1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle Vota
Loading...

Dipendenza da dolci: che cos’è, cause, sintomi e possibili cure

Dipendenza da dolci: che cos'è, cause, sintomi e possibili cure

Che cos’è la dipendenza da dolci?

Risultante essere l’esigenza psico-fisica di assumere con continuità alimenti e bibite abbondanti di zuccheri, è la dipendenza da dolci.

Codesta essenzialità subentra in età infantile e persiste durante la crescita oppure risulta possibile subentri in età adolescenziale oppure adulta, successivamente spesso a situazioni insidiose.

Pubblicità
Aloe Ferox Bioness

Nel momento in cui la consumazione di codesti cibi dovesse bloccarsi, risulta possibile evidenziare le annesse sintomatologie di mancanza.

La golosità da dolci non risulta essere una patologia. Ciò nonostante, spesso si va dall’avere l’acquerugiola dinanzi ad una pasticceria, sino al dover cibarsi di alti quantitativi di zuccheri giornalmente, non potendo rinunciare.

Al fine di comprendere i processi meccanici bisogna innanzitutto essere a conoscenza delle tipologie di zuccheri e di quanto li diversifica:

  • zuccheri semplici naturali ossia quei zuccheri rintracciabili all’interno della frutta e dei latticini. Vantano di eccellenti proprietà nutrizionali, molteplici vitamine e minerali e tendono ad essere adoprati dalle cellule al fine di conferire vigore. La compresenza di fibre all’interno della frutta e proteine all’interno dei latticini, nel allenta l’assimilazione ovvia gravosi innalzamenti glicemici
  • carboidrati complessi, quali il pane, la pasta, il riso, aventi all’interno zuccheri ed energia. Nel caso in cui non dovessero essere addizionati in eccedenza, non comportano disequilibri all’interno dell’organismo in quanto l’organismo necessita di molto tempo al fine di frazionarli in zuccheri semplici e pertanto il glucosio estratto giunge alle cellule in maniera allentata a differenza degli zuccheri raffinati.
  • zuccheri semplici raffinati, e dunque saccarosio, abbondante di chilocalorie e che comporta accrescimenti glicemici estemporanei. L’utilizzo contiguo comporta problematicità alquanto brusche per quanto concerne lo stato salutare.

Nell’attimo in cui tendono ad essere deglutiti codesti zuccheri, le papille gustative rintracciabili superficialmente alla lingua, si azionano e mandano segni al sistema nervoso. Sarà quest’ultimo ad azionare i meccanismi di compenso, ossia lo sviluppo di ormoni quali la dopamina coesa a percezioni di salute.

Nell’attimo in cui ci cibiamo dunque di grossi quantitativi di alimenti dolciastri e con contiguità i ricevitori della dopamina azionati contiguamente, non operano in modo giusto e sviluppano una successione di conclusioni quali mancanza di controllo, voglia di zuccheri, subordinazione e abitudine.

Cause

A prescindere dalle situazioni in cui si consumano quantitativi preponderanti di gelato e biscotti, nei momenti di stress e frustrazione, il movente di dipendenza da dolci e l’annessa impossibilità di farne a meno presentano meccanismi biochimici a tutti gli effetti.

Un regime alimentare non corretto, sprovvisto oppure manchevole di fibre presenti contrariamente all’interno della frutta e della verdura fresca e sprovvista di proteine vegetali oppure animali, sarò abbondante di carboidrati e dolciumi.

Qualsiasi cibo avente all’interno zuccheri raffinati in grossi quantitativi, risultano manchevoli di principi nutritivi aventi la capacità di allentare la rapidità di assimilazione dello zucchero medesimo, per conto delle cellule e causa una successione di disequilibri anabolici e biochimici, in molteplici organi e tessuti del corpo, come l’intestino e il cervello.

I tassi alti di glucosio, successivamente alla consumazione di zuccheri, istigano il pancreas e dunque un organo essenziale dell’apparato ghiandolare e digerente, alla produzione di insulina.

Codesto ormone, successivamente all’entrata all’interno del sangue, porta il glucosio ad entrare all’interno delle cellule del corpo, all’interno del quale sarà usato e dunque rimosso. Successivamente ad alti livelli di glicemia, lo sviluppo di insulina pancreatica risulta preponderante. Ciò comporta, dopo un ridotto lasso temporale, uno stato di ipoglicemia ossia di alta mancanza di zuccheri all’interno del sangue.

Il corpo, pertanto, invia segni preponderanti al sistema nervoso, ordinandosi di somministrare zuccheri, al fine di attutire codesta mancanza. Si aziona pertanto un processo all’interno del quale la necessità di zuccheri diviene maggiormente vigorosa.

