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Salsapariglia: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Salsapariglia: che cos'è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Durante il XVI secolo alquanto conosciuta era la Salsapariglia, ottimale per curare sifilide. Ad oggi tende ad essere nota nel campo della fitoterapia sotto forma di diaforetico.

Che cos’è il Salsapariglia?

Risultante essere un arbusto capace di svolgere funzione diuretica, depurativa, espettorante ed emetica, la salsapariglia tende ad essere alquanto ottimale per contrastare influenza, artriti, asma, gotte, reuma ed eczemi. Questo perché presenta una radica avente peculiari principi attivi tra cui la smilacina, la salsasaponina, i glucidi, la colina, la saponina, i tannini, il potassio ed il calcio.

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Risulta in aggiunta conosciuta sotto forma di fito-depuratore in quanto è capace di reggere in maniera ottimale il metallo ed è capace di accatastare in maniera scarsa pimbo, zinco e cadmio all’interno del fogliame. Pertanto, risulta valido al fine di diminuire problemi di trasporto di metalli all’interno del corso alimentare.

Utilizzi

Di tale arbusto tende ad essere usata la radica, ottimale per la preparazione di infusi e tisane. Al fine di ricavare un ottimo infuso capace di purificare l’epidermide, è opportuno portare ad ebollizione 20 gr. di radica di tale piante all’interno di 2 lt. di acqua. Il soggette deve abbeverarsi di quanto ottenuto circa 1/2 tazze al dì.

Al fine di combattere artriti e reuma, contrariamente, bisogna preparare un infuso portando ad ebollizione 30 gr. di radica e 5 gr. di saponaria all’interno di 1 lt. di acqua. Susseguentemente ai 20 minuti bisogna spegnere la fiamma e sedimentare. Risulta opportuno abbeverarsi di 2 tazze al dì per circa 15 giorni.

Al fine di contrastare dolenza reumatica, raffreddore ed influenza, bisogna portare ad ebollizione 1 bicchiere d’acqua e contemporaneamente tritare 15 gr. di radica di tale pianta. Depurare, aggiungere un dolcificante e consumare quanto ottenuto caldo. Il soggette deve abbeverarsi prima di mettersi a letto in quanto il composto svolge azione sudorifera e pertanto, coricandosi si ovvia la probabilità di subire ventate fredde.

Tende inoltre ad essere adoperata ugualmente nel campo culinario, utilizzando le sommità della ramificazione tra cui, asparagi selvatici soggetti a bollitura.

Controindicazioni

Tale pianta è capace di comportare irritazione alla mucosa gastrica. Pertanto, precedentemente alla consumazione risulta opportuno consultare uno specialista. In aggiunta, il soggette deve assolutamente ovviare l’uso di prodotti farmacologici diuretici e digitalici.

Pianta di Salsapariglia

Tale pianta risulta essere un arbusto arbustivo rientrante nel gruppo delle Smilacacee. Il tronco risulta essere elastico e colmo di aculei mentre il fogliame ha una conformazione a cuore con bordi con denti e pungenti. I boccioli sono minuscoli e di tonalità giallognola verde. Hanno un ottimo odore e sono radunati a forma di ombrello. Quanto si ottiene è la bacca rossa, radunata in mucchio e capace di raggiungere una stagionatura durante il periodo autunnale. Anche la sementa è minuscola ed ha una conformazione tondeggiante.

Proviene dal continente Americano tropicale e si propaga nel sud dell’Italia, prevalentemente nelle aree ombreggiate, lungo i campi e le siepe sino a giungere ad un’altezza di 300 mt.

All’interno del paese tende ad essere conosciuta ugualmente col denominativo di Stracciabrache e di strazzacausi, vocaboli che stanno a significare le eventuali illazioni data la partecipazione degli aculei all’interno dell’arbusto. Nel caso in cui venga fregata in modo energetico, tale pianta è capace di dare vita ad una spuma similare a quanto espellono i cavalli nel momento in cui iniziano a sudare in maniera consistente. Da tale spuma sono nati i termini Salsa e pariglia.

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