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Pizza Margherita: che cos’è, valori nutrizionali, benefici e controindicazioni

Pizza Margherita: che cos'è, valori nutrizionali, benefici e controindicazioni

Risultante essere una pietanza facente parte della cucina napoletana e pertanto italiana, è la pizza margherita. Quest’ultima si presenta come un piatto semplice e saporito costituito da una base di pasta di pane, farcita con pomodoro, mozzarella, olio di oliva e basilico.

Pare che codesta pietanza fu ideata alla fine dell’800 in onoranza della Regina Margherita, difatti, il pomodoro assieme alla mozzarella e al basilico hanno la colorazione della bandiera d’Italia.

Per quanto concerne la dieta, la pizza margherita risulta concessa all’interno di un regime alimentare regolare, prediligendo certamente gli ingredienti corretti ed ovviando l’eccedenza nei quantitativi.

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Esemplificata da realizzare in casa, la pizza margherita si realizza con un ridotto quantitativo di ingredienti dal ridotto costo. Il beneficio di realizzarla in casa risulta essere quello di preparare dei tipi di pizza margherita con farine differenti al fine di avere un impasto maggiormente leggero e senza presenza di glutine.

Gli ingredienti, con annessi dosaggi, adoperati per realizzare una pizza margherita di 30 cm di grandezza risultano essere:

  • 0,250 g di farina
  • 130 ml di acqua
  • 5 g di sale
  • 10 ml di olio
  • 2 g di lievito di birra disidratato
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • 100 g di mozzarella
  • 10 ml di olio

Al fine di realizzare una pizza margherita risulta opportuno realizzare anzitutto la pasta con farina, acqua, olio, sale e lievito. Codeste sostanze devono essere amalgamate vigorosamente affinché la farina in congiuntura con l’acqua produca glutine, e dunque proteina causa dell’elasticità della pasta. La base deve lievitare per poche ore, dunque distesa e infarcita con pomodoro, olio evo e mozzarella sminuzzata a cubetti. Richiede cottura all’interno del forno e farcitura con foglie di basilico.

Valori nutrizionali

Per quanto concerne i valori nutrizionali della pizza margherita, risultano differenti in base agli ingredienti e alla fatturazione.

Prendendo in considerazione non soltanto la pasta di pane ma anche gli ingredienti che compongono la pizza margherita, ogni 100 grammi l’energia risulta suddivisa:

Prendendo in considerazione che il peso comune di 1 pizza margherita risulta essere di 250-300 grammi, le chilo calorie complessive per una pizza fatta in pizzeria oppure in un ristorante, risultano essere di 700 e risultano conferite specialmente dai carboidrati.

La pizza margherita presenta un tasso glicemico poiché abbondante di carboidrati, il quale è uguale a 60.

Benefici

La pizza margherita risulta essere una pietanza singolare che necessita di commisurazione con gli ingredienti corretti. Attraverso gli ingredienti, difatti, codesta pizza presenta differenti proprietà benefiche sull’organismo.

Ispeziona il colesterolo e salvaguardia le patologie cardiovascolari

L’olio evo, adoperato al fine di conferire alla pasta di pane morbidezza, risulta essere vantaggiosa poiché abbondante di grassi insaturi come Omega 6 e Omega 9, ottimali al corpo al fine di ispezionare il tasso di colesterolo e adoperare i grassi.

Controllare il colesterolo sta a rappresentare abbassare il pericolo di sviluppo di placche aterosclerotiche che risultano essere il peculiare movente di subentro delle patologie cardiovascolari come ictus e infarto.

Agevola la salvaguardia del cancro

La pizza margherita, mediante il pomodoro presenta una caratteristica molecola, ossia il licopene, che opera da preponderante antiossidante e inoperosa molecola reattiva, radicali liberi, aventi la potenzialità di deteriorare le cellule internamente al corpo.

Il licopene, dunque, presenta differenti benefici sul corpo e risulta essere ottimale per la salvaguardia di molteplici patologie come il tumore alla prostata.

Contrariamente agli antiossidanti, il licopene non si deteriora con la cottura altresì si aziona maggiormente. L’assimilazione intestinale, in aggiunta, tende ad essere incrementata in compresenza di grassi.

Salvaguardia l’osteoporosi

La mozzarella di bufala, adoperata per la pizza margherita, risulta essere sorgente di calcio e proteine, e presenta alti quantitativi di grassi che agevolano l’assimilazione di licopene.

Il calcio risulta essere un minerale che ha la potenzialità di salvaguardare l’apparato osteoarticolare e risulta essere di rilevante rilevanza per i soggetti femminili che sono affetti da osteoporosi.

