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Acido Lattico: che cos’è, cause, sintomi, dolori e possibili cure

Acido Lattico: che cos'è, cause, sintomi, dolori e possibili cure

L’acido lattico (o lattato) è una sostanza che si accumula naturalmente nei muscoli o nel circolo sanguigno quando ci sottoponiamo ad intense sedute di allenamento.
Può essere, talvolta, molto doloroso e causa di infortuni. Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Che cos’è l’acido lattico

L’acido lattico è un composto chimico prodotto naturalmente dal nostro organismo per sopperire alla mancanza di ossigeno (anaerobiosi) quando il nostro corpo richiede più energia di quanta ne riesca a produrre. Si tratta, tuttavia, di un composto tossico per le cellule, il cui accumulo nel flusso di sangue procura la cosiddetta fatica muscolare.

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In chimica, l’acido l’attico (acido 2-idrossipropanoico) è un acido carbossilico, vale a dire contenente un gruppo COOH.

Come si forma l’acido l’attico?

Il glucosio (lo zucchero) è estremamente importante per il nostro organismo, poiché ci permette di avere energia (in termini biochimici ATP). Il glucosio si ottiene attraverso la glicolisi, cioè un procedimento energetico che avviene nelle nostre cellule che porta alla formazione di piruvato.

La stessa glicolisi avviene all’interno delle cellule muscolari chiamate miociti, per avere energia da sfruttare durante lo sforzo muscolare. Questo piruvato prodotto può avere due destini a seconda della presenza di ossigeno: in condizioni anaerobiche, ossia in assenza di ossigeno, il piruvato reagisce con gli ioni idrogeno H+ prodotti in grande quantità dal consumo di ATP e diventa acido lattico.

L’acido lattico è dunque un composto che al nostro organismo “non serve”, potremmo dire che è l’effetto collaterale di uno sforzo prolungato e anaerobico, tanto è vero che si accumula nei muscoli causando dolore, unitamente all’eventuale stiramento e rottura delle cellule muscolari. Tuttavia il nostro organismo ha trovato un ingegnoso metodo per sfruttare questo acido l’attico: si chiama Ciclo di Cori e, trasportando l’acido lattico nel sangue fino al fegato, viene trasformato in glucosio e può dunque ricominciare tutto il ciclo glicolitico.

Chi sono i soggetti a rischio?

Ci sono, naturalmente, alcune situazioni in cui sarebbe bene prestare attenzione ai livelli di lattato, poiché si rischia maggiormente l’insorgenza di questo fastidioso problema:

  • quando si è poco allenati, quindi ci si affatica e si va in affanno molto velocemente;
  • quando si pratica qualsiasi sport che comprende esercizi di velocità, salti e scatti (quando non ci si prepara adeguatamente, infatti, il problema dell’acido lattico può insorgere anche nelle lunghe distanze come le maratone);
  • quando si praticano sport anaerobici lattacidi dove lo sforzo fisico dura tra i 30 e i 200 secondi;
  • quando si praticano sport inerenti allo sviluppo della forza e alla pesistica.

Basterà controllare l’intensità di un esercizio calcolando la soglia anaerobica, ossia la capacità di sostenere un esercizio prolungato: solitamente quando, durante l’esercizio, si riscontrano affanno e difficoltà nel parlare.

Sintomi dell’acido lattico

Il sintomo principale per riconoscere l’accumulo di acido lattico è l’affaticamento muscolare, che rende il muscolo fisiologicamente instabile, quindi più vulnerabile a contratture muscolari o lesioni di altro genere.

Tuttavia non si tratta di una condizione che tende a protrarsi per periodi lunghi, in quanto generalmente nel giro di un paio d’ore (anche di meno nei soggetti atletici) i livelli di lattemia tendono a tornare a livelli basali.

Prevenire e curare la formazione dell’acido lattico

È importantissimo, soprattutto se non ci si allena con frequenza, eseguire un buon riscaldamento prima di procedere all’attività fisica, per “risvegliare” e preparare i muscoli all’intenso sforzo che stanno per affrontare.

Esistono anche dei rimedi in grado di tenere sotto controllo l’acido lattico:

  • dopo uno sforzo intenso e prolungato, eseguire esercizi di defaticamento per un 15-20 minuti;
  • tra uno sforzo e l’altro, eseguire il recupero attivo;
  • ridurre l’intensità degli sforzi fisici fino ad arrivare ad un livello defaticante;
  • adottare una dieta alcalinizzante;
  • integrare all’alimentazione un giusto apporto di magnesio;
  • prima di una gara, assumere carnosina con dosi tra i 50 e i 1000mg al giorno.

È consigliabile anche assumere del carbonato di calcio o un integratore alimentare di bicarbonato (300mg per kg di peso corporeo); tuttavia, queste due sostanze presentano degli effetti collaterali debilitanti, quali stitichezza o dissenteria e pressione arteriosa.

A questo proposito, è importante ricordare che il fai da te è sempre sconsigliato e, per scongiurare il rischio di spiacevoli conseguenze, è sempre bene recarsi da uno specialista del settore per analizzare il proprio caso specifico.

L’acido lattico viene smaltito nel giro di poche ore

Come detto sopra, l’acido lattico viene smaltito in poco tempo dal nostro organismo, di conseguenza i dolori che avvertiamo al corpo nei giorni successivi all’allenamento non sono causati dall’acido lattico, ma da dei microtraumi a livello muscolare, del tutto normali quando si sviluppa massa muscolare.

L’acido lattico e i nostri denti

Il lattobacillo è un batterio che si nutre del glucosio che, dopo il pasto, rimane sui nostri denti, producendo come prodotto di scarto acido lattico. Si tratta di un processo molto lesivo per lo smalto dei nostri denti, in quanto la sua acidità è in grado di scioglierlo e rovinare i tessuti dei nostri denti gradualmente.

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