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Mal di gola (faringite): che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Mal di gola (faringite): che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

La faringite, la quale è anche più comunemente conosciuta come mal di gola, è un’infiammazione della faringe. La faringe, a sua volta, è una cavità muscolare membranosa, situata dietro la bocca, che, collegata con le fosse nasali, con la laringe e con l’esofago, permette il passaggio del bolo alimentare e dell’aria necessaria per respirare.

Generalmente tale infiammazione si manifesta accompagnata da sintomi quali dolore alla gola quando si deglutisce e bruciore. I sintomi possono essere diversi, come ad esempio virus, batteri, allergie, irritazione a causa dei succhi gastrici dello stomaco, o agenti infettivi.

Generalmente la faringite tende ad andare via nel giro di pochi giorni. Tuttavia, se ciò non dovesse verificarsi e se i sintomi dovessero accentuarsi, si consiglia di contattare il proprio medico di base per farsi prescrivere i giusti esami e le giuste cure.

Che cos’è la faringite?

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La faringite è un’infiammazione della faringe, la quale è situata nella zona dietro la bocca, ed è più facilmente conosciuta da noi come mal di gola.

Che cos’è la faringe?

La faringe, è una cavità muscolare membranosa lunga circa 13 cm, che risiede tra l’esofago ed il naso, più precisamente la faringe risiede:

  • Dietro ed in basso alla cavità del naso
  • Dietro la bocca
  • Al di sopra della laringe e dell’esofago

La faringe è collegata con le fosse nasali, con la laringe e con l’esofago, e permette il passaggio del bolo alimentare e dell’aria necessaria per respirare, costituendo uno dei tratti principali delle vie aeree digestive superiori.

Essa si divide in tre zone:

  • La rinofaringe, anche chiamata nasofaringe, che costituisce la parte superiore ed è a contatto con le coane, ossia con le aperture posteriori del naso
  • L’orofaringe, la quale è situata nel mezzo della faringe, vicino all’epiglottide e di fronte il cavo orale, con il quale è collegata attraverso l’istmo delle fauci
  • L’ipofaringe, anche chiamata laringo-faringe, la quale è collegata direttamente all’esofago, facilitando il passaggio del cibo da digerire. L’ipofaringe, a differenza delle altre due zone, non viene attraversata dall’aria

Le cause della faringite

Le cause della faringite potrebbero essere diverse, tra cui, ad esempio, un’infezione virale, un’infezione batterica, patologie di reflusso gastro-esofageo, l’azione di agenti chimici tossici.

Faringite causata da un’infezione virale

In tal caso, i virus che potrebbero causare la faringite sono:

  • I così-detti virus del raffreddore, come il Rhinovirus, il Coronavirus, il Parainfluenza virus, il virus respiratorio sinciziale, l’Adenovirus, l’Enterovirus e il Metapneumovirus
  • I virus dell’influenza 
  • Il virus della mononucleosi, anche chiamato Epstain-Barr virus
  • Il virus del morbillo
  • Il virus della varicella, anche conosciuto come Herpes virus3, o virus varicella zoster

Faringite causata da un’infezione batterica

I batteri che possono infiammare la faringe sono prevalentemente:

  • Streptococcus beta emolitico del gruppo A
  • Streptococcus pneumoniae
  • Haemophilus influenzae
  • Bordetella pertussis
  • Bacillus anthracis
  • Corynebacterium diphtheriae
  • Neisseria Gonorrhoeae
  • Chlamydophila pneumoniae
  • Mycoplasma pneumoniae

Altre cause della faringite

Tra le altre possibili cause della faringite vi sono sicuramente:

  • Possibili reazioni allergiche alla muffa, alla povere, al polline o al pelo degli animali. In tal caso si verifica molto spesso, inoltre, un gocciolamento del naso (Rinite), dalla sezione rinofaringea
  • Secchezza dell’ambiente circostante, lavorativo o domestico che sia. Molto spesso infatti, un riscaldamento eccessivo potrebbe seccare l’aria, infiammando di conseguenza la faringe, in seguito a congestione nasale e respirazione con la bocca. Ad esempio, questa faringite è molto diffusa tra coloro che dormono in stanze non umidificate tutta la notte
  • Frequente inalazione di sostanze chimiche irritanti, presenti nell’aria, come ad esempio il semplice fumo di sigaretta, o sostanze tossiche per la gola
  • Sforzo dei muscoli della faringe, ad esempio urlando o parlando molto frequentemente, portando a mal di gola e, talvolta, anche alla perdita di voce
  • Reflusso gastro-esofageo, che comporta la risalita dei succhi gastrici dallo stomaco ed è una vera e propria patologia, il quale comporta sia la faringite, quanto l’esofagite e la laringite, quindi l’infiammazione dell’esofago e della laringe
  • AIDS, la quale comporta la comparsa di mal di gola prevalentemente ai primi stadi, associandolo a problemi di deglutizione, raucedine e sangue nella saliva
  • Ascessi peritonsillari, quali sono delle bolle di pus, batteri e plasma, che si formano in presenza di un’infezione. Essi si formano tra le tonsille e la faringe.
  • Epiglottite, la quale è un’infiammazione dell’epiglottide, che regola il passaggio d’aria e impedisce che esso venga ostruito dal cibo ingerito

Fattori di rischio per la faringite

Generalmente, coloro che tendono a soffrire più frequentemente di faringite sono:

