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Autismo: che cos’è, cause, sintomi e possibili cure

Autismo: che cos'è, cause, sintomi e possibili cure

L’Autismo è un disturbo molto grave del neurosviluppo, che compromette interazione e comunicazione sociale al soggetto che ne è portatore, spingendolo ad essere ripetitivo nei suoi comportamenti e limitandolo nei suoi interessi. Non vi sono cause chiare ad oggi alla base, anche se si pensa che sia in particolare dovuto a fattori genetici ma anche ambientali.

L’autismo presenta vari sintomi e segni, e questi cambiano da soggetto a soggetto. Il disturbo si sviluppa soprattutto nell’età più tenera dei pazienti, e al fine di essere diagnosticata, ha bisogno di essere sottoposta a dei professionisti e a vari esami valutativi. E’ obbligo dire che il disturbo è attualmente incurabile, anche se è possibile trovare alcuni trattamenti atti a limitarne almeno i sintomi.

Che cos’è l’Autismo?

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In seguito ad alcune ricerche anglosassoni, e quindi effettuate nel Regno Unito, l’autismo colpisce almeno 1 bambino su 100, e si è notata una certa predisposizione soprattutto in quelli di sesso maschile.
Il soggetto autistico presenta grandi difficoltà nell’inserimento sociale, ripetendosi in alcuni comportamenti e non ha alcun interesse nell’imbattersi in nuove attività. La condizione è prettamente permanente, e ciò si verifica già dall’età più tenera.

Come precedentemente affermato, l’autismo è un disturbo del neurosviluppo, e con questo si vuole intendere una menomazione della crescita, una menomazione dello sviluppo del sistema nervoso, soprattutto quello encefalo. Da ciò viene compromessa la sfera emotivo-comportamentale, infierendo anche sulla capacità di comunicazione, di apprendimento, di memorizzazione e così via.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM, che non è altro che un manuale dove vengono riunite tutte le malattie mentali con corrispondenti caratteristiche, al termine autismo, vengono affiancati altri disturbi del neurosviluppo quali sindrome di Asperger, disturbo disintegrativo dell’infanzia e il disturbo pervasivo dello sviluppo.

Questo è dovuto al fatto che, almeno a detta degli psichiatri, queste sopra elencate sono tutte sotto forme di autismo. Il fatto risulta essere abbastanza recente in quanto, almeno fino a qualche tempo fa, la sindrome di Asperger o il disturbo disintegrativo dell’infanzia, erano dei disturbi a sé.

Molti psicologi e psichiatri hanno definito l’autismo  come “malattia dello spettro autistico“, questo perchè il termine spettro, vuole indicare tutti i sintomi o segni generati dall’autismo, nonchè al loro differente grado di gravità.

Cause dell’Autismo

Le cause dell’autismo sono tutt’oggi in fase di ricerca, e grandi team tra medici, ricercatori e psicologi si stanno adoperando per farlo. Tuttavia, vi sono state teorie che hanno ipotizzato che l’autismo possa essere generato da fattori sia genetici che ambientali.

Ipotesi sui fattori genetici

Si è ipotizzato che l’autismo possa avere cause genetiche per via di varie osservazioni effettuate nel tempo, e tra queste abbiamo:

  • Molti autistici hanno avuto nella loro famiglia parenti con disturbi simili; questo caso è diventato molto più plausibile, soprattutto nel momento in cui si sono verificati casi come 2 gemelli con la stessa problematica.
  • Molti soggetti autistici hanno riportato ulteriori patologie di tipo genetico come la sindrome dell’X fragile, la sindrome di Williams, la sindrome di Angelman e la sindrome di Rett.
  • Molti esperti hanno ritrovato dei geni implicati nello sviluppo del cervello e delle funzioni cerebrali, danneggiate con l’autismo.

Ad oggi però non è ancora possibile confermare un’unione tra geni del genoma umano e l’autismo; infatti non vi sono correlazioni genetiche tra alcune mutazioni e la presenza di autismo.

Ipotesi sui fattori ambientali

Per fattori ambientali si suole indicare tutte quelle circostanze, abitudini o avvenimenti in grado di condizionare in qualche modo lo stile di vita di un soggetto. A detta di medici e ricercatori, tra i fattori ambientali più rilevanti possiamo riconoscere:

  • Nascita prematura, ovvero quella che avviene 3 settimane prima della settimana 40 o prima dell’ultima settimana.
  • Assunzione di alcool o farmaci come il sodio valproato, effettuata dalla madre durante la gravidanza.
  • Esposizione materna ad inquinamento significativo.
  • Infezioni contratte dalla madre in gravidanza.
  • Età ormai avanzata dei genitori durante il concepimento.

