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Paralisi di Bell: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Paralisi di Bell: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Risultante essere una paralisi della faccia, causa di un malfunzionamento del VII nervo cranico, è la paralisi di Bell. La patologia comporta spossatezza muscolare e paralisi di una parte del viso.

Che cos’è la paralisi di Bell?

Il movente della paralisi di Bell non risulta essere conosciuto, sebbene il maggior numero delle situazioni è causa di un’infiammazione del nervo facciale, coesa all’infezione virale. La compromissione del VII nervo cranico risulta essere causa dell’impossibilità di tenere sotto controllo dei muscoli della faccia del lato compromesso e dalla mancanza dell’ipersensibilità del gusto.

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Le modificazioni dovute dalla paralisi di Bell condizionano in maniera rilevante l’estetica del volto, annesso il sorriso oppure l’occlusione delle palpebre. Per fortuna, il fastidio risulta essere risolvibile dopo un ridotto lasso temporale. In aggiunta, il procedimento di ripristino risulta velocizzabile da una prematura cura a base di corticosteroidi e prodotti farmacologici antivirali.

Cause della Paralisi di Bell

La paralisi di Bell subentra a seguito di un’infiammazione oppure una compressione del VII nervo cranico. Il corretto movente non risulta essere evidente, sebbene la patologia risulta essere solitamente coesa ad un’infezione virale.

Nel momento in cui il virus intacca il corpo, difatti, risulta possibile causi un’infiammazione del nervo facciale, che governa i muscoli del volto su una parte del viso. Successivamente, il procedimento flogistico risulta possibile comporti rigonfiamento verso l’esigibile delle fibre nervose e ischemiche.

In determinate situazioni, risulta possibile il subentro di un danneggiamento delimitato dalla singolare guaina mielinica. I virus che risultano essere coesi alla paralisi di Bell presentano: herpes simplex, herpes zoster e virus di Epstein-Barr. Ulteriori situazioni che comportano la paralisi di Bell presentano:

La paralisi di Bell intacca qualsiasi soggetti, sebbene subentra specialmente nei soggetti di età compresa fra i 15-60 anni e risulta maggiormente evidenziabile nei soggetti affetti da diabete e donne in fase di gestazione, specialmente nel corso del terzo trimestre di gravidanza oppure durante la primaria settimana susseguente al parto.

Sintomi della Paralisi di Bell

La paralisi di Bell risulta essere costituita da una debolezza oppure dalla paralisi dei muscoli della faccia. In sporadiche situazioni, il fastidio intacca ambo i lati del volto. Le sintomatologie si propagano velocemente e giungono la meta entro 2 giorni, causando una distorsione del viso.

La natura risulta differente da un leggero torpore del volto alla completa paralizzazione. Le sintomatologie presentano:

  • torpore, spossatezza leggera oppure totale paralizzazione di una zona del volto
  • cedimento della palpebra e della zona angolare della cavità orale, complessità a dare vita a stati espressivi della faccia, deglutire e abbeverarsi, sorridere oppure occludere un occhio
  • scialorrea
  • ectropion
  • dolenza all’interno e inferiormente all’orecchio ed elevata sensibilità ai fattori sonori
  • dolenza attorno alla mandibola
  • irascibilità dell’occhio intaccato, con elevata fuoriuscita di lacrine agli occhi oppure essiccazione oculare
  • vertigini, mal di testa oppure dolenza al collo
  • fastidi del linguaggio

Nel maggior numero dei soggetti, le sintomatologie si risoluzionano dopo 3 settimane. La paralisi di Bell non risulta essere l’esito di un ictus oppure di un attacco d’ischemia transitorio.

