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Lampone: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Lampone: che cos'è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Il lampone (Rubus idaeus) è un arbusto da frutto appartenente alla famiglia delle Rosaceae; il frutto, omonimo, è largamente apprezzato non solo per il suo delizioso sapore dolce-acidulo, ma anche per le sue proprietà che favoriscono la circolazione e leniscono i disturbi gastrointestinali. Vediamola nel dettaglio.

Proprietà del lampone

Del lampone possiamo utilizzare qualsiasi parte: frutti, fiori e foglie, poiché ogni componente di questa pianta presenta numerose proprietà benefiche per il nostro organismo.

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Il frutto del lampone fornisce all’organismo numerosi minerali, quali magnesio, fosforo, ferro, zinco e potassio, ma anche molte vitamine, soprattutto la famosa vitamina C dalle note proprietà antinfiammatorie, ma anche la vitamina A, vitamina E, vitamina K e le vitamine del gruppo B.

Il frutto del lampone, analogamente alle fragole, è anche ricco di acido ellagico, una sostanza antiossidante con azione antitumorale, che agisce rafforzando la capacità delle cellule di difendersi dalle sostanze tossiche e impedendo lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni destinati a nutrire le cellule tumorali.

Benefici del Lampone

I lamponi sono anche preziosi per le donne in gravidanza, poiché contengono acido folico (vitamina B9), un’importante vitamina del gruppo B in grado di proteggere il feto e tutelarne la salute (è sempre opportuno consultare, in via preventiva, un ginecologo).

Foglie e fiori, invece, si possono raccogliere in primavera prima della completa fioritura per lasciarli essiccare al sole, altrimenti sono facilmente reperibili in erboristeria. Con fiori e foglie del lampone si possono preparare infusi e decotti dalle numerosissime proprietà: in primo luogo, grazie alla presenza dei tannini, l’infuso di fiori e foglie di lampone presenta proprietà astringenti, risultando particolarmente utile in caso di diarrea; ha inoltre proprietà diuretiche, che lo rendono un valido alleato contro la famigerata ritenzione idrica.

Di notevole importanza sono anche le sue proprietà antinfiammatorie, che rendono questi infusi un vero toccasana nel trattamento di stomatiti, acidità di stomaco e infezioni delle vie urinarie.
Il macerato glicerico (o gemmoderivato), ottenuto dalle gemme del lampone, apporta importanti benefici all’apparato ormonale femminile: è infatti indicato in caso di sindrome premestruale associata a tensione mammaria, nervosismo, ritenzione idrica ed acne, perché esercita un’azione riequilibratrice del sistema neurovegetativo.

A causa della capacità di riequilibrare il sistema ormonale, è consigliato anche per trattare cicli mestruali irregolari o, addirittura, assenti (amenorrea), ma anche di placare mestruazioni particolarmente dolorose (dismenorrea), poiché in grado di calmare gli spasmi uterini.

Inoltre, è indicato in caso di ovaio policistico e fibromi, ed è un valido alleato contro i disagi che insorgono con la menopausa, quali irregolarità del ciclo, vampate di calore, sbalzi d’umore e depressione.
È possibile trovare il macerato glicerico del lampone in farmacia e in erboristeria; solitamente se ne assumono 50 gocce diluite in un bicchiere d’acqua da bere a digiuno, dieci minuti prima di fare colazione. Prima di procedere all’assunzione, è sempre consigliabile un consulto medico.

Come utilizzare il lampone

In un litro d’acqua bollente, lasciare in infusione per cinque minuti una manciata di fiori e foglie di lampone, freschi o secchi. Per usufruire delle proprietà diuretiche di questo infuso, si consiglia l’assunzione di due tazze al giorno, da bere lontano dai pasti. In caso di diarrea, invece, si può bere questo infuso all’occorrenza, mentre per la cura delle infiammazioni gastrointestinali, sarebbe bene usarlo come lozione per effettuare dei gargarismi.

I lamponi sono frutti naturalmente gustosi, sono spesso serviti col gelato, o aggiunti alle torte soprattutto a scopo decorativo, nelle macedonie e nelle crepes con la panna montata. Sono inoltre molto utilizzati per la produzione di marmellate, budini e sciroppi, ma anche per aromatizzare liquori e grappe.

Controindicazioni del lampone

Poiché contengono acido ossalico, sarebbe bene evitare l’ingestione di lamponi se si è affetti da problemi renali o da gotta. Questi piccoli frutti possono, oltretutto, interagire con i medicinali a base di ferro, limitandone l’assorbimento.

Habitat e descrizione

Il lampone è una pianta originaria dell’Europa continentale e dell’Asia Minore, dove cresce selvatico in zone collinari e di montagna, prediligendo luoghi parzialmente ombrosi e freschi.
In Italia la coltivazione del lampone non è molto diffusa, fatta eccezione per alcuni lamponeti presenti nel Settentrione, come in Piemonte e in Trentino-Alto Adige.

Il lampone si presenta come un arbusto spinoso a fusti eretti, che divengono arcuati a partire dal secondo anno di età. Il fusto, alto fino a due metri, si presenta di un colore blu verdastro, ha consistenza legnosa ed è dotato o di aculei rossastri spinosi e sottili.

Le foglie sono verdi nella parte superiore e bianche in quella inferiore, e sono suddivise in 3-7 foglioline ovali e seghettate. I fiori sono piccoli e bianchi e si presentano riuniti in grappoli, compaiono il secondo anno in primavera-estate tra maggio e giugno. I frutti, che maturano in tarda estate o inizio autunno, sono rosa carico, poco pelosi, formati da tante piccole drupe strettamente unite tra loro.

Curiosità e cenni storici sul lampone

Il nome di questo frutto deriva dal verbo greco “λάμπω“, che significa brillare, come richiamo allo sgargiante colore rosso di questi piccoli frutti, che risplendono tra le foglie. Questo frutto, infatti, era ben noto agli antichi Greci ed ai Romani, che ne consumavano con “grande diletto”; Dioscoride lo cita nel suo trattato di medicina botanica “De Materia Medica” chiamandolo “rovo del monte Ida“.

In ambito medico, era infatti utilizzato sia per la loro azione rilassante sul sistema nervoso, sia per scongiurare il rischio di aborto nelle donne incinte, alle quali se ne consumava l’assunzione.

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