Comunque c’è da sottolineare il fatto che queste sono solo delle possibile ipotesi, perchè ad oggi sono in corso numerose ricerche al fine di scoprire quale possa essere il reale collegamento tra questi fattori e l’autismo.

Ulteriori ipotesi

Come sopra accennato, l’autismo colpisce nella maggior parte dei casi, i bambini di sesso maschile. Ciò non è stato dedotto a caso, ma secondo statistiche effettuate nel tempo, dove si è visto che la media di maschietti autistici è 4 volte superiore alle femminucce con il medesimo problema.

In passato si pensava che l’autismo potesse essere generato da ulteriori fattori come:

  • Vaccino per morbillo, orecchioni e rosolia;
  • Esposizione al thiomersal o thimerosal, che non è altro che un conservante presente all’interno dei vaccini, ma utilizzato anche in disinfettanti ad uso oftalmologico, immunoglobuline, siero anti-veleno e inchiostro per i tatuaggi.

Secondo alcune ricerche effettuate 10 o 15 anni fa, non vi è alcun legame tra autismo e suddetti fattori. Così come è stata allo stesso modo eliminata l’idea che potesse esservi un collegamento con l’assunzione di glutine e caseina.

Sintomi legati all’Autismo

I primi sintomi o segni di autismo vengono mostrati dal soggetto a partire dei 2 o 3 anni di vita. Anche se i sintomi in maniera ufficiale si hanno soltanto dal periodo scolastico, ovvero quando comincia ad interagire con le prime amicizie, manifestando questo problema di distacco verso il resto. E’ comunque importante dire che, come per tutte le patologie, anche i sintomi dell’autismo variano da soggetto a soggetto ritrovando inutili qualsiasi paragoni con altri.

COMUNICAZIONE E INTERAZIONE CON ALTRE PERSONE

Tra i principali problemi di interazione o comunicazione con altre persone troviamo:

  • Ritardo nello sviluppo del linguaggio.
  • Volontà di evitare il linguaggio parlato.
  • Ripetizione di solite parole o frasi.
  • Parlare con un tono monotono e uniforme, privo di capacità di adattamento alle situazioni in corso.
  • Interpretazione alla lettera di qualsiasi cosa venga sentita e poca capacità di riconoscere un modo di dire o una frase sarcastica o umoristica.
  • Comunicare con singole parole e non con frasi.
  • Assenza di risposta nel momento in cui viene pronunciato il proprio nome, da altre persone. Questa particolarità spesse volte fa pensare a problemi all’udito anche se in realtà sono del tutto regolari.
  • Disinteresse o fastidio verso “coccole” e gesti di tenerezza, da parte dei genitori e da altre persone.
  • Volontà di restare a giocare da soli.
  • Risposte stizzite o aggressive, senza che vi sia alcun motivo particolare.
  • Volontà di evitare il contatto visivo.
  • Evitare di utilizzare gesti ed espressioni facciali per comunicare.
  • Mancanza di divertimento in situazioni piacevoli per i propri coetanei, come per esempio le feste di compleanno.
  • Scarsa volontà nel voler fare amicizia con i propri coetanei.
  • Essere invadenti.

Tra le suddette problematiche, vi sono alcune che fanno pensare al disturbo già in periodo precedente all’inizio della scuola.

COMPORTAMENTO

Parlando della sfera comportamentale, tra le anomalie più comuni ritroviamo:

  • Effettuare sempre i soliti movimenti come dondolarsi in avanti e indietro o battere le mani.
  • Utilizzo diverso dei giocattoli rispetto a quello che dovrebbe essere.
  • Forte dipendenza da certe abitudini,al punto tale che uno stravolgimento si rivelerebbe un dramma.
  • Tendenza a desiderare o a ripugnare i cibi a seconda di quale sia il loro colore o il modo in cui sia preparato.
  • Tendenza ad annusare giocattoli, oggetti o persone, senza alcun motivo.
  • Marcato interesse nei confronti di alcune attività od oggetti, spendendo la maggior parte del proprio tempo su di essi.
  • Marcata sensibilità a luci forti, a determinati suoni o al contatto fisico nonostante non sia doloroso.
  • Iperattività.

QUOZIENTE INTELLETTIVO

Il quoziente intellettivo dei soggetti con autismo può essere variabile; ve ne sono infatti alcuni con scarse capacità di apprendimento, e altri con intelligenza superiore alla norma (si parla di casi molto ristretti), con maggiore predisposizione verso materie come matematica o arte.

