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Fluoro: che cos’è, a cosa serve, dove si trova, benefici e controindicazioni

Fluoro: che cos'è, a cosa serve, dove si trova, benefici e controindicazioni

Il fluoro è un minerale molto noto, presente all’interno di acqua ed alimenti. E’ conosciuto prevalentemente per le sue proprietà benefiche per ossa e smalto dentale, nonché la sua capacità di prevenire molteplici malattie.

Insieme ai benefici non possono però mancare anche delle controindicazioni, soprattutto a livello neurologico ed alla tiroide.

Che cos’è il fluoro?

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Il fluoro, a livello chimico, risulta essere un tipo di minerale presente nel suolo, all’interno dell’acqua e tessuti sia animali che vegetali. E’ presente anche nell’uomo, e prevalentemente nei suoi tessuti duri, sarebbe a dire nei denti e nelle ossa, nonché all’interno del sangue. 

Il prodotto totale presente dunque nell’organismo è di 3/7 mg. Questo viene anche eliminato dall’organismo e le modalità sono urina sudore, ed i quantitativi espulsi si avvicinano ai 3 mg giornalieri.

A cosa serve il fluoro?

Il fluoro opera principalmente su denti ed ossa, per cui agisce all’interno del corpo prevalentemente sui procedimenti di mineralizzazione dei tessuti duri, che maggiormente posseggono minerali, e quindi proprio quelli appena citati. Abbiamo dunque detto che le funzioni fisiologiche interessano principalmente denti ed ossa, per cui:

  • Sulle ossa consente il deposito del calcio, incrementando così la resistenza del suo tessuto. Grazie al fluoro viene anche impedito che il calcio vada a depositarsi all’interno dei tessuti molli, tipo i legamenti articolari, scongiurando così probabili calcificazioni tissutali.
  • Sui denti opera per quanto concerne la mineralizzazione dello smalto quando si formano i denti, rendendoli così più duri e forti. Durante questa fase, il fluoro fa sì che si generi la fluorapatite, ovvero un minerale che resiste agli acidi che si creano nel cavo orale successivamente ai pasti. Questi acidi possono ridurre i minerali dello smalto dei denti, però questo minerale opera come un vero e proprio scudo.

Dove si trova il fluoro?

Il fluoro è principalmente presente naturalmente all’interno dell’acqua potabile, visto l’attività di fluorizzazione, dove si aggiungono i fluoruri, ovvero i sali dell’acido fluoridrico, all’interno dell’acqua, in quantitativi non superiori a 1,5 mg a litro. E’ possibile trovare il fluoro anche all’interno di molteplici alimenti, tra cui:

  • Tè sia in polvere che foglie, che deteinato
  • Uva secca e derivati, tipo vino rosso e bianco.
  • Vegetali tipo patate lesse e con la buccia, cereali, succo d’arancia, mele, spinaci e carote.
  • Prodotti animali tipo uova e formaggi.
  • Carni, prevalentemente di manzo.
  • Pesce tipo il merluzzo, il tonno in scatola, il salmone ed i frutti di mare.

Il fluoro viene assorbito soprattutto nell’intestino, per poi spostarsi all’interno di sangue e poi tessuti duri.

Benefici del fluoro

I benefici del fluoro, benché presenti, è importante specificare che si ottengono soltanto basandosi su quelle che sono le sue funzioni biologiche sopra citate. L’utilità del fluoro di manifesta dunque per:

  • Prevenire l’osteoporosi e le fratture, visto proprio che ha il compito di fissare il calcio delle ossa, incrementando così la densità scheletrica.
  • Combatte le carie ai denti, visto che funge da mineralizzatore per lo smalto dei denti, soprattutto negli adulti, i quali sono più esposti agli attacchi degli acidi, così da contrastare la placca ed inibire il metabolismo dei batteri.
  • Consente di rendere acuto l’udito, azione sempre annessa alla mineralizzazione delle ossa che interessa ovviamente anche gli ossicini dell’orecchio interno.
  • Difende il sistema cardiovascolare, prevenendo che i tessuti molli si calcifichino. Medesimo discorso si ha per arterie e sistema cardiovascolare, in quanto consente alle placche aterosclerotiche di non formarsi.

Controindicazioni del fluoro

Un’assunzione eccessiva o prolungata del fluoro può però generare alcune serie problematiche, le quali possono tramutarsi in patologie anche gravi. Tra le principali si annoverano:

  • Fluorosi dentaria, quale patologia che colpisce i denti in fase di amelogenesi, ovvero quella dove si genera lo smalto permanente al di sopra dei denti, ed i primi a manifestarla possono essere i bambini dai 2 ai 3 anni, fino a quelli di 8 anni. Questa si manifesta con opacizzazione macchie ai denti, e nei casi più gravi con piccoli fori e cavità allo smalto.
  • Fluorosi scheletrica, dovuta da un eccesso di fluoro e prevede l’incremento della rigidità ossea, con sintomi come dolori agli arti, movimenti difficoltosi ed articolazioni rigide. E’ una condizione che può invalidare il soggetto a vita.
  • Problematiche neurologiche, e quindi al cervello e sistema nervoso centrale, generando problemi di concentrazione e memoria. Può risultare anche neurotossico, e quindi dannoso per i tessuti nervosi, al punto tale da provocare paralisi.
  • Problematiche alla tiroide, vista l’azione sul sistema endocrino, la quale può bloccare lo sviluppo degli ormoni tiroidei generando ipotiroidismo e sintomi annessi.
  • Inibisce gli enzimi, tipo le fosfatasi, essenziale per dei processi biologici nel corpo, tra cui la sintesi vitaminica.
  • Effetti cancerogeni, dove secondo alcuni studi, un’assunzione elevata potrebbe proprio generare cancro ad ossa o fegato. Certezze su questo effetto però non ce ne sono ancora.
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