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Podofillo: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Podofillo: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Risultante essere una pianta erbacea perenne del complesso familiare delle Berberidaceae, singolare varietà del complesso Podophyllum, è il Podofillo.

Che cos’è il Podofillo?

Presenta un tronco che giungere ad un’altura pari ai 30-40 cm, con fogliame allargato avente una grandezza pari ai 20-30 cm e raggruppati in complessi di 5-9.

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Il rizoma scuro dalla tonalità rossa ha molteplici lesioni. Spesso  ciascuna pianta tende a produrre un solo bocciolo di tonalità biancastra della grandezza di 3-5 cm ed avente 6 petali posti centralmente ad un duplice fogliame. Codesto tende a maturare all’interno del frutteto, dove risulta possibile vedere una bacca della tonalità giallognola-verdognola mangiabile ed avente una lunghezza pari ai 2-5 cm ed una conformazione ovale. Risulta essere sviluppata nelle regioni orientali dell’America settentrionale, e si propaga soprattutto all’interno delle zone boschive, favorendo le terre umidificate ed aventi un elevato quantitativo di sostanze organiche.

La podofillina risulta essere un complesso difficoltoso, avente una peculiare sostanza, ossia la podofillotossina, ossia un estratto che già durante il 1880 fu scoperto da Podwyssotzki. Attraverso trattamenti cromatografici in codesti anni, risulta probabile dividere la resina del Podofillo da ulteriori sostanze, dalla composizione similare alla podofillotossina.

Risultano essere sostanze aventi struttura similare ai lignani, e dunque sostanze ricche di resina naturale ricavati dall’alcool coniferilico. La podofillotossina risulta essere conosciuta durante il 1881, anno durante il quale fu estrapolata dai rizomi del Podophyllum peltatum L e dalla resina dei rizomi di differenti varietà di Podophyllum, soprattutto del P.Peltatum e del P. Emodi. La corretta formulazione raffinata risulta essere redatta da Borsche e Niemann.

Proprietà del Podofillo

Conosciuto nel Nord America sin dall’età precolombiana, il Podofillo risulta essere adoperato dai popoli sotto forma di emetico. Le caratteristiche benefiche catartiche furono evidenziate da Barton durante il 1798 e durante il 1820, mediante l’inserimento della droga all’interno della Farmacopea degli USA. In Europa il Podofillo fu presentato durante il 1864.

Aldilà delle funzioni catartiche e colagoghe, la resina di podofillo vanta anche di caratteristiche benefiche, di cui: antimicotiche, antimicotiche e antieczematose, tali da vederla adoperata nel campo terapico dei condilomi acuminati, per la cura di cancro della cute, granuloma inguinale, tinea capitis ed ulteriori eczemi.

Mediante la funzione catartica e colagoga, la si vede adoperata in ridotti dosaggi la podofillina svolge funzione calmante e colagoga, contrariamente all’utilizzo in sovra dosaggi, che svolgono funzione risolutiva. Con somministrazioni da 1 a 6 cg, risulta possibile avere un accrescimento della peristalsi che riguardano prettamente l’intestino crasso, l’accrescimento dell’essiccazione dell’intestino e della bile, congiuntamente spesso a coliche.

La polvere ricavata dalla resina tende ad essere adoperata per finalità purganti, sebbene ugualmente per la cura della gotta, di artriti, di bronchiti, mediante funzione infiammatoria e irrascibile in merito alla pelle e alle mucose. Ad oggi, la pianta tende a vantare di fama date le caratteristiche benefiche dei principi attivi, specialmente per la funzione antimitotica, contrastante condilomi acuminati.

A tal obiettivo risulta presente sotto forma di prodotto farmaceutico. Dalla podofillina, soprattutto dalla podofillotossina, risultano ricavati per emisintesi l’etoposide e il teniposide, ossia prodotti farmacologici contrastanti tumori e adoperati pertanto nella chemioterapia.

Utilizzi del Podofillo

Ogni singola zona della pianta, ovviando il frutteto, risulta tossica. Questo perché al loro interno presenti sono i lignani citotossici ed i corrispettivi glicosidi. Il frutteto, pur non essendo tossico, tende a comportare pesantezza.

Nel campo medico tende ad essere adoperata al fine di estrapolare la resina, composta dalla Podofillotossina, così come dalla α-peltatina e β-peltatina. La Podofillotossina, soprattutto, tende ad essere adoperata al fine di curare le verruche veneree. Affermate risultano essere le caratteristiche benefiche antimicotiche adoperate al fine di trattare la tigna e gli eczemi.

Codesta funzione risulta coesa alla potenzialità della Podofillotossina di causare la polimerizzazione stereospecifica della tubulina, la quale compromette la produzione dei microtobuli, e dunque del liquido mitotico, nel corso della mitosi. Vi sono ulteriormente una duplice sostanza semisintetica della quarta demetilepipodofillotossina, ossia l’etoposide e il teniposide.

Codesti principi attivi tendono ad essere adoperati per la funzione medicamentosa contrastante:

  • la leucemia linfatica acuta
  • il neuroblastoma
  • il linfoma non Hodgkin
  • tumore ai testicoli
  • carcinoma a ridotte cellule polmonari

Il processo di meccanizzazione della funzione di codesti duplici prodotti farmacologici risulta differente dal processo di meccanizzazione della podofillotossina. Difatti, prevede il consolidamento del gruppo DNA-Topoisomerasi II. Quest’ultimo causa l’interdizione enzimatica, contrastando pertanto alla cellula di riassumere e raddoppiare la sostanza genetica.

Controindicazioni del Podofillo

Si raccomanda di ovviare la somministrazione del podofillo nei soggetti affetti da ipersensibilità nei confronti del prodotto o di uno dei componenti presenti al suo interno.

Si sconsiglia la somministrazione congiuntamente al sale da cucina, poiché capace di accrescere l’azione calmante, così come sconsigliabile è la consumazione congiuntamente ad arbusti quali: lobelia, ipeca, belladonna, poiché aventi la capacità di ridurre le proprietà calmanti.

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