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Farro: che cos’è, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Farro: che cos'è, proprietà, valori nutrizionali, utilizzi e controindicazioni

Il farro è un’antica categoria di frumento, che veniva coltivata ed utilizzata dall’uomo per la propria sussistenza già durante l’era Neolitica. Allora si distinguevano tre principali categoria di farro:

  • Il farro mono-cocco, che si riferiva al farro piccolo. Probabilmente originario dell’Anatolia, contiene solitamente un solo chicco, è a basso rendimento e si coltiva in terreni aridi e poveri seguendo un ciclo di 11 mesi. Tale tipo di farro è caratterizzato da: un elevato contenuto proteico, di ceneri e micro elementi (ferro, zinco, magnesio, fosforo, potassio; una scarsa quantità di acidi grassi saturi; un basso contenuto di amido; alte quantità di antiossidanti (pigmenti gialli, carotenoidi, beta-carotene); alte quantità di Vitamina E.
  • Il farro di-cocco, che si riferiva al farro medio, ed è quello prevalentemente coltivato in Italia, probabilmente originario delle zone tra il Mediterraneo ed il Caucaso. Il nome gli è dovuto dal fatto che la spiga, quando viene appiattita, contiene due chicchi. Tale tipo di farro è caratterizzato da: un elevato contenuto di amido; un medio contenuti di proteine, tra cui il glutine; un alto contenuto di fibre; una presenza di grassi insaturi e di Vitamine.
  • Il farro spelta, che si riferiva al farro grande, il quale veniva coltivato nei Paesi Europei, come ad esempio la Francia. Sembrerebbe essere originario del Caspio, nato come un mix tra il farro di-cocco e l’Aegilpos Squarrosa, che sarebbe una graminacea selvatica. Presenta una spiga di forma cilindrica che può contenere due o tre chicchi, quali risultano molto farinosi e sono utilizzati per la produzione di farina.

Nel corso dei secoli, tuttavia, la coltivazione del farro è stata sostituita da quella del grano, che a sua volta si divide in:

  • Grano tenero, discendente del farro grande
  • Grano duro, discendente del farro medio

Al giorno d’oggi la coltivazione del farro è tipica dell’agricoltura biologica ed è divenuta un mezzo attraverso il quale vengono valorizzate le zone agricole poco produttive.

Proprietà del farro

Sebbene al giorno d’oggi il consumo di farro sia limitato, è bene ricordare che l’assunzione regolare di tale frumento può apportare numerosi benefici al nostro organismo, tra cui quelli elencati qui di seguito.

Azione digestiva e lassativa

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Essendo più semplice per il nostro organismo digerire il farro piuttosto che il grano, tale alimento risulta ottimo per combattere la stitichezza grazie alla sua azione lassativa.
Conseguenza di tale azione lassativa, insieme con il suo alto indice saziante, è il potere dimagrante del farro, che spesso viene indicato per coloro che seguono una dieta ipocalorica.

Inoltre, essendo ricco di fibre solubili, il farro garantisce la depurazione dell’organismo e protegge l’apparato digerente da disturbi tra cui, ad esempio, la gastrite o il ristagno di bile nell’intestino (reflusso gastro-esofageo).

Azione antiossidante

Grazie al suo contenuto di Vitamine B, di proteine, di grassi, fosforo, potassio, piridossina e beta-carotene, il farro svolte, inoltre, un importante azione antiossidante per il nostro organismo.

Protezione dell’organismo da:

  • Aterosclerosi
  • Diabete di tipo 2
  • Ischemie
  • Obesità

Tali benefici deriverebbero dal contenuto di niacina del farro, che consente, inoltre, di abbassare i livelli di Colesterolo LDL (cattivo), dannoso per il nostro organismo. Inoltre, grazie all’elevata quantità di fibre contenute in esso, il fatto combatte e previene le condizioni di insulino-resistenza.

Controindicazioni del farro

Il consumo di farro è sconsigliato prevalentemente per coloro che soffrono di due condizioni particolari, quali sono:

  • La celiachia o l’intolleranza al glutine, in quanto tale sostanza lipoproteica è presenta in quantità elevate nel farro, così come nel grano tenero. Tuttavia è possibile, però, che coloro che sono intolleranti alle proteine del grano, tollerino invece quelle del farro.
  • Le coliti croniche o i problemi intestinali/digestivi, infatti, in questo caso, l’azione lassativa del farro non sarebbe per niente benefica per il nostro organismo.

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