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Cataratta: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Cataratta: che cos'è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

La cataratta è una condizione che comporta la perdita graduale e progressiva di trasparenza dell’organo posto all’interno del bulbo oculare, ossia il cristallino. Tale organo è quello responsabile della messa a fuoco della luce e di tutto ciò che osserviamo sulla retina.

La retina è il tessuto presente sul fondo dell’occhio che trasmette le immagini ricevute attraverso il cristallino al cervello trasformandole in impulsi nervosi.

Tale condizione è molto diffusa soprattutto nei soggetti anziani che raggiungono circa gli ottant’anni, può colpire entrambi gli occhi oppure uno solo, ma è esclusa la possibilità di contagio tra i due. Proprio in quanto processo graduale, la cataratta inizialmente manifesta dei sintomi molto blandi, ai quali si può porre rimedio grazie ad occhiali o lenti d’ingrandimento.

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Tuttavia, con il procedere dei sintomi l’unica alternativa valida per la guarigione sarà la chirurgia, la quale può offrire una soluzione permanente sostituendo il cristallino con una lente artificiale.

Cause della cataratta

Il cristallino si compone di acqua e proteine, le quali sono disposte secondo una struttura ordinata e ben precisa, che permette al cristallino di assorbire immagini quanto più nitide possibili e di far passare la luce.

Tuttavia, con il corso del tempo tali proteine possono invecchiare, degradarsi o addirittura sovrapporsi tra loro, bloccando il passaggio di luce e rendendo le immagini meno nitide, portando alla formazione della cataratta.

La cause alla base della degradazione delle proteine sono svariate, tra cui ad esempio:

  • l’età
  • la pressione alta
  • il diabete
  • uno stile di vita poco sano
  • il consumo di alcolici
  • il fumo
  • una dieta priva di frutta, verdura e Vitamina A
  • l’ambiente che ci circonda, inquinato da tossine, radiazioni o raggi UV
  • l’ereditarietà e la predisposizione genetica
  • forti traumi

Generalmente il processo di degenerazione inizia circa tra i 40 ed i 50 anni, ma i sintomi più evidenti si manifestano soltanto dopo i 60.

Sintomi della cataratta

I sintomi più ricorrenti della cataratta sono i seguenti:

  • visto offuscata e sfocata
  • colori che appaiono sbiaditi
  • incapacità di vedere di notte
  • visione doppia
  • percezione di luci artificiali e naturali come eccessivamente potenti e comparsa di bagliori
  • visione di aloni intorno alle fonti di luce

Tali sintomi sono frutto di due cambiamenti che avvengono all’interno dei nostri occhi.

Prima di tutto, come già detto, c’è il processo di degradazione delle proteine che rende le immagini percepite meno nitide. Naturalmente tale processo è lento e graduale, ed avanza con l’età.

In secondo luogo, c’è un cambiamento di colore del cristallino, che passa da trasparente a giallo/marrone. In tal modo sarà alterato, quindi, anche il naturale colore degli oggetti che guardiamo.

Diagnosi della cataratta

Il primo passo che il medico dovrà compiere per la diagnosi della cataratta sarà un’anamnesi completa della storia medica del paziente, ed in particolare dei suoi occhi.

Dopo ciò, si dovrà passare ad alcuni esami specifici, a seconda dei risultati dell’anamnesi, quali ad esempio un esame biomocrosopico con lampada a fessura, ed un esame della rarefazione e dell’accuratezza visiva.

Intervento chirurgico

Inizialmente i sintomi della cataratta sono tanto lievi da poterli gestire grazie a nuovi occhiali, ad un’illuminazione più nitida, a particolari occhiali da sole o a lenti di ingrandimento.

Tuttavia, nel momento in cui la cataratta interferisce con la nostra vita quotidiana, impedendoci di compiere le azioni più semplici, è assolutamente consigliato l’intervento chirurgico.
E’ una delle operazioni più praticate al giorno d’oggi e le percentuali di successi sono molto elevate: si parla della buona riuscita di circa il 90% dei casi.

In alcuni casi, tuttavia, i medici consigliano ai pazienti di sottoporsi all’intervento anche se non strettamente necessario. Ad esempio quando ostacola la cura ed il trattamento di altre patologie dell’occhio, come la degenerazione maculare o la retinopatia diabetica.

Procedura dell’intervento

In generale l’intervento consiste nella sostituzione del cristallino con una lente artificiale, la sua durata è di circa un’ora, avviene in anestesia locale e i pazienti possono tornare a casa accompagnati subito dopo.
Nel caso in cui l’intervento sia necessario ad entrambi gli occhi, tra i due devono passare almeno quattro settimane.

Si consiglia, inoltre, di non mangiare o bere niente durante le dodici ore che precedono l’intervento. Una volta arrivati in ospedale, poi il medico provvederà ad applicare nell’occhio da operare delle gocce che servono a dilatare la pupilla, a lavare e pulire l’occhio.

Recupero post-operatorio

Generalmente il recupero post operatorio dura circa otto settimane.

Durante questo arco di tempo bisognerà astenersi dall’esporre l’occhio operato alla luce del sole, attraverso bende o occhiali scuri; bisognerà evitare di strofinarlo e tamponarlo; bisognerà evitare di sollevare oggetti pesanti; bisognerà utilizzare i colliri prescritti dall’oculista.

Inoltre, sarà possibile avere degli effetti collaterali come prurito, piccole perdite di fluidi, sensibilità al tatto e alla luce.

Possibili rischi dell’intervento

Nonostante l’elevata percentuale di successi, anche l’intervento alla cataratta può comportare rischi e complicazioni.

Tra i principali rischi ci sono sicuramente infezioni e sanguinamenti, nei casi peggiori anche la perdita della vista, distacco della retina, miopia, arrossamento, gonfiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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