1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle Vota
Loading...

Sindrome ADHD: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Sindrome ADHD: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere un fastidio cerebrale costituito dal complesso di atteggiamenti comportamentali che costituiscono una contigua disavvertenza oppure abitudinarietà di impulsi avente la capacità di contrastare con la funzionalità e la fuoriuscita neurologica del paziente affetto, è la sindrome ADHD (sindrome da defiticit di attenzione e iperattività).

Che cos’è la Sindrome ADHD?

Le sintomatologie peculiari risultano essere:

  • mancata attenzione, e dunque complessità di avere elevata la circospezione su determinate attività, così come la mancata capacità di strutturare correttamente il piano per il raggiungimento degli scopi
  • iperattività, e dunque essenzialità di spostarsi contiguamente, ugualmente nei momenti di mancata congruenza. Negli soggetti adulti risulta possibile evidenziarla con elevata irrequietudine
  • impulsività, che subentra con funzioni accelerate, ovviando l’essenziale valutazione degli esiti e sotto forma di voglia di retribuzione istantanea e inabilità di rimandare la l’appagamento
Pubblicità
Aloe Ferox Bioness

Le sintomatologie della sindrome ADHD risultano evidenti sin dall’infanzia, accrescendosi di volta in volta in compresenza di modificazioni.

Tuttavia, risultano evidenti nell’età compresa fra i 6 e i 12 anni. Gli infanti si presentano maggiormente operosi ed istintivi a differenza degli altri. Codesti atteggiamenti comportamentali comportano problematicità durante i rapporti, nel corso dell’attività cognitiva e durante gli atteggiamenti comportamentali.

Per tale motivazione, gli infanti affetti da ADHD risultano difficoltosi da controllare e manifestano problematicità del comportamento. Oggi giorno non risultano noti i moventi a seconda della formazione della sindrome, sebbene l’orientazione odierna congetturi l’esito di una coesione di quesiti di gene e ambientali.

Anticamente si credeva che l’ADHD sanasse volontariamente con lo sviluppo, contrariamente ai giorni odierni dove il tutto viene contrariato. Le sintomatologie solitamente progrediscono con l’avanzamento dell’età, sebbene molteplici soggetti aventi codesto fastidio spesso continui a presentare problematicità, solitamente coese a fattori connessi, quali fastidi dell’assopimento e dell’ansia.

Cause della Sindrome ADHD

Le presupposizioni odierne affermano che la sindrome di ADHD non presenti un singolare movente, altresì risulti essere esito di apprestamento genetico e ambientale. Ricerche su soggetti gemelli attestano che l’ADHD risulti coeso ad un elevato movente ereditario.

Il fastidio si presenta in particolari complessi familiari e gli studi affermano che non soltanto i parenti altresì anche i fratelli di un bambino affetto dal fastidio risultano coesi ad un pericolo maggiore a differenza del popolo complessivo di essere affetto dal medesimo fastidio.

Studi svolti nel corso dei 40 anni hanno affermato preponderanti diversificazioni nel sistema nervoso di coloro che sono affetti da ADH, sebbene il giusto concetto di codeste differenze non risulti essere limpido. Risultano differenti le tempistiche di sviluppo organica, i pareggiamenti fra i differenti neurotrasmettitori e la grandezza di determinate strutture cerebrali.

L’ambito letterario ad oggi non attesta il parere del popolo in merito all’ADHD movente della:

  • consumazione preponderante di dolcificanti
  • utilizzo elevato del televisore
  • quesiti familiari e sociali quali miseria e ambienti di sviluppo dal ridotto apporto salutare

sebbene codeste situazioni risultano movente di aggravamento nelle sintomatologie e nei segnali dell’ADHD. L’affabilità risulta essere genetica, sebbene ad oggi differenti studi genetici risultino coesi a codesto fastidio.

