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Peripheral Heart Action (PHA): che cos’è, a cosa serve, come si effettua, benefici e controindicazioni

Peripheral Heart Action (PHA): che cos’è, a cosa serve, come si effettua, benefici e controindicazioni

Risultante essere un allenamento totale per il corpo avente come obiettivo la cultura estetica è il Peripheral Heart Action.

Quest’ultimo pertanto non risulta essere un sistema di odierna ideazione, sebbene le fondamenta sul quale è strutturato restano tutt’oggi gettonati.

Che cos’è il Peripheral Heart Action

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Congegnato da Arthur H. Steinhaus col denominativo di Sequence System, si diffuse negli anni ’60 data l’attestazione di Bob Gajdav. Si basa sull’allenamento a circuito con uso delle riluttanze, composte specialmente da pesi oppure da strumenti isocinetici.

Prevede la stimolazione contigua ed estesa di qualsiasi complesso muscolare, utilizzando l’attività multi-articolare e prestando attenzione alla sollecitazione di ciascun’area. Al fine di redigere un eccellente allenamento Peripheral Art Action risulta in aggiunta fondamentale che la stimolazione arruoli la muscolatura maggiormente separata, intervallando quelli maggiormente grossi e quelli più piccoli, alternando le aree innalzate a quelle abbassate.

Il quantitativo di attività da unire all’interno del complesso risulta non superiore a sei, ciascuno composto da un quantitativo di repliche differenti, che incentivano il mantenimento di vigore. La predilezione del quantitativo di ripetizioni massimali risulta differente a seconda del:

  • Quantitativo di rotazioni del circuito
  • Posizionamento del circuito
  • Scopo dell’attività
  • Stadio aitante del atleta

Dunque, al fine di avere un’elevata efficienza risulta vantaggioso accrescere il vigore di ciascun allenamento. La tempistica totale dell’attività risulta non superare i tre quarti d’ora. Questo perché, il vigore dell’allenamento PHA risulta essere alquanto alto, pur non essendo pari al HIIT. Risulta pertanto difficoltoso capire se è un HIT oppure no.

Questo perché l’allenamento PHA presenta la peculiarità di avere un alto defaticamento anabolico, che compromette il raggiungimento di vigore contrariamente a quanto si ottiene con l’HIIT. Inoltre, l’allenamento PHA incentiva lo spostamento del flusso sanguigno da un muscolo ad un altro, osteggiando l’accatastamento dell’acido lattico.

Inoltre, spesso causa la mancanza del muscolo, conservando un quantitativo di defaticamento localizzato in buffer. Date le peculiarità, molteplici soggetti non approvano la veritiera efficienza di codesto sistema per quanto concerne la stimolazione di vigore e dell’ipertrofia.

Questo perché il defaticamento anabolico non da la possibilità di elevarsi sino all’apice del vigore, così come perché conservando ridotta l’acidosi, tende ad abbassare la stimolazione della fuoriuscita di somatotropina, che comporta la funzione dell’IGF-1 così come dell’artefice insulinico similare, causa del metabolismo muscolare.

Vi è una tipologia di PHA mescolata, presenta stazionamenti di attività aerobica composte dall’utilizzo di strumenti sportivi oppure di attività a corpo libero (quali tapis roulant, cyclette, stepper, excite, ellittica, salto alla corda) e dunque rientrante nel complesso del cardio fit training.

Il fondamento di costituzione dell’attività fisica risulta essere il medesimo. Contrariamente all’allenamento PHA, tuttavia, l’attività di vigore conserva all’incirca 20 ripetizioni, contrariamente alle positure aerobiche che presentano un vigore presente all’interno del complesso aerobico e che non supera i 5 minuti.

Benefici del Peripheral Heart Action (PHA)

L’allenamento PHA tende ad essere usato per le proprietà estetiche e per i benefici che apporta sull’esercizio fisico complessivo. Contiguità, tempistica ed energia permettono di:

