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Saponaria: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Saponaria: che cos'è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Alquanto adoperata, ugualmente durante l’antichità, la Saponaria è nota per le caratteristiche fisico-meccaniche e terapiche.

La pianta della Saponaria

Risultante essere un arbusto erbaceo rientrante nel gruppo delle Caryophyllacee, la Saponaria presenta un rizoma ambiguo biforcato avente tonalità rosso scuro. Il tronco risulta essere dritto, imberbe e raggiunge un altura massima di 1 mt. Il fogliame si presenta aguzzo, ellittico e di tonalità giallastra.

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Il bocciolo è di tonalità rosa e presenta cinque petali alquanto rifilati, raggruppati in grappoli similari ai garofani e che nascono nel periodo primaverile. Il prodotto si presenta sotto forma di involucro avente al suo interno sementa bruna.

Proveniente dalla Siberia, la saponaria tende ad essere facilmente rintracciata nelle terre inumidite, limitrofe ai ripari ed ai sentieri ed utilizzata per adornare i parchi pietrosi. Seppur preferisca terre decomposto e prosciugate, l’arbusto di saponaria nasce in qualunque terra. Si è propagata in qualsiasi zona del continente Europeo continentale ed è rintracciabile anche in Italia.

Tale pianta, veniva adoperata nell’ambito medico e per lavare tessuti come la lana. Il denominativo proviene dalla lingua latina sapo che sta a significare appunto sapone. Da ciò la caratteristica saponificante della radica di Saponaria. Uno dei primi soggetti che ha espresso e riconosciuto la varietà fu Carl von Linné (Linneo), noto padre della classificazione moderna naturale e scientifica degli organismi viventi, conosciuta tutt’oggi. Durante il VIII secolo a.C. veniva appunto usata sotto forma di sapone e nel XIII secolo a.C. fu detto che la saponaria era capace di rimuovere il grasso dalla lana. Tessuto che i popoli nomadi tendevano ad utilizzare per intrecciare gli stimati manti.

Durante l’antichità era conosciuta dagli stessi romani che invece la adoperavano durante i loro bagni nelle terme mentre dal popolo arabo veniva adoperata per contrastare influenza e febbre. Ad oggi risulta semplice rintracciare la saponeria nei pressi delle fabbriche laniere, laddove veniva prodotta ed adoperata per pulire le stoffe. La radica ed il fogliame secco tendeva ad essere utilizzato sotto forma di smacchiante per pulire tessuti raffinati. Difatti, fregando la Saponaria è possibile dare vita ad una spuma che può essere utilizzata come detergente.

Caratteristiche

La Saponaria presenta caratteristiche depurative, diuretiche, sudorifere, toniche ed espettoranti. Codeste caratteristiche sono presenti data la partecipazione delle saponine. Tende ad essere somministrata sotto forma di infuso al fine di ottenere l’essudazione dei bronchi. In aggiunta, la presenza di saponine è capace di indisporre la mucosa al fine di agevolare la rimozione dell’espettorato.

Tali saponine svolgono in aggiunta funzione diuretica e depurativa. Vi sono inoltre composti aventi al loro interno saponaria e che tendono ad essere adoperati al fine di purificare l’epidermide.

Al suo interno presenta principi attivi, tra cui: acido saporubinico, acido quillaico, mucillagini, zuccheri, olio essenziale, acido glicolico, acido glicerico, zuccheri riduttori, gomma, olio essenziale, flavonoidi, saponarina, vitexina e saponaretina. Tali saponine risultano essere presenti in ciascuna aree della saponaria, specialmente nella radica, laddove è possibile rintracciare circa il 20% di saponina durante la nascita.

Utilizzi della Saponaria

Nel campo della fitoterapia, tale pianta tende ad essere adoperata per la produzione della tintura madre ottenuta dalla pianta germogliata, al fine di trattare l’acne, la psoriasi, l’herpes, la gotta, la stipsi e reuma. Sul mercato vi sono diversificati articoli aventi al loro interno saponaria congiuntamente ad ulteriori piante tra cui timo, primula e verbasco. Queste piante hanno proprietà espettoranti e calmanti.

Dalla saponaria è possibile ottenere un infuso ottimale da essere utilizzato sotto forma di shampoo rinforzante per cute sensibile e spossata e per pulire l’epidermide sensibile. Mediante l’uso di impacchi è possibile lavare la pelle soggetta ad acne e psoriasi. Tale pianta presenta tale nome in quanto risulta essere un vero e proprio detergente in acqua avente caratteristiche detergenti date dall’elevato quantitativo di saponine. Questo perché la saponina risulta essere un composto rintraccibile all’interno dello stelo, del fogliame e della radica, ottimale per produrre detergenti e saponette per il candeggio.

Avvertenze

All’interno della pianta di Saponaria è possibile rintracciare le saponine, le quali, risulta opportuno dire che sono dannose. Dunque, l’utilizzo prevede una prescrizione medica ed una dosa specifica. Fra gli effetti collaterali vi sono:

  • arrossamento renale;
  • dissenteria ematica;
  • spasmi;

Contrariamente, l’estratto di tale pianta è capace di comportare arrossamenti dell’epidermide e della mucosa. Pertanto, risulta opportuno essere cauti nel momento in cui si utilizzano uno shampoo a base di saponaria per ovviare problemi di irritabilità al bulbo oculare.

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