Il consumo di nicotina durante la fase di gestazione, l’utilizzo di droghe ed esporsi alle sostanze tossiche accresce il pericolo di nascite di bambini affetti da ADHD. L’eccessivo consumo di bevande alcoliche e droghe nel corso della gestazione riduce la funzione neurologica che sviluppano i neurotrasmettitori. Ugualmente le donne durante la fase di gestazione che si espongono a sostanze dannose ambientali aumentano le probabilità di pericolo di far nascere bimbi aventi la sindrome da ADHD.

Esporre l’infante a sostanze tossiche ambientali, aumentano il pericolo di manifestare problematicità del comportamento e della crescita. Esporsi al piombo, particolarmente presente all’interno delle vernici e delle tubature delle strutture antiche risulta coesa agli atteggiamenti comportamentali di distruzione e aggressivi e alla riduzione delle potenzialità di concentramento. Additivi alimentari, quali coloranti e conservanti artificiali, coadiuvano agli atteggiamenti comportamentali iperattivi.

I dolcificanti risultano essere maggiormente soggetti dall’iperattività, sebbene non vi siano corroborazioni chiare in merito a codeste argomentazioni. Accrescono le probabilità di nascita precoce nonché danneggiamenti cerebrali nel cuore della madre e durante le prime fasi della nascita. La sindrome ADHD compromette gli uomini e solitamente subentra congiuntamente ad ulteriori fastidi, quali:

  • fastidi di cognizione, quali dislessia
  • fastidio opposizionale
  • ansia e depressione
  • accrescimento dei pericoli di uso di droghe

Sintomi della Sindrome ADHD

La distrazione, l’agitazione e l’istintività risultano essere atteggiamenti comportamentali che costituiscono l’atteggiamento comportamentale dei soggetti affetti da ADHD. Le sintomatologie risultano essere difficoltosi da catalogare, poiché non risulta esemplificato differenziare con sicurezza una distrazione fisiologica e l’agitazione necessita di consultazione specialistica.

Gli infanti in buona salute risultano affetti da disattenzione, iperattività oppure impulsività e risulta essere regolare che gli infanti durante la fase antecedentemente alla scuola tendono ad essere distratti e non hanno la capacità di accentrarsi per lunghi lassi temporali. Ugualmente negli infanti di età avanzata e durante la fase adolescenziale la potenzialità di concentramento varia in base all’interessamento in relazione alla funzione. Medesima affermazione riguarda la vivacità.

Gli infanti risultano avere maggior vigore e dunque tendono ad espletare il vigore di qualunque soggetto adulto antecedentemente al raggiungimento della stanchezza. In aggiunta, risulta possibile essere affetti da iperattività nel momento in cui sono affetti da stanchezza, appetenza, ansia e sono posti in una struttura ambientale innovativa. Determinati soggetti, alfine, risultano maggiormente vivaci rispetto agli ulteriori.

La diagnosi dell’ADHD prevede l’evidenziazione delle sintomatologie in condizioni differenti per sei mesi affinché si evidenzino particolari comportamenti differenti dai coetanei. Le sintomatologie permettono di differenziare la sindrome a seconda della preminenza di fattori di:

  • vivacità – istintività, il soggetto tende ad agitarsi e conversare eccessivamente, avendo complessità del rimanere immobili per lunghe tempistiche. Gli infanti hanno la capacità di camminare, balzare e scalare contiguamente. I soggetti sono infastiditi ed hanno problematicità con l’istintività, che subentrano disturbando ulteriori soggetti che conversano oppure che scherzano utilizzando giocattoli di ulteriori soggetti o che conversano in tempistiche inappropriate. Risulta difficoltoso oppure improbabile pazientare oppure origliare consigli e insegnamenti. Una persona affetta da impulsività risulta essere affetto da sventure
  • mancata attenzione, risulta essere solitamente insuperabile progettare un’attività e inseguire indicazioni oppure dialogare. Il soggetto tende a distogliere l’attenzione con facilità e scordare particolari della quotidianità
  • aspetti coesi

Disattenzione

Il soggetto affetto da sindrome ADHD ha sintomatologie similari nel caso in cui l’età risulta al di sotto dei 17 anni. L’evidenziazione delle sintomatologie subentra in due momenti differenti per circa 6 mesi.