  • Abbassare l’esaurimento nervoso e le sintomatologie di ansia e depressione, incentivando positivamente l’autostima.
  • Incentivare la funzione cardiocircolatoria.
  • Regolarizzare la compressione arteriosa, specialmente a seguito di ipertensione arteriosa primaria.
  • Avvantaggiare le funzioni della respirazione, dovuta alla flessuosità dei bronchi ed all’irrigazione alveolare, salvaguardando ed incentivando determinate conformazioni di BPCO.
  • Incentivare la formazione di vigore per via anaerobica, mettendo in azione l’anabolismo aerobico.
  • Incentivare la consumazione di ossigeno e dunque la frequenza del cuore.
  • Accrescere il vigore ed il trofismo muscolare, così come la riluttanza.
  • Contenere lo stato salutare degli arti, che permette di salvaguardare il decadimento e la densità delle ossa, favorendo pertanto la salvaguardia dell’osteoporosi.
  • Favorire l’elevata consumazione di chilo calorie durante l’attività fisica, incrementando l’anabolismo susseguentemente all’attività fisica per EPOC, con successiva facilità del trattamento terapico per la perdita del peso e dell’incentivazione del ragguaglio fra le masse del corpo.
  • Incrementare l’anabolismo glucidico e l’uso di carboidrati alimentari, incentivando la glicemia laddove sussista la bassa tollerabilità al glucosio, all’insulina ed al diabete mellito di tipo 2.
  • Incentivare la lipemia, non soltanto della trigliceridemia bensì anche della colesterolemia.
  • Abbassare l’uricemia, specialmente in congiuntura ad un abbassamento spropositato.
  • Abbassare le problematicità cardiovascolari connesse all’eccedenza di peso ed alle malattie anaboliche.

Attraverso l’allenamento del PHA risulta probabile eliminare un maggior quantitativo di chilo calorie contrariamente allo stile di vita sedentario. Tuttavia, tutto ciò non risulta connesso ad un’azione snellente.

La perdita del peso, risulta essere connessa ad un resoconto energetico passivo, e dunque all’esito aritmetico di Energia IN ed OUT, che sta appunto a simboleggiare che le chilo calorie assimilate con il regime alimentare risultano essere basse rispetto a quelle eliminate con il regime alimentare.

Svolgendo pertanto l’allenamento PHA risulta possibile accrescere il dispendio calorico. Ciò nonostante, la perdita del peso giunge soltanto laddove il regime alimentare resta il medesimo di quello che si aveva durante lo svolgimento di una vita sedentaria, o accrescere in modo riduttivo.

L’attività fisica, causa un elevato senso di appetenza, dunque, sebbene incentivi la consumazione, incrementa ugualmente l’appetenza. Risulta pertanto essenziale tenere sempre a mente il proprio obiettivo.

Nel caso in cui non si riesce a contenere il self control, risulta consigliabile la presenza di un nutrizionista, che permette di strutturare il regime alimentare differendo i giorni sprovvisti di attività fisica con i giorni durante il quale si svolge l’allenamento.

Tuttavia, accrescendo la sudorazione e dunque l’eliminazione di vapore acqueo, l’acqua evacua dalle ghiandole sudoripare eliminando elevati quantitativi di minerali (specialmente sodio, potassio e magnesio).

L’integrazione risulta possibile utilizzando integratori a base di magnesio e potassio, che permettono di incrementare la massa muscolare, svolgendo funzione anticatabolica ed incrementando il ripristino e la perdita del peso, quali quelli a base di: proteine, amminoacidi ramificati, creatina, arginina, glutammina, carnitina, termogenici e mass gainer.

Controindicazioni Peripheral Heart Action (PHA)

L’allenamento PHA presenta i medesimi benefici di ulteriori esercizi fisici. Tuttavia, fra i mancati vantaggi rientra la ridotta conciliabilità all’interno della terapia specifica per i soggetti obesi, nonché elevata probabilità di acciacchi ai muscoli, ai tendini ed ai legamenti all’interno dei neofiti che sono soliti svolgere attività sportiva a casa.

Le controindicazioni risultano connesse a fattori complessi oppure malattie già esistenti, così come irritabilità soggettiva e doveri elevati. Fra quelle peculiari, rientrano:

  • Obesità gravosa.
  • Sottopeso gravoso, specialmente connesso a problemi alimentari (quali anoressia nervosa e DCA).
  • Cardiopatie e fattori vascolari e cerebrali.
  • Lombalgie ed ulteriori malattie del rachide.
  • Tendiniti che compromettono l’attività motoria.
  • Pressione articolare.
  • Problematicità nel mantenere l’equilibrio.

I pericoli dell’allenamento PHA per i soggetti in buona salute risultano essere delimitati agli acciacchi cui sono soggetti i muscoli, i tendini e le articolazioni, specialmente alla caviglia, al ginocchio, all’anca ed alla schiena.

Al fine di ridurre codesti rischi, risulta essenziale prestare riguardo al regolare svolgimento dell’allenamento, non ovviando le probabilità di:

  • Intacco cardio circolatorio.
  • Dispnea.
  • Aggravamento dei fastidi al rachide.
  • Peggioramento dei fastidi agli arti.
  • Aggravamento del sottopeso.
  • Cicatrizzazione ossea sbagliata.

Pertanto, risulta opportuno:

  • Chiedere consulto specialistico preventivato.
  • Non praticare attività fisica senza la presenza di un’altra persona.
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