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Calendula: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

La Calendula Calendula officinalis, fa parte della famiglia delle Composite, ed è famosa per essere una pianta antibatterica, antiinfiammatoria e antispasmodica. Conosciuta anche con il nome di “oro di Maria”, risulta essere un ottimo rimedio soprattutto per dolori mestruali, colite e scottature.

Che cos’è la Calendula?

La pianta di calendula si presenta con fitte radici e con un fusto ramificato e “peloso”, dal diametro di 50 centimetri circa. Le sue foglie si presentano con un importante spessore, dalla forma lanceolata e con un margine denticolato. I suoi fiori sono dei capolini dal colore che va dal giallo all’arancio, e fioriscono tra la primavera e l’estate. Se si va a strofinare la pianta di calendula, ne fuoriuscirà un aroma molto delicato.

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La calendula non predilige un territorio ben preciso per la sua crescita, ma anzi è in grado di adattarsi a vari ambienti o terre. Se la zona risulta essere abbastanza esposta, la calendula viene coltivata anche ai 600 metri d’altitudine, anche se cresce spontanea in zone come l’Italia meridionale. Alcune tipologie di pianta di calendula che vengono cresciute all’interno di giardini, regalano fiori ben più grossi e colorati.

Alcuni cenni storici

Il nome originario della pianta della calendula viene dal latino calendae, e vuol significare primo giorno del mese, proprio per il fatto che fiorisce ogni primo giorno di ogni mese dell’anno. Si è però ipotizzato che il nome latino potesse avere un altro significato, ovvero calendario, dato dal fatto che il fiore aprendosi di mattina e chiudendosi al tramonto, vada a segnare l’andamento del giorno.
Nel Medioevo, il fiore veniva chiamato col termine Solis sponsa, ovvero sposa del sole, poichè i contadini pensavano che se questo non si aprisse di mattina, era presagio di pioggia.

Come già in precedenza accennato, la calendula viene riconosciuta anche sotto il nome di oro di Maria, forse questo perchè l’infuso da essa ottenuto risulta essere un ottimo alleato nella cura dei dolori mestruali, e da qui il collegamento con la Vergine Maria legata alle donne; si pensa però che questo significato possa essergli stato affibbiato anche per la particolare forma a “falce di luna” dei semi.

Proprietà della Calendula

La calendula al suo interno racchiude numerose proprietà che agiscono positivamente sull’organismo. La prima proprietà da riconosce è quella antiinfiammatoria, grazie alle mucillagini ivi contenute che operano direttamente sulle infiammazioni delle mucose, ma anche su colite, gastrite, ulcere e varie patologie legate ai tessuti interni.
Usato a livello esterno, manifesta anche proprietà antisettiche, cicatrizzanti, rinfrescanti, emollienti e dermopatiche, le quali risultano ottime alleate nella cura di scottature, ferite, irritazioni della pelle, ulcere della bocca e infiammazioni gengivali.

È importante ricordare che all’interno della pianta di calendula è possibile trovare triterpeni, flavonoidi, polisaccaridi, caroteni, fitosteroli, olio essenziale, mucillagini, acido salicilico e altre sostanze amare. Tutte queste, se utilizzato a livello esterno dell’organismo, citando per esempio la tintura madre o il macerato glicerinato, risultano grandi alleati nella cura delle alterazioni dell’apparato genitale delle donne, in quanto capaci di rendere più abbondante il ciclo mestruale, quando questo risulta scarso, e più scarso nel momento in cui risulta essere abbondante.
Funge infine da antispasmodico agendo su dolori mestruali e dolori addominali.

Utilizzi della Calendula

Come già largamente visto, la calendula può essere utilizzata nei modi più svariati, sia a livello interno che a livello esterno. Ma vediamo nel dettaglio come!

USO INTERNO: Per l’uso interno si preferisce preparare un infuso ottimo per spasmi addominali, dolori mestruali e infiammazioni del sistema gastro-intestinale, in questo modo: versare 1 cucchiaino raso di calendula in una tazza di acqua bollente, lasciare i fiori in infusione per almeno 10 minuti. Filtrare l’infuso prima di berlo.
Se invece ci si proietta verso la tintura madre di calendula, quale integratore naturale portatore di vitamina A, si consiglia l’assunzione di 30/40 gocce per 2/3 volte al giorno.

USO ESTERNO: Per l’uso esterno, invece, si preferisce preparare un olio di calendula, ottimo come cicatrizzante e antinfiammatorio poiché in grado di rigenerare, lenire e calmare le irritazioni della pelle (soprattutto le dermatiti da pannolino), in questo modo: in un barattolo mettere 100 grammi di fiori di calendula secchi, ½ litro di olio di mandorle dolci, e chiudere con un tappo ermetico. Passati 30 giorni, bisognerò filtrare l’olio servendosi di una tela o garza, e conservare in una bottiglia di vetro scuro in un luogo al riparo dei raggi solari e al fresco.

Controindicazioni della Calendula

Ad oggi non sono stati riconosciuti importanti controindicazioni od effetti collaterali legati all’uso o assunzione della calendula.
Si potrebbe incorrere in una possibile allergia, ma il rischio resta molto basso, vista l’assenza dell’elenalina o lattoni sesquiterpenici, all’interno della pianta.

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