Alla necessità fisica si accosta quella psichica. Il quantitativo preponderante di glucosio che giunge all’interno delle cellule, difatti, causa la fuoriuscita di preponderanti neurotrasmettitori cerebrali quali la dopamina, aventi la capacità di conferire preponderanti momento di soddisfacimento e pertanto dare vita ad una situazione di felicità e spesso contentezza eccessiva.

Le continue quantità di dopamina modificano la potenzialità cerebrale di comprendere i quantitativi di zuccheri di cui si ha bisogno, sino a deteriorare in maniera gravosa le funzionalità di autoregolamento dell’appetenza e della fame.

Una ricerca svolta dal National Institute of Health ha affermato che non soltanto risulta veritiera la presenza di codesta dipendenza altresì che la medesima risulta causata da sintomatologie e situazioni similari alla dipendenza da droghe.

La fuoriuscita contigua e ignota di mediatori chimici all’interno del sistema nervoso, di endorfine ed antidepressivi endogeni quali la seratonina, aventi la capacità di conferire beneficio, euforia e rilassamento, risulta essere quanto succede successivamente alla somministrazione di droghe quali la cocaina e le metanfetamine.

Questo sviluppa e rinforza contiguamente i processi meccanici di qualsiasi tipologia di dipendenza mentale e fisica.

Sintomi

Chi ha una preponderante e contigua necessità di zuccheri e risultano impossibilità di controllarla manifestano una successione di sintomatologie fisiche e mentali, che la società scientifica ha affermato essere similari alle crisi di mancanza dovute alla droga, alla nicotina oppure all’alcool.

Le sintomatologie della dipendenza da zuccheri risultano essere solitamente occultati sebbene differenzino l’esemplificato e regolare ghiottone da coloro che sono affetti da dipendenza:

  • impossibilità di tenere sotto controllo il desiderio di cibarsi di dolciumi successivamente alla consumazione delle pietanze oppure in qualsiasi attimo del giorno, dunque anche di notte
  • cibarsi di dolciumi senza farsi vedere, problema che subentra specialmente in soggetti a cui non è concesso consumare zuccheri, come diabetici
  • impossibilità di tenere sotto controllo a prescindere dalle problematicità di salute, coese all’eccedenza di zuccheri quali diabete ed obesità patologica
  • impossibilità di tenere sotto controllo i quantitativi di zuccheri inseriti
  • frustrazione e fallimento
  • giustificazione
  • adattamento agli zuccheri

Nel corso oppure successivamente alla somministrazione di zucchero, il corpo e la mente si equilibrano, le sintomatologie svaniscono e la patologia si calma.

Dunque codesto senso di godimento e quiete sviluppano il terriccio ottimale al fine di conservare la dipendenza.

Contrariamente, nell’attimo in cui gli zuccheri non dovessero essere somministrati risulta possibile evidenziare sintomatologie dell’astinenza, quali:

  • irascibilità e stati nervosi
  • ansia
  • iperventilazione
  • vertigini
  • ipersudorazione
  • voltastomaco
  • senso di svenimento

Pertanto, la dipendenza comporta risultati alquanto preponderanti che comportano situazioni problematiche per la salute del soggetto, come: obesità, problematicità cardiache, cancro, diabete, malattie neurodegenerative (quali l’Alzheimer) e stati depressivi.

Gli zuccheri risultano essere essenziali nel regime alimentare dell’uomo, difatti, il glucosio, risulta essere la benzina prediletta dall’organismo. Gli stessi, ciò nonostante, necessitano di assunzione moderata.

L’OGS afferma che il dosaggio quotidiano raccomandato risulta essere uguale a 50 g oppure per un regime alimentare da 2 mila Kcal.

Una consumazione elevata coesa alla vita sedentaria, comporta la riluttanza all’insulina, e dunque le cellule comportano molteplici patologie quali iperglicemia, sovrappeso e obesità.

Possibili cure

Nel momento in cui il ghiotto non risulta essere siffatto altresì diviene soggetto a dipendenza, risulta possibile evidenziare tracce fisiche dell’eccedenza di zuccheri somministrati giornalmente, quali:

  • sovrappeso
  • obesità
  • scarsa tollerabilità al glucosio con annessa modificazione dei livelli glicemici, seppur a digiuno
  • riluttanza insulinica, ossia ridotto responso cellulare all’insulina

Al fine di combattere la dipendenza, bisogna fare fede a degli esemplificati seppur difficoltosi step da mettere in pratica e conservare nel decorso temporale, di cui:

Seguire un regime alimentare regolare e salutare

Qualsiasi categoria risulta essenziale per la salute, annessi carboidrati e zuccheri.

