto quantitativo lipidico. Per tale motivazione si ritiene che il qualitativo proteico del riso sia maggiore rispetto alla pasta nonostante la pasta abbia un elevato quantitativo di peptidi.

Alquanto sprovvista di colesterolo, presenta un elevato quantitativo di fibre ed un elevato quantitativo di acido fitico. Rintracciabile è la presenza di Vitamina B1 e Vitamina PP così come ferro, magnesio, potassio e fosforo. Ridotto è il quantitativo glicemico e per tale motivazione lo si vede ottimale specialmente all’interno dei regimi alimentari delle persone in sovrappeso, dei soggetti affetti da diabete di tipo 2, da ipertrigliceridemia e sindrome metabolica. Ottimale anche da inserire all’interno dei regimi alimentari dei vegetariani e dei vegani poiché sprovvisto di glutine e lattosio.

Utilizzi e controindicazioni

Prescritto in qualsiasi regime alimentare, il riso integrale si consiglia di consumarlo in dosaggi precisi. Questo perché il quantitativo fibroso e la compresenza di acido fitico accrescono problemi nei soggetti affetti da dissenteria cronica, con conseguente accrescimento dell’evacuazioni

. Inoltre l’eccedenza comporta feci liquide, flatulenza, tensione all’addome e cattiva assimilazione. Si consiglia l’uso a soggetti affetti da stipsi sebbene si consiglia di non eccedere i 90 gr di dosaggio.

Custodia

La custodia di tale tipologia di riso non deve superare i 6 mesi pur essendo un alimento sottoposto a refrigerazione, congelamento e sottovuoto. Inoltre, sottoponendo il riso alla congelazione risulta possibile contrastare le invasioni delle falene.

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