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Prostatite: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Prostatite: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

La prostatite è un’infiammazione della prostata e delle zone circostanti ad essa, che può manifestarsi attraverso diversi sintomi, tra cui: dolore al pene, ai testicoli, all’ano, al basso addome ed alla schiena; minzioni frequenti accompagnate da fastidio; febbre; perdita di liquidi densi dal pene.

Che cos’è la Prostatite?

Al giorno d’oggi, grazie al contributo della comunità scientifica, si possono individuare quattro tipi di prostatite:

  • La prostatite cronica, anche chiamata sindrome del dolore pelvico cronico, che è la forma più diffusa. Generalmente essa può comparire in qualsiasi soggetto maschile di qualsiasi età;
  • La prostatite batterica acuta;
  • La prostatite batterica cronica;
    La prostatite infiammatoria asintomatica, la quale, come si capisce dal nome, non presenta sintomi e può essere individuata soltanto attraverso degli esami medici di routine. Anche questa tipologia può diffondersi in qualsiasi soggetto maschile di qualsiasi età.

Cos’è la prostata?

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Per capire, però, cos’è la prostatite e quali sono le conseguenze che comporta, è fondamentale capire prima di tutto cos’è la prostata. La prostata è una ghiandola appartenente all’apparato riproduttivo degli uomini, coinvolta nei processi di produzione di spermatozoi, i quali sono la base per la fertilità maschile.

Tale ghiandola è posta intorno all’uretra, all’altezza del collo della vescica, che è proprio il punto in cui l’uretra nasce. Sia la vescica che l’uretra sono due componenti del tratto urinario inferiore. L’uretra serve anche a trasportare il liquido seminale al di fuori del pene. Inoltre, la prostata può essere formata da due o più lobi (anche chiamati sezioni) rivestiti da uno strato di tessuto esterno.

Cause della prostatite

Le cause della prostatite dipendono dalla tipologia di cui si sta trattando.

In caso di prostatite cronica, o sindrome del dolore pelvico, le cause non sono ancora del tutto chiare. Alcune ricerche recenti sostengono che alcune cause potrebbero essere la composizione chimica dell’urina, l’attacco di microrganismo esterni o danni neurologici. Inoltre, una delle cause potrebbe essere anche la risposta del sistema immunitario ad una precedente infezione del tratto urinario.

La prostatite batterica, acuta o cronica, invece, è causata da un’infezione batterica della postata ed i batteri che ne sono responsabili vengono trasportati attraverso l’uretra.
In particolare, tale infezione nel tipo acuto sorge improvvisamente ed ha una durata breve; nel tipo cronico, invece, si protrae per molto tempo, a volte anche per anni.

Condizioni a rischio

Sebbene le cause non siano ancora ben identificate e scientificamente confermate, ci sono determinate condizioni che espongono i soggetti maschili maggiormente al rischio di prostatite.

Ad esempio, la prostatite è molto più diffusa nei soggetti anziani piuttosto che nei ragazzi. Inoltre, è più probabile che insorga in soggetti che l’hanno già avuta precedentemente o che hanno sofferto di infezioni al tratto urinario.

La prostatite potrebbe anche essere conseguenza dell’uso del catetere, dello stress, di manovre invasive come la biopsia o di microtraumi, come quelli che potrebbero derivare dall’utilizzo della bicicletta o dalla pratica dell’equitazione.

Sintomi della prostatite

Anche i sintomi, così come le cause, dipendono e variano al variare della tipologia di prostatite da cui si è affetti.

In caso di prostatite cronica, o sindrome del dolore pelvico cronico, i principali sintomi sono:

  • fastidio tra lo scroto e l’ano;
  • fastidio al basso addome;
  • fastidio al pene;
  • fastidio allo scroto;
  • fastidio alla schiena;
  • dolore all’uretra ed al pene dopo o durante la minzione;
  • minzione più frequente del normale (più di otto volte al giorno);
  • impossibilità di trattenere lo stimolo della minzione;
  • getto urinario debole.

Non è detto, però, che tutti questi sintomi si presentino insieme contemporaneamente, e non è detto che siano perenni. Potrebbero manifestarsi, infatti, in periodi alternati.

