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Vitiligine: che cos’è, cause, sintomi e possibili cure

Vitiligine: che cos'è, cause, sintomi e possibili cure

La Vitiligine è una patologia che si abbatte sui melanociti, ovvero le cellule produttrici di melanina, che non è altro che quel pigmento che conferisce il colore alla pelle. Da questo attacco, vengono generate sulla cute delle particolari chiazze bianche, dette anche ipocromiche o acromiche.

Che cos’è la vitiligine?

La vitiligine non è contagiosa e può riversarsi sia su soggetti di sesso maschile che su soggetti di sesso femminile, in particolare dai 10 ai 20 anni. Bisogna sottolineare il fatto che la malattia colpisce in particolare i soggetti che soffrono di diabete, ipo e ipertiroidismo, alopecia areata e anemia perniciosa. 

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Ogni chiazza bianca generata dalla vitiligine è a sé, infatti possiamo farne una suddivisione in:

  • vitiligine universale, che si sviluppa su quasi tutto il corpo;
  • generalizzata, diffusa in diverse zone;
  • localizzata, che interessa solo alcune parti in una piccola zona;
  • segmentale, che si sviluppa su solo un lato del corpo e una singola zona (come per esempio un braccio);
  • vitiligine localizzata segmentale che è una forma più rara, la maggior parte dei casi, si intende la vitiligine bilaterale dove le chiazze bianche sono sviluppate in maniera equivalente su tutt’e 2 i lati de corpo;
  • acrofacciale, le macchie si sviluppano solo sulle estremità e sul volto;
  • perinevica, le macchie generano un alone bianco e circondano un neo.

Cause della Vitiligine

A lungo si è ipotizzato su quali possano essere le cause portanti della comparsa di questa malattia, oltre ovviamente alla mancanza di melatonina.
Degli studiosi hanno pensato alla vitiligine come una malattia autoimmune, dove il sistema immunitario andrebbe ad intaccare i melanociti.

Altri hanno invece ipotizzato che la malattia sia prettamente legata alla genetica, visto che si è osservato, almeno nel 30% dei casi, che fosse presente in più membri di una sola famiglia. A detta di altri studiosi, invece, potrebbe essere generata da altri fattori quali:

  • Stress ossidativo, generato da un aumento di perossido di idrogeno;
  • Anomalie nel sistema nervoso;
  • Molecole nocive, generate dai melanociti;
  • Traumi;
  • Scottature profonde;
  • Disturbi a livello alimentare e digestivo.

In alcuni casi, la vitiligine insorge soltanto dopo una prima esposizione solare, laddove le chiazze bianche tendono a diventare di colore rosso, e di conseguenza più visibili.

Sintomi della Vitiligine

Il primo sintomo, e di conseguenza quello più noto, è la comparsa delle macule, che non sono altro che delle chiazze depigmentate, che con il passare del tempo possono sia accrescere che diramarsi in altre zone del corpo. Ciò dipende anche da soggetto a soggetto; c’è chi sviluppa una situazione più grave, ma anche chi resta stabile nella sua condizione per diversi anni. Nel caso in cui la vitiligine sia affiancata al prurito, sarà questo sintomo di peggioramento, che si ha però soprattutto nella stagione primaverile.

Come appena visto la vitiligine è una malattia che può diffondersi su tutta la cute del corpo, ma le macchie, la maggior parte delle volte, tendono a comparire in zone più specifiche, e in particolare: volto, mani, piedi e organi sessuali.
Vi possono essere soggetti che contraggono la malattia su peli, capelli, barba, ciglia o sopracciglia; in questi casi, il pelo, qualunque esso sia, tende a depigmentare e quindi ad imbiancarsi.
Altri, infine, possono contrarla anche su labbra e retina, ovvero il colore degli occhi; per fortuna però nessuno ha riportato la perdita della vista.

Possibili cure per la Vitiligine

La prima cosa che bisogna dire è che la vitiligine non è curabile, ma si deve ad ogni modo trattare la patologia, al fine, non solo di evitare eventuali peggioramenti, ma anche di migliorare i sintomi (questo avviene in particolar modo nella stagione estiva).

È possibile utilizzare determinati prodotti di dermocosmesi, che possono aiutare a diminuire la differenza di colore tra le chiazze e la pelle, ma anche creme di cortisone, le quali diminuiscono l’infiammazione, ripigmentando le chiazze (questo però si ha in particolare nelle fasi iniziali della patologia).

I bambini che vengono sottoposti ad eventuale terapia, ottengono risultati migliori, mentre i pazienti con un margine d’età superiore ai 40 anni, noteranno i primi risultati, soltanto a partire dei successivi 3 o 6 mesi dall’inizio della terapia, prolungandola per almeno 2 anni.

E’ possibile sottoporsi a fotochemioterapia con raggi UVA o raggi UVB, la quale ripigmenta la pelle diminuendo i possibili effetti collaterali nonchè la risposta immunitaria.
Ad ogni modo, non è semplice trovare una cura che risulti efficiente; infatti ad oggi, viene sempre più spesso consigliato dagli esperti di affidarsi a farmaci, integratori e qualche volta a fototerapia; ciò tenendo sempre conto della fase in cui si trova la patologia, e di utilizzare sempre protezioni solari in estate, al fine di difendere l’aria con chiazze, senza accentuarla con l’abbronzatura.

Ancora in via di sviluppo è invece il trapianto dei melanociti. 

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