CAPACITA’ DI MOVIMENTO

I soggetti autistici nei loro movimenti si mostrano sempre con grandi difficoltà di coordinazione e goffaggine nel muoversi.

SINTOMI DEGLI ADULTI

I sintomi dei soggetti autistici che sono in età adulta, si presentano migliorati, qualche volta anche notevolmente, essere stabili ma anche peggiorati.

Il parere del medico

A detta degli esperti, ci si dovrebbe rivolgere immediatamente ad un medico per maggiori approfondimenti specialistici, nei seguenti casi:

  • Se all’età di 6 anni il bambino non sorride o non si mostra mai allegro.
  • Se all’età di 9 mesi non immette suoni o non mostra espressioni facciali.
  • Se all’età di 12 mesi non ha la tendenza a vocalizzare.
  • Se all’età di 14 mesi non effettua gesti di ritorno, non tende ad allungarsi o ad indicare…
  • Se all’età di 16 mesi ancora non parla.
  • Se all’età di 24 mesi le sue frasi non sono più lunghe di una parola.

Ulteriori patologie o problematiche legate all’Autismo

Tra le patologie più comuni a cui si trova la maggior parte delle volte legato l’autismo troviamo:

  • Disturbi di apprendimento come dislessia, discalculia…;
  • Sindrome da deficit di attenzione e iperattività o ADHD;
  • Sindrome di Tourette;
  • Epilessia;
  • Ansia;
  • Disprassia;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Depressione;
  • Disturbo bipolare;
  • Disturbi del sonno;
  • Sclerosi tuberosa.

Possibili cure o trattamenti per l’Autismo

Come noi tutti ben sappiamo, per l’autismo non esiste cura che possa guarirlo. Però col passare degli anni, molti studiosi hanno messo in atto molteplici trattamenti di supporto i quali mirano a ridurre i problemi generati dallo stesso nonchè le capacità dei pazienti.
Questi trattamenti però richiedono ore ed ore settimanali da un neurologo pediatra, da uno specialista in malattie mentali, da un esperto in disturbi dell’apprendimento, da un terapista del linguaggio o da un esperto in terapia occupazionale.

Alcune tipologie di trattamenti

I trattamenti che ad oggi sono risultati più efficienti sono i seguenti:

  • Terapia cognitivo-comportamentale: Tipologia di psicoterapia, la quale mira ad insegnare al soggetto autistico in che modo dominare e capire quali siano i comportamenti problematici o disattivi. Fatto ciò, il soggetto autistico dovrebbe diminuire varie problematiche come ridurre le manie o i gesti ripetitivi, e apprendendo nuove doti di comunicazione.
  • Interventi educativi: Non sono altro che delle attività programmate che mirano a migliorare le abilità e le capacità del soggetto.
  • Terapia familiare: Tipologia di psicoterapia che è rivolta a tutta la famiglia del soggetto autistico. Questa terapia mira a stabilire un legame tra genitori, fratelli o parenti del soggetto autistico, facendoli giocare insieme. Al fine di una buona riuscita della terapia, viene sempre consigliato ai genitori di informarsi al meglio sul disturbo e su come poter aiutare il soggetto autistico.

A tutti i soggetti autistici che sono ormai in età adulta, viene spesso e volentieri consigliato di trovare un impiego o quantomeno un’attività utile al fine di donargli un ulteriore aiuto oltre la sola terapia.
Vogliamo di seguito lasciare alcuni consigli utili per tutti quei genitori che convivono con un bambino autistico, al fine di vivere in maniera migliore l’esperienza:

  • Chiamare SEMPRE il bambino con il proprio nome.
  • Utilizzare un linguaggio semplice.
  • Parlare in maniera lenta scandendo molto bene le varie parole, aiutandosi con delle pause tra una parola e l’altra.
  • Gesticolare mentre si parla.
  • Lasciare del tempo al bambino, in modo tale che possa elaborare con calma quanto detto.

Autismo e Farmaci

Ad oggi non è stato ancora scoperto un farmaco specifico utile nella lotta contro l’autismo.
In molti casi vengono però adoperati dei farmaci utili a ridurre quantomeno i sintomi o le patologie legate al disturbo.

I farmaci utilizzati in presenza di autismo sono soprattutto:

  • Melatonina: contro i disturbi del sonno;
  • Antidepressivi o inibitori della ricaptazione della serotonina, contro la depressione;
  • Anticonvulsionanti: contro l’epilessia;
  • Metilfenidato: contro l’ADHD;
  • Antipsicotici: contro ansia o aggressività.

Questi farmaci hanno l’obbligo di prescrizione da parte del medico, in quanto portatori di gravi effetti collaterali.

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