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Belladonna: che cos’è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

Belladonna: che cos'è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

La Belladonna Atropa belladonna, è una pianta erbacea perenne facente parte della famiglia delle Solanaceae. Particolarmente adoperata in campo farmacologico, la belladonna è nota per le sue azioni antispasmodiche e broncodilatatrici.

Che cos’è la Belladonna?

Come appena detto, la belladonna è una pianta erbacea di tipo perenne e rizomatosa, che può arrivare a toccare l’altezza di 1 metro. Il suo fusto non presenta rilevanti particolari, è eretto, massiccio e ramoso sulla chioma. Le sue foglie si presentano picciolate, dalla forma ovato-ellittiche e con un margine intero; possono arrivare alla lunghezza di 15 centimetri, e così come si vede per il fusto, esse sono ricoperte da una leggera peluria, che se strofinata, emana un fastidioso odore, tipico della pianta.

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fiori della pianta sono ascellari, isolati e pendenti, si presentano di colore viola profondo, mentre i suoi frutti, altro non sono che delle bacche nere con all’interno numerosi semi. La belladonna tende a crescere in particolare tra i cespugli e tra le radure dei boschi di latifoglie, tipiche delle zone montane e submontane dell’aera dell’Europa centrale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia occidentale. Qui in Italia è facilmente rintracciabile nei folti boschi presenti su Alpi ed Appennini.

Alcuni cenni storici

Così come affermò Pietro Andrea Mattioli: “Mangiandosi il suo frutto fa diventare gli uomini come pazzi e furiosi, simili agli spiritati, alle volte ammazza facendo dormire fino alla morte”.

È possibile trovare i sintomi generati dalla belladonna in un’antica filastrocca inglese, che dice: “caldo come una lepre (ovvero la febbre), cieco come un pipistrello (si intende la dilatazione delle pupille e l’inibizione dell’accomodazione), secco come un osso (l’arresto della salivazione e della sudorazione), rosso come una barbabietola (blocco del volto e del collo), matto come una gallina”(provoca infatti allucinazioni ed eccitazione).

Il termine Atropa, altro non è che il nome della parca greca, quale compito era quello di decidere quanto tempo gli uomini dovessero vivere, mettendo fine quindi alle loro vite, semplicemente tagliando il filo.
Il termine Belladonna, invece, viene direttamente dal gergo popolare veneziano del 1500, in riferimento al fatto che le donne solevano utilizzare il succo delle bacche come cosmetico, e quindi per far bella la loro pelle e far splendere gli occhi.

Nel ‘700 si registravano parecchi avvelenamenti dovuti all’ingerimento delle bacche della pianta. Fu così che i farmaci del secolo decisero di sperimentarne gli effetti. Il primo fra tutti fu Berna Albrecht von Haller, che cominciò a studiare gli effetti della stessa esercitati sugli organi; la conseguenza finale furono delle patologie legate al sistema gastroenterico e problematiche sulle terminazioni nervose.

Ad ogni modo decise di inserirla nel protocollo per la cura del Parkinson, anche se c’è da dire in dosaggi minimi.
La risposta agli avvelenamenti si ebbe soltanto nell’800, quando si decise di isolare l’alcaloide atropina dalla pianta.

Proprietà e Benefici della Belladonna

Come già detto, la belladonna viene largamente adoperata in campo farmacologico, anche se c’è da dire che è una delle piante più pericolose mai utilizzate in medicina. All’interno delle sue foglie sono infatti presenti degli alcaloidi a nucleo tropanico, in particolare atropina scopolamina, dall’azione eccitante, allucinatoria la prima, e depressiva e ipnotica la seconda.

Tra gli effetti tossici rinvenuti all’interno degli alcaloidi abbiamo:

  • secchezza alla gola,
  • assenza di secrezione lacrimale,
  • mal di testa,
  • tachicardia,
  • extrasistole,
  • fibrillazione,
  • arresto della peristalsi,
  • rash cutanei scarlattiformi,
  • allucinazioni,
  • disorientamento,
  • delirio,
  • coma,
  • arresto del centro respiratorio.

Secondo varie analisi effettuate sulla stessa, è uscito fuori che i suoi principi attivi vadano ad intaccare in varia misura gli organi e i sistemi controllati direttamente dal sistema nervoso parasimpatico.

La pianta della belladonna viene adoperata anche in campo medico come cura della secrezione acida e della motilità gastrica, permettendo così una più rapida cicatrizzazione dell’ulcera. Ha azione antispasmodica e parasimpaticolitica, e questo permette di bloccare i recettori colinergici arrestando così i legami con l’acetilcolina secreta dalle terminazioni delle fibre parasimpatiche e post-gangliari simpatiche, che giungono, infine, alle ghiandole sudoripare e ai vasi.

Viene altamente consigliata in caso di:

  • ipercloridria,
  • ulcera peptica,
  • gastrite,
  • bruciori di stomaco,
  • sindrome dell’intestino irritabile,
  • spasmi addominali.

La belladonna ha anche azione broncodilatatrice, in quanto permette di ottimizzare la ventilazione polmonare in presenza di smisurate secrezioni bronchiali, asma e bronchite.
La belladonna, infine, permette un incremento delle pulsazioni cardiache, ragion per cui viene adoperata nel trattare le brachicardie.

Utilizzi della Belladonna

La medicina allopatica adopera l’atropina isolata come dilatatore pupillare e miorilassante prima di cominciare un intervento chirurgico.
La fitoterapia adopera la belladonna già da numerosissimi anni, viste le sue virtù spasmolitiche.
L’Omeopatia adopera invece la pianta in caso di:

  1. faringiti, rinofaringiti, tracheobronchiti e tonsilliti,
  2. febbre e l’influenza, convulsioni infantili da febbre alta,
  3. cefalea vasomotoria violenta, pulsante tipica del medicinale,
  4. infiammazioni locali con successivo arrossamento, tumefazione, calore intenso, dolore acuto, violento e pulsante (rubor-tumor-calor-dolor),
  5. delirio, ipersensibilità al rumore e alla luce intensa.

Controindicazioni della Belladonna

Si è osservato che la belladonna sia altamente controindicata in presenza di asma bronchiale, bradicardia e glaucoma, visto che potrebbe andare ad interagire con i farmaci utilizzati per combattere le suddette problematiche.

L’azione della belladonna potrebbe inoltre interagire con farmaci antidepressivi, antispastici e antistaminici.

Un dosaggio eccessivo della belladonna, potrebbe portare ad importanti effetti collaterali tipo mancanza del controllo psicomotorio, disordini mentali e allucinazioni.

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