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Fototerapia: che cos’è, per chi è indicata e tipologie

Fototerapia: che cos'è, per chi è indicata e tipologie

Risultante essere una patologia infiammatoria cronica della cute, interposta dalle difese immunitarie, è la psoriasi. I raggi UV attestano l’efficienza in relazione all’abolizione dei procedimenti di infiammazione, abbassando la reattività immunologica.

La fototerapia, pertanto, ha la possibilità di svolgere azione adiuvante per il trattamento della psoriasi utilizzando radiazioni luminose, quali: UV-B (280-315 nm) e UV-A (315-400 nm, solitamente coesi con lo Psoralen).

Che cos’è la Fototerapia?

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Risulta essere un trattamento istituito sull’utilizzo della luce, è la fototerapia. Spesso, tende ad essere adoperata alla cura dei fastidi dermatologici (quali psoriasi, acne e eczemi), dell’assopimento (modificazioni del ritmo circadiano ed insonnia) e di determinate patologie psichiatriche (fastidio affettivo stagionale).

Nel corso della sessione fototerapica il paziente risulta essere appostato presso una sorgente di luce naturale oppure artificiale per un lasso temporale contraccambiabile. Scopo dell’utilizzo di codesta terapia risulta essere: la light box sprigiona la luce dissimulando l’illuminamento naturale esterna.

Questo incentiva le sostanze chimiche che operano sul cervello, sviluppando un’azione sull’umore oppure regolando i ritmi circadiani. Nella fototerapia, le conformazioni di luce cambiano a seconda del tipo, della tonalità e della potenza, dunque, mediante la luce ad ampio spettro tende ad essere ostentata la radiazione solare, contrariamente al laser a ridotto vigore, il quale si basa su di un raggio luminoso al fine di affievolire dolenza e infiammazioni.

L’utilizzo della fototerapia si prolifera durante gli anni ’80, susseguentemente alla ricerca di una peculiare conformazione di depressione, con sintomatologie contigue e costituite da una linea stagionale. Difatti, la medesima illustrazione del fastidio affettivo stagionale risulta strutturato sull’evidenziazione che esporsi ad una sorgente di luce fittizia avente la capacità di abbassare le sintomatologie peculiari del fastidio.

Susseguentemente a codesto utilizzo, al di là della conferma dell’efficienza sotto forma di giustificante il trattamento di differenti conformazioni di depressione, la fototerapia risulta ottimale per la cura dei fastidi dell’assopimento. Pertanto, agevola le persone affette da insonnia, jet lag, coloro che svolgono orari di lavoro notturni e soggetti con preponderanti modificazioni dei ritmi circadiani, che compromettono sistemi serotoninergici, noradrenergici e dopaminergici.

La fototerapia risulta essere ritenuta uno strumento terapeutico idoneo ai soggetti che non hanno risultati dalla terapia farmacologica e che presentano effetti collaterali differenti ai trattamenti medici convenzionali.

Per chi è indicata la Fototerapia

La terapia curativa strutturata sull’esporsi ai raggi luminosi tende ad essere raccomandato per varie cause. Risulta anzitutto essere un trattamento collaudato per il fastidio affetti stagionale e raccomandato per ulteriori fattori, quali depressione ed insonnia.

Il trattamento della luce risulta ottimale per la cura dei fastidi della cute, soprattutto per la psoriasi. La cura risulta essere vantaggiosa e con ridotti effetti collaterali ed incentiva e favorisce l’efficienza dei prodotti farmacologici antidepressivi e di ulteriori trattamenti psicoterapeutici.

Permette, inoltre, di somministrare (previa prescrizione specialistica), un dosaggio ridotto dei prodotti farmacologici antidepressivi. Al di là della terapia del fastidio affettivo stagionale, la fototerapia risulta essere materia di ricerche al fine di confermarne l’efficienza per la cura di patologie, quali:

  • jet-lag
  • fastidi dell’assopimento
  • fastidi dell’umore e dell’ansia
  • modificazioni del ritmo circadiano
  • differenti conformazioni espressivi, quali depressione unipolare, depressione maggiore e antecedente e susseguente il parto
  • sindrome da deficit di attenzione e iperattività
  • demenza
  • morbo di Parkinson
  • psoriasi
  • ittero neonatale
  • fastidi disforico mestruali
  • fastidi dell’atteggiamento comportamentale alimentare, quale la bulimia nervosa

Tipologie di Fototerapia

La fototerapia consiste nell’uso della luce per la cura di peculiari fastidi clinici. Durante il decorso temporale, esporsi ai raggi naturali risulta essere raccomandato sotto forma di adiuvante per il trattamento di problematicità dermatologiche, quali l’elioterapia per il trattamento della psoriasi.

La fototerapia presenta soprattutto radiazioni ultraviolette, a differente allungamento d’onda. I soggetti tendono ad essere richiamati mediante:

  • spettro UV-B a banda larga
  • spettro UV-B a banda stretta
  • P-UVA e dunque coesione delle radiazioni dello spettro UV-A mediante sensibilizzante. Lo Psoralen risulta essere un prodotto farmacologico somministrato per via orale avente la capacità di accrescere la funzione delle radiazioni ultraviolette superficialmente alla cute e dunque l’utilizzo P-UVA risulta essere ritenuta col denominativo di fotochemioterapia
  • il trattamento curativo fotodinamico, e dunque conformazione di fototerapia che tende ad usare sostanze atossiche fotosensibilizzanti messi in azione da raggi di luce a lunghezza d’onda stabilita. Susseguentemente alla fotoattivazione, codesti prodotti farmacologici diventano dannosi per le cellule maligne e per le patologie
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