Nel caso in cui dovesse subentrare una forma bilaterale di paralisi del volto oppure dovesse essere soggetta a paralisi un ulteriore zone del volto, indebolita oppure ipersensibilizzata, risulta essenziale che la situazione venga indagata da uno specialista, al fine di ovviare ulteriori moventi. Eventuali complicanze prevedono:

  • ulcera corneale
  • danneggiamenti al nervo facciale
  • contratture e spasmi muscolari del viso

Diagnosi della Paralisi di Bell

La diagnosi risulta strutturata sul quadro clinico. Solitamente, uno specialista analizza il soggetto per le sintomatologie della paralisi superiore ed inferiore del volto. In determinate situazioni, codesto indebolimento risulta essere delimitato ad una parte del viso e risulta essere separato alla fronte, alla palpebra e alla cavità orale.

I test sanguigni risultano essere vantaggiosi nella diagnosi di ulteriori problematicità salutari annesse, quali il diabete e determinate tipologie infettive. La sarcoidosi e la patologia di Lyme comportano ulteriori traumi clinici.

Il decorso diagnostico consiste nella MRI oppure una tomografia computerizzata del volto, essenziali al fine di evidenziare moventi strutturali causa di pressioni sul nervo facciale, quali tumori oppure fratture del cranio. L’elettromiografia attesta la compresenza di traumi nervosi e comporta la complessità e la misurazione dell’intaccamento del VII nervo cranico.

L’elettromiografia esegue una misurazione dell’attività elettrica del muscolo in responso alle istigazioni e alla rapidità di amministrazione delle spinte elettriche vengo il condotto della fibra nervosa.

Possibili cure della Paralisi di Bell

La paralisi di Bell compromette ciascun soggetto in maniera differente. Determinate situazioni risultano leggere e non necessitano di cura. Per ulteriori condizioni, il trattamento prevede la somministrazione di prodotti farmacologici ed ulteriori al fine di velocizzare l’infezione.

I prodotti farmacologici adoperati al fine di curare la paralisi di Bell prevedono:

  • corticosteroidi, quali il prednisone, adoperati al fine di abbassare l’infiammazione e il rigonfiamento, ottimali al fine di controllare la paralisi di Bell. Determinati specialisti consigliano una cura prematura al fine di avvantaggiare la probabilità di un completo ripristino salutare
  • farmaci antivirali, come aciclovir oppure valaciclovir, utilizzati al fine di contrastare infezioni virali da herpess, ottimali al fine di bloccare il regresso dell’infezione virale e ridurre la patologia
  • dolenza curata attraverso somministrazione di analgesici, quali aspirina, acetaminofene e ibuprofene

Ulteriore quesito essenziale per la cura risulta essere la salvaguardia degli occhi. La paralisi intacca la regolare potenzialità di strizzare, portando l’occhio ad essere soggetto ad irascibilità.

Dunque, risulta opportuno umidificare l’occhio, salvaguardandolo da traumi. La cura maggiormente comunitaria prevede l’utilizzo di colliri lubrificanti oppure lacrime artificiali, da utilizzare nel corso della giornata nonché l’utilizzo di un olio antecedentemente all’ozio di notte. Il trattamento fisico, al fine di istigare il VII nervo cranico ed agevolare il contenimento della tonicità muscolare, risulta ottimale per determinate persone. Massaggi e attività permettono di incrementare la salvaguardia da eventuali contratture.

La temperatura calda umidificata posta su di una parte del volto permette di agevolare la riduzione della dolenza. Generalmente, l’operazione chirurgica di decompressione, permette di affievolire la compressione sul nervo. In sporadiche situazioni, la chirurgia estetica risulta essenziale al fine di trattare danneggiamenti durevoli, quali ectropion oppure malformazioni della cavità orale. La prognosi dei soggetti affetti da paralisi di Bell risulta essere ottimale. La complessità del danneggiamento al VII nervo cranico causa l’ammontare del ripristino.

A prescindere dalla cura, il maggior numero dei soggetti manifesta miglioramenti dopo 2 settimane, ripristinando la regolare funzionalità dopo 3-6 mesi. Per ulteriori, ciò nonostante, le sintomatologie perdurano per lunghi lassi temporali oppure non vanno via totalmente. In sporadiche situazioni, la paralisi subentra sulla medesima area oppure sull’area avversa del volto.

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