Ha difficoltà a focalizzare le caratteristiche oppure sbaglia a causa di inattenzioni durante gli esami a scuola, nelle strutture lavorative e nel corso dei mestieri. Presenta complessità a contenere l’accortezza sulle attività e difficoltà nel sentire l’interlocutore. Non ascolta le indicazioni e non conclude gli esercizi a scuola oppure le mansioni lavorative.

Tende ad avere complessità nell’organizzazione, ed ovvia lo svolgimento di mansioni che necessitano affaticamento psichico per tempistiche prolungate. Dimentica gli strumenti essenziali per lo svolgimento di esami ed ulteriori mansioni poiché perennemente soggetto a distrazione. Risulta essere solitamente maldestro durante il giorno.

Vivacità e impulso

Il soggetto affetto da ADHD manifesta:

  • irascibilità e agitazione
  • non ha la capacità di restare quieto nei casi di necessità
  • ha complessità nel camminare e saltare
  • ha complessità nel cooperare con altri
  • conversa molto
  • tende a dare risposte ovviando la riflessione
  • manifesta complessità nel dover attendere
  • si intromette nei discorsi degli altri

Ulteriori sintomatologie

Vi è il sospetto che l’atteggiamento comportamentale dell’infante risulti causa della mancata attenzione, dell’iperattività e degli atteggiamenti comportamentali contigui che hanno una durata superiore ai 6 mesi e subentrano in differenti momenti.

Tendono inoltre a fermare e causare turbamento durante le mansioni a scuola e le attività ricreative. Comporta problematicità nel relazionarsi causando iperattività e disattenzione. Gli uomini hanno un’elevata preponderanza di ribellione contrariamente alle donne che sono affette da problematicità di concentramento.

Nel caso in cui il bambino dovesse evidenziare pertanto codeste sintomatologie, si consiglia il consulto specialistico. Quest’ultimo risulta essere essenziale al fine di ovviare malattie fisiche che risultano essere movente delle complessità dell’infante.

Nel caso in cui il bambino dovesse sottoporsi a trattamenti curativi, si consiglia di sottoporsi a visita medica ogni 6 mesi. È bene tenere a mente che il consulto specialistico risulta essenziale nel caso in cui l’infante manifesta effetti collaterali causa dei prodotti farmacologici. Determinati soggetti in trattamento curativo con stimolatori tendono a non avere fame e presentano problematicità nel contenere il livello di crescita. Ciò nonostante, è possibile che giungano al tasso di sviluppo durante la fase adulta.

Diagnosi della Sindrome ADHD

La diagnosi della sindrome di ADHD viene svolta mediante esami in relazione alle sintomatologie. Lo specialista successivamente alla visita, sottopone il soggetto a test per evidenziare problematicità salutari con sintomatologie similari all’ADHD.

La diagnosi risulta essere un procedimento che presenta differenti fattori e non vi è un solo test al fine di redigere una diagnosi patologia. Sebbene negli USA si consulta il Manuale diagnostico e statistico dei fastidi mentali (DSM), in Europa si predilige l’ICD-10.

Tuttavia, l’Istituto Superiore di Sanità Italiano fa riferimento ad ambo i trattamenti. Risulta alfine esposta dall’American Academy of Pediatrics un articolo in merito alla diagnosi. Un fattore essenziale risulta essere l’essenzialità di redigere un’accurata quotazione dell’anzianità e dunque fattori di patologia, quali:

  • emotività e atteggiamenti comportamentali, con presenza di ansia, depressione, provocazione
  • fastidi della crescita, quali i fastidi del condotto uditivo
  • fattori fisici, e dunque tic e apnea notturna

Al fine di redigere la diagnosi, l’infante manifesta:

  • un elevato numero di sintomatologie legate alla mancata attenzione
  • un elevato numero di sintomatologie legate alla vivacità e all’impulsività

L’infante inoltre tiene a bada elevate simbiosi, inerenti alla presenza di sintomatologie per circa 6 mesi e la dimostrazione di sintomatologie antecedentemente ai 12 anni. Manifesta sintomatologie che compromettono lo stile di vita relazionale e a scuola.

