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Rosolia: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Rosolia: che cos'è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

La rosolia è una patologia contagiosa che si manifesta prevalentemente negli infanti, ed è causata da un virus riconosciuto come Rubella virus.
Insorge portando con sé:

  • Molteplici macchie cutanee dal colore rosso, o sfogo cutaneo
  • Ingrossamento di linfonodi di collo ed orecchi
  • Sintomi da raffreddamento.

Se la rosolia si manifestasse in soggetti adulti o donne in gravidanza, le complicazioni potrebbero essere anche gravi. Non è stata ancora trovata un’adeguata terapia, e le uniche misure vigenti sono:

  • Attendere che l’infezione scompaia da sé
  • Alleviare i sintomi fastidiosi con rimedi.

E’ possibile però prevenire la malattia mediante vaccino. 

Che cos’è la rosolia?

Come accennato, la rosolia è una malattia infettiva contagiosa di origine virale, la quale provoca di macchie rosse sull’intero corpo. Il suo esito è di gran lunga positivo, nonostante non siano da escludere delle particolari situazioni dove questa diviene pericolosa.

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Un valido esempio può esser quando colpisce soggetti adulti, con deficit immunitari o donne in gravidanza, in questi casi si può incorrere in complicazioni.
Prima dell’arrivo del vaccino, la rosolia era molto diffusa in tutto il mondo, con grande incidenza su bambini di età fa i 5 e 9 anni. Ad oggi, grazie ai vaccini, la rosolia è divenuta poco comune. 

Sintomi della rosolia

I primi sintomi legati alla rosolia esordiscono dopo un’incubazione dalla durata di 2 o 3 settimane. I sintomi principali sono:

  • Sfogo cutaneo, con macchioline rosse sulla pelle
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Sintomi simili all’influenza
  • Artralgia.

Sfogo cutaneo

Lo sfogo cutaneo, definito eruzione cutanea od esantema, è la manifestazione tipica della rosolia. Da come si evince, questo comporta la manifestazione di molteplici macchioline dal colore rosso sulla pelle.

I punti maggiormente coinvolti sono orecchie, testa, collo; tronco, gambe e braccia soltanto in secondo momento. Queste poi scompaiono in 3 o 5 giorni al massimo.

Ingrossamento dei linfonodi

Per linfonodi si intende dei piccoli organi facente parte del sistema linfatico, i quali hanno lo scopo di difendere l’organismo da infezioni e minacce dell’ambiante esterno. Essi contengono un moderato numero di leucociti, quali cellule bianche del sangue che devono contrastare batteri, virus ed altri agenti patogeni.

Nella rosolia, i linfonodi ingrossati rappresentano un sintomo abbastanza comune, ed è sovente accompagnato da dolore, il quale esordisce prima dello sfogo cutaneo e finisce delle settimane dopo la guarigione. I linfonodi più coinvolti sono quelli posti dietro le orecchie, nella regione occipitale o posteriore della testa e del collo.

Sintomi simili all’influenza

I sintomi simili all’influenza tipici della rosolia sono:

  • Febbre medio-alta
  • Raffreddore od influenza, con naso che cola, occhio lacrimante, mal di gola e tosse
  • Occhi arrossati e congiuntivite
  • Mialgia e malore
  • Inappetenza
  • Stanchezza.

Queste manifestazioni esordiscono prima dello sfogo cutaneo ed hanno durata di qualche giorno.

Artralgia

Per artralgia si intende il dolore alle articolazioni, e vi incorrono prevalentemente gli adolescenti e gli adulti. In rari casi il disturbo ha coinvolto i soggetti in giovane età.

Rosolia senza sintomi

Vi sono casi in cui, non più del 20%, in cui la rosolia risulta essere priva di sintomi, o almeno priva di sintomi evidenti.
Questi soggetti però sono posti allo stesso livello di coloro che manifestano sintomi; è possibile trasmettere il virus ad altri e sviluppare un’immunità nei confronti dell’agente infettivo.

Intervento del medico

Ingrossamento dei linfonodi, febbre e sfogo cutaneo, sono i principali sintomi che riportano alla rosolia, e non si deve in alcun modo esitare nel contattare il medico curante. Ciò per contenere il contagio ed evitare che soggetti adulti incorrano in complicanze; è comunque consigliato contattarlo per via telefonica.

Cause della rosolia

La rosolia è provocata dal virus Rubella virus, facente parte della tipologia virale Rubivirus, che appartengono alla famiglia dei Togavirus, Togaviridae. Visto che appartiene alla suddetta famiglia, il Rubella è un virus ad RNA a singolo filamento, con involucro esterno lipidico e di capside.