  • I bambini
  • Gli adolescenti
  • I fumatori
  • Le vittime del fumo passivo
  • I soggetti allergici
  • Coloro che sono maggiormente esposti a sostanze tossiche, irritanti, chimiche e polveri
  • Coloro che soffrono di sinusite
  • Coloro che si muovono in ambienti affollati, come ad esempio gli studenti o chi usufruisce dei mezzi pubblici
  • Chi è immunodepresso e ha, di conseguenza, le difese immunitarie molto deboli, che non sempre riescono a combattere infezioni virali o batteriche. La condizione di immunodepressione può essere data al diabete, dall’AIDS; dalle chemioterapie, da cure a base di corticosteroidi, da anemie plastiche, da trapianti di organo o leucemie

Sintomi e complicanze della faringite

Generalmente la faringite è accompagnata da diversi sintomi, tra i quali i più ricorrenti sono:

  • Dolore e senso di prurito alla gola
  • Senso di dolore quando si deglutisce o si parla, con conseguente difficoltà nella deglutizione
  • Secchezza della gola
  • Ingrossamento ed infiammazione dei linfonodi del collo e della mascella
  • Ingrossamento ed arrossamento delle tonsille
  • Formazione di placche bianche e pus sulle tonsille
  • Calo della voce

Nel caso in cui la faringite sia causata da un’infezione batterica o virale, è possibile che oltre a tali sintomi si presentino: febbre, al di sopra dei 38°C, brividi sulla pelle, tosse, naso che cola, starnuti, dolori ai muscoli e alle articolazioni, mal di testa, nausea e vomito.

Quando bisogna chiamare il medico?

Nel caso in cui si tratti di un bambino affetto da mal di gola, è il caso di chiamare il medico quando si verifica la comparsa di: difficoltà nella respirazione e nella deglutizione, eccessiva salivazione.

Nel caso in cui, invece, è un adulto affetto da mal di gola, è il caso di chiamare il medico quando si verifica la comparsa di:

  • Mal di gola che tende a non andare via dopo circa due settimane
  • Difficoltà nella respirazione e nella deglutizione
  • Dolore alle articolazioni
  • Mal d’orecchie
  • Comparsa di eruzioni cutanee
  • Comparsa di sangue nella saliva e nel catarro
  • Comparsa di febbre alta
  • Comparsa di protuberanza sul collo
  • Calo della voce e raucedine

Diagnosi

Naturalmente, per ottenere una diagnosi, il paziente deve rivolgersi ad un medico, che in caso di faringite dovrebbe essere un otorinolaringoiatra.

Nel caso un cui si deve diagnosticare la presenza di faringite, il paziente viene sottoposto, prima di tutto, ad un esame obiettivo e ad un esame della sua storia clinica.

L’esame obiettivo è la visita che il medico fa al paziente per approfondire e descrivere i sintomi che avverte. Tale visita prevede che il medico osservi, con una pila, la gola, le orecchie e le narici, palpi il collo (per verificare se i linfonodi sono ingrossati) e nell’auscultazione del torace.

L’analisi della storia clinica è, invece, il quadro clinico completo del paziente, che comporta l’essere a conoscenza di altre patologie di cui soffre, che farmaci assume, che lavoro fa, se fuma.

Se, invece, la faringite è dovuta ad infiammazioni batteriche o virali, il medico preleva un tampone faringeo e una provetta di sangue da analizzare. In particolare, il tampone permette di stabilire se c’è un’infezione batterica, e le analisi del sangue servono per determinare anche se c’è la presenza di virus.

Infine, è possibile che la faringite sia causata da alcune forme di allergia, ad esempio a polvere, sostanze tossiche, muffa, polline o pelo di animale. In tal caso, il medico prescriverà delle prove allergiche.

Trattamento della faringite

Generalmente la faringite tende ad andare via da sola nel giro 5/7 giorni. La faringite dovuta ad infezioni virali o batteriche, invece, devono essere trattate con antibiotici specifici, e curarne la cause scatenanti.

Durante il periodo di guarigione, però è possibile ridurre la sintomatologia della faringite, attraverso delle semplici accortezze:

  • Restare a riposo per almeno otto ore al giorno
  • Non affaticare le corde vocali
  • Idratarsi e bere molti liquidi, prevalentemente acqua, evitando di assumere caffè e bevande alcoliche
  • Fare dei gargarismi con acqua calda e sale, per alleviare l’infiammazione
  • Eseguire delle inalazioni di vapore caldo, per attenuare la gola secca, liberare le vie respiratorie dal muco, fare docce calde ed utilizzare un umidificatore
  • Assumere farmaci antinfiammatori e antidolorifici, a base di paracetamolo, ibuprofene ed aspirina. Si consiglia, però, di non far assumere l’aspirina ai soggetti di età inferiore ai 16 anni, in quanto potrebbe favorire l’insorgere della Sindrome di Reye.
  • Evitare di fumare
  • Non frequentare ambienti polverosi o secchi

In caso di faringite dovuta ad infezioni batteriche, invece, bisogna seguire una terapia a base di antibiotici, come ad esempio la penicillina, somministrati per via orale. Tuttavia, è tassativo che l’antibiotico sia assunto soltanto sotto indicazione del proprio medico curante, in quanto il loro utilizzo spropositato favorisce la proliferazione dei batteri resistenti agli antibiotici, rendendo più difficili le cure future. Bisogna inoltre rispettare le giuste dosi e modalità di somministrazione, per non incorrere nel rischio di vanificare la terapia.

Prevenzione della faringite

E’ possibile prevenire l’insorgenza della faringite con delle poche e semplici accortezze, tra cui:

  • Curare la propria igiene, lavandosi spesso le mani con i giusti disinfettanti, non condividendo cibi con altre persone, evitando i telefoni pubblici, pulendo accuratamente gli ambienti in cui si alloggia
  • Indossare mascherine che impediscono di inalare sostanze tossiche, batteri e virus
  • Non fumare ed evitare il fumo passivo
  • Umidificare gli ambienti in cui si alloggia

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