Ciò che risulta essere vantaggioso attuare, pertanto, non risulta essere rimuoverli altresì apprendere la selezione. L’inquietudine di mancanza risulta essere in trappola e causa furia e delusione. Dunque risulta essenziale:

  • abbassare poco per volta gli zuccheri artificiali e gli alimenti in esso presenti, supplementandoli con cibi dolciari seppur naturali, quale la frutta fresca oppure frullata, probabilmente accostata da cereali integrali, o posta all’interno di un freezer similmente ad un sorbetto. Da gustare tiepida così che il fruttosio presente al suo interno combatta la frescura e il sapore acido dello yogurt naturale. Ciò permette al cervello di educare pian piano i sensi del piacere di cibarsi di alimenti dolciastri, accompagnandoli ai gusti maggiormente acidognoli ed acetosi
  • non rimuovere i carboidrati dal regime alimentare, salvo che non venga presa questa decisione da parte di un nutrizionista. Bisogna supplementare il pane, la pasta ed il riso con i cibi integrali. Codesti carboidrati tendono ad essere abbassati dal corpo a zuccheri semplici sebbene le fibre allentano codesto procedimento
  • non eccedere con la consumazione di carni, latticini oppure uova, specialmente al fine di non eccedere coi grassi animali
  • avvicendare gli snack dolciari, nel corso della giornata oppure della sera, con possibilità di gusto seppur maggiormente salutari
  • avvicendare una quantità di dolciumi con una ciotola di cereali integrali abbondanti di fibre quali fiocco di avena oppure crusca d’avena, con aggiunta di frutta di stagione, latte scremato oppure yogurt naturale

Cambiando pian piano la dieta, è bene tenere a mente di rimuovere qualsiasi adescamento dalla propria abitazione. Inserire cereali e carboidrati integrali e frutta e verdura da consumare all’instante. Nel caso in cui il peperone oppure l’ananas dovessero essere già rimossi di buccia risulterà più semplice ed esemplificato addizionarli alle insalate.

Bisogna abbeverarsi di acqua, essenziale al fine di giungere con maggior rapidità il senso di appetenza oppure evidenziare i gusti maggiormente dolciastri.

Risulta opportuno ovviare la consumazione di acque aromatizzate oppure di thè freddo industriale, in quanto seppur salutari, tendono ad essere abbondanti di zuccheri e sostanze artificiali.

Lo stesso tè freddo realizzato in casa permette di selezionare l’aroma maggiormente prediletta e bisogna anzitutto esercitarsi ad abbeverarsi di acqua a stomaco vuoto e antecedentemente alle pietanze oppure agli spuntini. Ciò permetterà di raggiungere la sazietà con maggior rapidità. I liquidi in eccedenza saranno rimossi, i reni funzioneranno precisamente e la stessa pelle si presenterà maggiormente ringiovanita e malleabile.

Bisogna ovviare inoltre la consumazione di succhi di frutta e centrifugati.

Processo essenziale per coloro che vogliono ritrovare la forma fisica risulta essere rimuovere l’esaurimento, l’ansia e le dipendenze.

Inoltre, lo stesso sport causa la fuoriuscita di endorfine, e dunque mediatori della felicità e del soddisfacimento.

Trattamenti naturali

Agevolanti la modificazione di regime alimentare e dello stile di vita, sono i fiori.

Soprattutto i principi attivi presenti all’interno dei fiori di Bach, somministrati per alcune settimane e con continuità, permettono di ovviare la necessità di assunzione di zuccheri inviata dal corpo e dalla mente.

Fiori peculiari risultano essere:

  • crab apple, cui olio essenziale risulta raccomandato per un animo timoroso ed assillante
  • honeysuckle, e dunque fiore del Caprifoglio, il quale attraverso l’abbondanza di olio essenziale e la profumazione, conferisce innovativi incoraggiamenti
  • St. John’s Worth, e dunque fiore giallo dell’Hypericum perforatum, cui oli essenziali risultano essenziali in situazioni di timore e assenza di controllabilità mentale

Tuttavia, per quanto concerne la composizione e la consumazione, risulta consigliabile chiedere consulto specialistico oppure farmaceutico.

Psicoterapia

I trattamenti psicoterapeutici risultano molteplici e consistono in trattamenti comportamentali, ipnosi e psicanalisi, ed hanno coesione con i trattamenti scelti al fine di contrastare la dipendenza da bevande alcoliche, droghe e nicotina.

Farmaci

Determinati prodotti farmacologici adoperati al fine di contrastare la dipendenza da nicotina sono efficienti ulteriormente al fine di combattere la dipendenza da dolci.

I prodotti farmacologici risultano essere la Vareniclina e il bupropione, e dunque prodotti farmacologici protagonisti del ricevitore della nicotina che causano un processo di meccanizzazione di bilanciamento che permette di abbassare la necessita di somministrare dolciumi, similmente a quanto accade per la nicotina.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.