In caso di prostatite batterica acuta, invece, i sintomi sono leggermente differenti e potrebbero includere:

  • minzione più frequente del normale (più di otto volte al giorno);
  • impossibilità di trattenere lo stimolo della minzione;
  • senso di dolore e bruciore durante la minzione;
  • dolore ai genitali;
  • dolore all’inguine;
  • dolore al basso addome;
  • dolore alla schiena;
  • febbre;
  • brividi;
  • nausea;
  • vomito;
  • ritenzione urinaria, ossia l’impossibilità di svuotare completamente la vescica;
  • blocco urinario, ossia l’incapacità di urinare;
  • incapacità di iniziare la minzione;
  • getto dell’urina debole;
  • infezione del basso tratto urinario;
  • nicturia, ossia il bisogno di urinare frequentemente di notte.

Infine, in caso di prostatite cronica, i sintomi più ricorrenti possono essere:

  • minzione più frequente del normale (più di otto volte al giorno);
  • impossibilità di trattenere lo stimolo della minzione;
  • senso di dolore e bruciore durante la minzione;
  • dolore ai genitali;
  • dolore all’inguine;
  • dolore al basso addome;
  • dolore alla schiena;
  • dolore quando si eiacula;
  • ritenzione urinaria, ossia l’impossibilità di svuotare completamente la vescica;
  • blocco urinario, ossia l’incapacità di urinare;
  • incapacità di iniziare la minzione;
  • getto dell’urina debole;
  • infezione del basso tratto urinario;
  • nicturia, ossia il bisogno di urinare frequentemente di notte.

Come si può ben notare i sintomi della prostatite cronica e di quella acuta sono pressoché simili. Quello che cambia è la loro intensità, che risulta minore nel primo caso piuttosto che nel secondo.

Quando è necessario chiamare il medico?

Talvolta i sintomi della prostatite potrebbero non essere proprie di tale infiammazione, ma potrebbero essere sintomo di patologie più gravi, come ad esempio il cancro alla prostata.

Per cui, si consiglia di chiamare il medico nel momento in cui i sintomi si fanno più gravi, come ad esempio:

  • incapacità completa di minzione
  • dolore alla minzione e stimolo urgente e frequente
  • febbre e brividi
  • sangue nell’urina
  • dolore forte al basso addome ed al tratto urinario

Se non si dovesse chiamare il medico in tempo la situazione potrebbe degenerare, e si potrebbe arrivare a gravi complicazioni, tra cui:

  • infezione batterica nel sangue
  • formazione di un ascesso alla prostata, ossia una bolla piena di pus
  • disfunzioni del sesso
  • infiammazione delle zone circostanti alla prostata, tra cui gli organi riproduttivi

Come si svolge la diagnosi del medico?

Generalmente il medico, per formulare la propria diagnosi, di svariati elementi, tra cui quelli riportati qui di seguito.

1) Anamnesi personale e familiare

Ossia la raccolta di tutte le informazioni riguardanti la storia medica del soggetto e della sua famiglia

2) Esami fisici 

Gli esami fisici sono volti ad esaminare l’organismo del paziente, per verificare se ci sono delle anomalie, e comprendono:

  • il controllo del getto dall’uretra 
  • il controllo dei linfonodi per verificare se sono ingrossati o dolenti
  • il controllo dello scroto per verificare se è ingrossato o dolente
  • il controllo della prostata per verificare se è ingrossata o dolente, attraverso l’esplorazione rettale. Questo è l’unico esame che potrebbe causare al paziente un leggero fastidio. Il medico lo esegue facendo stendere il paziente sul fianco, rannicchiato, con le ginocchia al torace. Dopo di che introdurrà un dito lubrificato e protetto da un guanto nel retto, fino ad arrivare a palpare la prostata. Tutto ciò viene eseguito in ambulatorio e senza alcuna anestesia

3) Esami medici 

Se il medico generale non dovesse essere capace di formulare una diagnosi o di prescrivere le giuste cure, potrebbe consigliare al paziente di recarsi da un urologo, ossia un medico specializzato nel funzionamento del tratto urinario e dell’apparato riproduttivo maschile.

L’urologo si servirà di alcuni esami medici, tra cui:

  • Esami dell’urina, che prevedono che il paziente urini dentro un contenitore per poi portare il campione presso un laboratorio di analisi. Qui, l’urina può essere analizzata in tre modi: inserendovi una striscia trattata chimicamente, chiamata striscia reagente, che cambia colore in presenza di infezioni; può essere analizzata dal medico al microscopio; può essere analizzata attraverso l’urinocoltura, inserendo l’urina in un tubo contenente una sostanza che favorisce la moltiplicazione dei batteri, rendendo più facile la loro identificazione
  • Esami del sangue, per i quali il paziente dovrà semplicemente effettuare un prelievo ed inviare il campione di sangue ad un laboratorio di analisi
  • Esami urodinamici, che sono volti a verificare la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi completamente. Tali esami potrebbero comprendere l’uroflussometria, che da una misura della rapidità di svuotamento della vescica; ed il residuo post-minzionale, che da una misura di quanta urina resta nella vescica dopo il suo svuotamento. Entrambi gli esami vengono eseguiti in ambulatorio, generalmente senza anestesia
  • Citoscopia, tale esame viene eseguito in ambulatorio e con anestesia locale. L’urologo inserisce il citoscopio nel basso tratto urinario attraverso l’uretra, in modo tale da poter guardare se ci sono dei blocchi al tratto urinario
  • Ecografia transrettale, che si svolge in ambulatorio senza anestesia. Tale esame si svolge utilizzando un trasduttore, ossia un dispositivo che permette di avere un’immagine tridimensionale degli organi analizzati, attraverso l’emissione di onde sonore accanto all’organo interessato
  • Biopsia, tale esame viene svolto in ambulatorio con l’anestesia locale. Esso prevede il prelievo di un pezzo di tessuto dalla prostata, per poi farlo analizzare in laboratorio da un patologo specializzato
  • Analisi dello sperma, svolta in ambulatorio e senza anestesia. Essa prevede il prelievo di un campione di sperma da analizzare in laboratorio, per verificare la quantità e la qualità dello sperma, in modo tale da accertare la presenza o meno di infezioni

Cura e terapia per la prostatite

Le cure e il tipo di terapia in caso di prostatite variano a seconda della tipologia con cui si sta trattando.

In caso di prostatite cronica, o sindrome del dolore pelvico, l’obiettivo principale delle cure è quello di ridurre il dolore, il fastidio e l’infiammazione. Tale obiettivo può essere raggiunto in svariati modi:

  • Silodosina;
  • Inibitori della 5-alfa reduttasi, tra cui la finasteride e la dutasteride;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)z tra cui l’aspirina e l’ibuprofene;
  • Glicosaminoglicani, tra cui la condroitina solfato;
  • Rilassanti muscolari, tra cui la ciclobenzaprina e la clonazepam;
  • Neuromodulatori, tra cui amitriptillina, pregabalina e nortriptillina.

Altri trattamento che non prevedono l’assunzione di farmaci potrebbero essere:

  • bagni caldi;
  • terapia riscaldante localizzata, ad esempio con la borsa dell’acqua calda;
  • esercizi di Kegel, ossia degli esercizi muscolari pelvici che prevedono la contrazione ed il rilassamento dei muscoli del tratto urinario inferiore e della vescica;
  • rilassamento miofasciale, anche chiamato rilassamento dei trigger point miofasciali, che prevede la pressione, l’allungamento, il raffreddamento ed il riscaldamento della zona inferiore della schiena, della zona pelvica e delle cosce;
  • biofeedback;
  • fitoterapia con estratti di quercetina, polline d’api e serenoa;
  • agopuntura.

In caso di prostatite batterica acuta, la cura principale è costituita da antibiotici, generalmente per via orale da assumere per circa due settimane. Se tale trattamento non dovesse fare effetto potrebbe essere necessario continuare gli antibiotici fino ad otto settimane, o addirittura si potrebbe richiedere un ricovero per la somministrazione di antibiotici per via endovenosa.

Per evitare l’insorgenza di questa tipologia di prostatite, potrebbe essere sconsigliata l’assunzione di sostanze che irriterebbero la vescica, come alcolici, caffeina, cibi acidi e speziati; e si potrebbe consigliare di aumentare l’assunzione di liquidi, in modo tale da urinare più spesso ed espellere i batteri dalla vescica.

Infine, anche in caso di prostatite batterica cronica la cura consigliata è a base di antibiotici, tuttavia i tempi di durata sono più lunghi. L’urologo, infatti, potrebbe prescriverne l’assunzione per una durata di tempo lunga fino a sei mesi. Tuttavia ciò potrebbe non bastare e potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente per trattare il fenomeno della ritenzione e per rimuovere il tessuto cicatriziale dall’uretra al fine di migliorare il flusso di urina.

Prevenzione della prostatite

Ad oggi la comunità scientifica non ha trovato metodi di prevenzione validi e accertati. Le uniche due opzioni potrebbero essere quella di evitare l’assunzione di cibi e liquidi che irriterebbero la vescica, come la caffeina, i cibi acidi e speziati; e quella di aumentare il consumo di liquidi.

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