Contrariamente, per quanto concerne la diagnosi nei soggetti adulti, manifesta elevata complessità, poiché l’ambito scientifico non ha evidenziato esiti chiari in merito alle sintomatologie evidenziate dall’adulto. Laddove non vi siano possibilità in merito all’affermazione del soggetto, risulta essenziale fare allusione ai parenti e ai docenti del soggetto.

Il criterio redatto nell’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems dell’Organizzazione Mondiale della Sanità risulta essere maggiormente circoscritto e necessita di presenza di:

  • sintomatologie di vivacità
  • impulsività
  • mancata attenzione

In relazione alla diagnosi, risulta fare fede a fattori quali:

  • presenza prematura
  • complessità in differenti situazioni
  • esclusione dalla diagnosi di fastidi dell’ansia, dell’umore, della formazione e schizofrenia

Possibili cure della Sindrome ADHD

Sebbene non vi siano trattamenti per l’ADHD, le cure incentivano la riduzione delle sintomatologie.

Prodotti farmacologici

Un elevato tasso di soggetti, il prodotto farmacologico ha la capacità di abbassare le sintomatologie coese all’eccessiva vivacità e all’eccessivo impulso, agevolando di conseguenza le potenzialità di cognizione, attività lavorativa e scolastica.

I prodotti farmacologici permettono di operare azione stimolatrice al fine di accrescere la dopamina nel sistema nervoso, e dunque neurotrasmettitore che opera funzione fondamentale per la mente e l’accortezza. I prodotti farmacologici non operanti funzione stimolatrice necessitano una maggior tempistica per l’iniziazione del vantaggio, sebbene accrescano la cognizione e l’impulso.

Ugualmente gli antidepressivi non risultano affermati per il trattamento dell’ADHD, sebbene vengano adoperati per la cura dei soggetti di età avanzata, in quanto aventi la capacità di accrescere i quantitativi di dopamina e noradrenalina nel cervello

Psicoterapia

Nel corso degli anni risultano evidenziati differenti trattamenti psicoterapici al fine di agevolare gli infanti e i soggetti in età adulta aventi ADHD, sebbene i benefici risultino differenti da soggetto a soggetto.

Fra le cure maggiormente vantaggiose, è bene tenere a mente il trattamento cognitivo comportamentale, avente la capacità di cambiare l’atteggiamento comportamentale del soggetto, in quanto il soggetto impara a tenere sotto controllo l’atteggiamento comportamentale e tenere sotto controllo l’arrabbiatura, pazientando antecedentemente all’azione. Gli specialisti della terapia insegnano agli infanti preponderanti attitudini relazionali, quali la potenzialità di pazientare e prestare giochi.

Apprendere la lettura dell’espressività facciale e il tono vocale replicando in maniera congrua risulta essere parte della terapia. Per tale motivazione, si consiglia di:

  • donare affetto ai propri bambini
  • svolgere uno stile di vita specifico
  • redigere un planner organizzativo per gli stumenti di utilizzo giornaliero
  • redigere un planner organizzativo per lo svolgimento degli esercizi scolastici
  • gratificare il proprio bambino

Negli adulti, invece, si consiglia di:

    • seguire uno stile di vita regolare
    • redigere una lista per l’organizzazione giornaliera
    • usare un planner al fine di sottoscrivere attività lavorative ed eventuali eventi
    • comprendere come dividere attività che permettono una gestione ridotta, in maniera da compensarsi durante il raggiungimento degli obiettivi
Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.