Semplice da digerire

I saccaromiceti del lievito di birra assieme ai batteri lattici, all’interno del lievito madre, maturano all’interno dell’impasto sviluppando alcol etilico che vaporizzerà successivamente alla cottura e anidride carbonica, cui sviluppo risulta essere causa della rugosità della pietanza conclusiva. Codesta lievitazione conferisce all’impasto digeribilità e gustosità.

Controindicazioni

Sebbene la pizza margherita, attraverso gli ingredienti, risulti essere una pietanza singolare per quanto concerne salute e benefici, risulta possibile sia una salutare opzione al panino per coloro che mangiano fuori casa. Al di là di questo, presenta avvertenze.

Non risulta essere adeguata per i soggetti affetti da diabete

La ricetta comune della pizza margherita adopera la farina bianca 00, conosciuta come farina manitoba oppure americana rafforzata, la quale risulta essere una farina pregiata che comporta il subentro di diabete.

La mancanza complessiva di fibre in codesta farina, permette al glucosio l’agevolata assimilazione da parte dell’intestino sviluppando all’interno del sangue tassi di glicemia frenetici. Il responso insulinico a codesti tassi di zucchero all’interno del sangue si innalza causando il subentro di differenti tipi di diabete.

Sconsigliata per gli ipertesi

Il sale risulta essere compresente all’interno della pasta, così come all’interno della passata di passata e all’interno della mozzarella. Codesto sviluppa la zona maggiormente vantaggiosa per lo sviluppo di microrganismi causa della lievitazione e incrementa il gusto delle pietanze.

Il sodio tuttavia comporta ipertensione, poiché, per quanto concerne la zona renale proibisce il passaggio di acqua e dunque i processi diuretici accrescendo la voluminosità del plasma e dunque l’importanza dei vasi sanguigni.

Accentua le sintomatologie della colite

Il lievito aumenta la microflora intestinale. Spesso i microrganismi, difatti, subiscono decesso con la cottura, internamente a ridotte zone di passaggio riluttanti alle temperature calde e si reiterano successivamente alla cottura. Codesti lieviti concorrono coi batteri vantaggiosi dell’intestino comportandone disequilibri che comportano rigonfiamento, aerofagia e colite.

Non risultante essere una pietanza leggera, è la pizza margherita, eccessivamente calorica, poiché avente alti quantitativi di carboidrati e grassi  capaci di supplementare un pranzo oppure una cena.

L’olio evo risulta essere alquanto chilo calorico e l’agglomerazione risulta essere un punto in più superficialmente ad un piatto eccessivamente calorico quale può essere la pizza.

La mozzarella risulta essere abbondante di grassi che si accatastano nella zona del tessuto adiposo.

La farina raffinata sprovvista di fibre, non causa appetenza, al punto che comporta la consumazione di quantitativi elevati a differenza di quanto necessita l’organismo.

Ne sgorga che una pizza margherita completa risulta essere iperbolica per il controllo del peso, ciò nonostante, è probabile realizzare presso la propria abitazione una pizza maggiormente light, con un ridotto apporto di chilo calorie, utilizzando sostanze non eccessivamente caloriche.

Al fine di ovviare alti aumenti di peso, risulta opportuno mangiare la pizza con riguardo, dunque una pizza margherita completa risulta deglutibile soltanto 1 volta ogni 7 giorni.

Gli stessi soggetti che seguono una dieta hanno la possibilità di consumare una pizza margherita 1 volta ogni 7 giorni con determinate accortezze, di cui:

  • dire al pizzaiolo di non abbondare con l’olio ed ovviare di consumare anche il bordo della pizza
  • usare farina integrale anziché bianca e usare un ridotto quantitativo di pasta distendendo una base maggiormente ispessita
  • prediligere una mozzarella light e addizionare soltanto 1 cucchiaio di olio alla pasta di pane

La pizza fatta in casa risulta realizzabile similmente a farine differente che non modificano il gusto conclusivo della pizza. Quali:

Pizza con farina integrale

Risulta probabile supplementare alla farina bianca il medesimo dosaggio di farina integrale. Codesta presenta il beneficio di risultare maggiormente benevola per l’organismo poiché le fibre agevolano il regolare equilibrio della microflora intestinale ed hanno la potenzialità di assimilare ridotti quantitativi di zucchero e grassi.

Pizza per celiaci

I soggetti affetti da celiachia, hanno la possibilità di usare contrariamente alla farina 0 un’amalgama di farine sprovviste di glutine quali la farina di riso e l’amido di mais. I dosaggi per una pizza risultano essere 175 gr. di farina di riso e 125 di amido di mais.

In molteplici strutture ristorative, in aggiunte, risulta probabile ordinare la pizza gluten free.

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