A rischio contrazione della rosolia vi sono tutti i soggetti non vaccinati, e tutti coloro che non hai mai contratto il virus nel corso della loro vita. Infatti, così come avviene per morbillo o varicella, anche ammalarsi di rosolia comporta un’immunità definitiva, per cui non la si contrarrà più.

E’ possibile trasmettere la rosolia sia per via diretta che per via indiretta. Vediamo insieme.

Trasmissione diretta

Mediante tosse, starnuti e parlato, si va ad espellere milioni di goccioline volanti. Queste goccioline, dal soggetto infetto, possono arrivare al soggetto non infetto, inalando le stesse, e quindi contagiando l’altro.

Inalate quindi queste goccioline infette, la rosolia andrà ad annidarsi in bocca e polmoni, moltiplicandosi mano a mano, fino a raggiungere un numero talmente elevato, da diffondersi nell’intero corpo. Trasmettere quindi la rosolia mediante goccioline volanti, è la modalità di contagio diretto.

Trasmissione indiretta

Quando le goccioline volatili vanno a depositarsi su oggetti, rendendoli quindi mezzo di contagio, si parlerà quindi di trasmissione indiretta. Il soggetto che tocca quindi questi oggetti sarà a maggior rischio infezione, prevalentemente se andrà poi a porre le mani in bocca o nel naso.

Diagnosi della rosolia

Al fine di ottenere la diagnosi della rosolia, è necessaria una valutazione di segni e sintomi, mediante esame obiettivo, ed analisi della storia clinica. 

Se dopo l’esame obiettivo vi fossero ulteriormente dubbi, si può ricorrere ad esami inequivocabili come:

  • esame della saliva, la quale la si raccoglie con un tampone
  • analisi del sangue, prelevandolo da una vena del braccio.

Se si deve invece effettuare una diagnosi in gravidanza, sono necessarie le analisi del sangue, in correlazioni alle gravi complicazioni in cui si può incorrere, come la sindrome da rosolia congenita. 

Esame di Sangue e Saliva

In saliva e sangue di un soggetto con rosolia, o che l’ha avuta in passato, vi sono delle proteine del sistema immunitario, formatesi proprio dopo l’infezione, e sono definite anticorpi od immunoglobuline, quale scopo è quello di proteggere il corpo da agenti infettivi e minacce esterne.

Gli anticorpi di un soggetto con rosolia in atto, si classificano IgM, mentre gli anticorpi di un soggetto che ha contratto la rosolia in passato, o ha subito vaccino, si classificano IgG, o “anticorpi della memoria”.

Diagnosi in Gravidanza

Visto che la rosolia può avere impatti sul feto, una donna che vuole un figlio, per suo buonsenso, dovrà prima sottoporsi a delle analisi del sangue, così da scoprire se immuni o meno all’infezione.

Si consigliano le medesime analisi a donne in gravidanza che sono state recentemente in contatto con soggetti infetti od esposte al virus. Nel momento in cui ci si possa pensare a sindrome da rosolia congenita, la donna in gravidanza, ed il feto, dovrà sottoporsi ad ecografia fetale ed amniocentesi. 

Possibili cure alla rosolia

Come detto in precedenza, non vi sono terapie efficaci contro la rosolia, per cui l’ammalato dovrà:

  • Attendere che l’infezione scompaia da sé, e quindi 7-14 giorni, più tempo negli adulti
  • Alleviare i sintomi medianti farmaci e rimedi.

Nel momento in cui la rosolia risulti essere particolarmente fastidiosa, si può ricorrere a farmaci per alleviare i sintomi, e non per:

  • Alleviare febbre, dolori malessere, dove si potrà assumere farmaci antiinfiammatori ed analgesici, tipo paracetamolo ed ibuprofene, FANS.
    L’aspirina può presentare controindicazioni nei soggetti di età inferiore ai 16 anni, come la sindrome di Reye.
  • Evitare disidratazione, visto che la febbre alta provoca forte sudorazione, in questi casi l’idratazione è importante, bevendo spesso ed abbondantemente.
  • Evitare gli effetti di congiuntivite ed occhi arrossati, pulendoli spesso con bastoncini di cotone e non toccarli con mani sporche.
  • Curare sintomi del raffreddore, come naso che cola o tosse. Si consiglia in questi casi inalazioni di vapore e bibite calde con limone o miele. Per quanto riguarda le inalazioni di vapore, si dovrò respirarne i fumi da una bacinella con acqua calda e coprire il capo con un asciugamano.

Curare la Rosolia in Gravidanza

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, non esistono al momento specifici trattamenti, né tanto meno terapie per gestire la nota sindrome da rosolia congenita.

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