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Ribosio: che cos’è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Ribosio: che cos'è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Risultante essere un monosaccaride facente parte del complesso familiare dei pentosi, è il D-ribosio, composto da una struttura scheletrica di carbonio avente 5 atomi di carbonio, e racchiuso al fine di costituire un complesso ciclico ad anelli con differenti complessi ossidrili che si propagano destralmente.

Che cos’è il Ribosio?

Con atmosfera climatica mite, il ribosio risulta rintracciabile sotto forma di polverina biancastra, sprovvista di profumo, scioglibile nell’ambiente acqueo a 20°C e composta organoletticamente parlando da un gusto dolce.

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La struttura comunitaria furanosica degli anelli di carbonio permette a codesto dolcificante di congiungere, mediante una coesione B-glicosidica, un composto di azoto, permettendo pertanto la produzione di un nucleoside e di complessi di fosforo, che agevolano il riassunto dei nucleotidi, essenziali per la natura.

Dove si trova il Ribosio?

Sebbene il D-ribosio risulti essere un componente solitamente rintracciabile all’interno delle strutture cellulari, dunque ugualmente all’interno dei differenti cibi, non risulta probabile trovare sorgenti alimentari aventi la capacità di conferire concentrati favorevoli di codesto dolcificante.

Sebbene tutto questo, l’organismo ha la capacità di apportare il giusto bisogno quoditiano di codesta sostanza mediante il condotto dei pentosi fosfati, che permettono di cambiare il glucosio, alquanto rintracciabile in elevati quantitativi nell’ambito naturale, sotto forma di ribosio, con annessa formazione congiunta di corrispondenti elementi di riduzione ottimali al fine di contenere le caratteristiche benefiche antiossidanti cellulari.

Per quanto concerne l’ambito dell’industria, dunque, i differenti integratori di ribosio tendono ad essere ricavati mediante processi che usano i bioreattori del lievito e delle sostanze battericide sotto forma di sostrato dello sciroppo di granoturco, che tende ad essere sottoposto ad analisi e procedimenti di depurazione, al fine di ottenere una sostanza pura al 100%.

La sostanza pura risulta naturalmente legata ai procedimenti tecnici di estrapolazione e purezza adoperati, prendendo in considerazione che, ricerche accurate, solitamente portano la sostanza ad essere contaminata da dei dolcificanti diversificati rispetto al ribosio.

Proprietà del Ribosio

Così come accade per gli integratori alimentari acquistabili in commercio, lo stesso ribosio tende ad essere intricato all’efficienza per i processi di integrazione, propagando in maniera errata gli esiti clinici, e dunque ricavati sui soggetti affetti da malattie specifiche, i soggetti praticanti sport e gli appassionati dell’esercizio fisico.

Per tale motivazione, prendendo in considerazioni le generalità rintracciabili nell’ambito letterario, risulta opportuno ordinare precisando determinati principi essenziali in merito alle veritiere efficienze e validità in merito alla congiuntura col ribosio.

Ribosio e muscolo cardiaco

Fra i benefici coesi all’uso del ribosio, risulta contiguo rintracciare la proprietà di rinforzamento della pompetta del cuore all’agevolazione salutare cardiovascolare.

Sebbene nell’ambito letterario scientifico sia attestata l’efficienza di codesto dolcificante per quanto concerne l’agevolazione della congiuntura cardiaca susseguentemente al bypass arterioso, nell’abbassamento dei danneggiamenti coesi agli avvenimenti dell’ischemia del miocardio e per quanto concerne il sostenimento delle caratteristiche benefiche vigorose del muscolo cardiaco nei fattori di insufficienza cardiaca congestizia, durante il quale risulta probabile trasferire ai soggetti in buona salute e ai soggetti che praticano sport agonistico i benefici attestati sui soggetti con gravi patologie, per cui risulta supposto un trattamento terapico farmacologico e di chirurgia.

Ribosio e efficienza muscolare

In tal contesto, sebbene vi siano ricerche aventi la capacità di attestare l’efficienza del ribosio per quanto concerne l’agevolazione delle caratteristiche vigorose del muscolo scheletrico in caso di fibromialgia, risulta del tutto banale l’azione ergogenica nei soggetti in buona salute e praticanti sport.

Ribosio e attività sportiva

Al fine di capire la lontananza da parte dell’ambito scientifico letterario e dalle corrispettive ingannevoli aspettative custodite dall’efficienza del ribosio nell’attività sportiva, risulta bastevole acculturarsi in merito alle differenti ricerche edite.

Pertanto, vantaggiosi esiti risultano presenti su:

  • J Strength Cond Res.2006 Aug; 20(3):519-22: all’interno dell’esame Wingate svolto su 11 pazienti di sesso maschile, la somministrazione per via orale del ribosio non risulta attestare benefici in merito alle prestazioni di codesti sportivi
  • Int J Sport Nutr Exerc Metab.2005 Dec; 15(6):653-64: la somministrazione congiunta al D-ribosio non ha presentato esiti in merito alle potenzialità anaerobiche nei soggetti maschili che svolgono attività ciclistica susseguentemente ad una preponderante attività fisica
  • Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2003 Mar; 13(1):76-86: la somministrazione orale congiuntamente al ribosio a 10 gr/die non ha agevolato nè le funzionalità anaerobiche dei soggetti in buona salute che svolgono attività fisica e nemmeno nei markers anabolici di defaticamento della muscolatura
  • J Strength Cond Res. 2003 Feb; 17(1): 47-52: la somministrazione congiunta al D-ribosio non ha attestato l’accrescimento vantaggioso in merito all’attività ciclistica

Ciò nonostante, aldilà delle diversificate ricerche prettamente negative in merito all’efficienza ergonenica della somministrazione congiunta al D-ribosio durante l’attività di sport, un’attività odierna svolta durante il 2009 ha affermato che la somministrazione congiunta a codesto dolcificante (7 g sciolti all’interno di 250 ml d’acqua), da somministrare antecedentemente e susseguentemente all’attività fisica, abbiano la capacità di abbassare notevolmente i quantitativi ematici e di minzione delle malonildialdeide e del glutatione ossidato, inibitori del danneggiamento ossidativo.

Codesti tassi rinforzano le congetture dell’efficente azione antiossidante svolta dal Ribosio, ottimale per i soggetti praticanti differenti sport, al fine di salvaguardare i complessi muscolari e dei tendini da eventuali situazioni di lesione causa dei generi di reazione dell’ossigeno.

Utilizzi del Ribosio

Il D-ribosio tende a svolgere azione essenziale in merito al contenimento dell’omeostasi cellulare e tissutale, operando in diverse reattività di fattore energico e anabolico così come celluloidale.

Risulta conosciuta l’operosità di codesto dolcificante in merito alla:

  • formazione di vigore, mediante il percorso non ossidativo delle vie dei pentoso fosfati, che permette la modificazione dei pentosi (quale il D-ribosio) sotto forma di anaboliti inframmentati all’interno del condotto neoglucogenico, essenziale per la formazione del glucosio nel corso delle fasi di astinenza oppure di accrescimento
  • riassunto dell’ATP, ribonucleotide essenziale per i procedimenti di vigore aventi la capacità di espellere vigore mediante la corrispettiva idrolisi
  • riassunto di proteine e suddivisione delle cellule, formando il dolcificante essenziale per il riassunto degli acidi nucleici
  • riassunto degli aminoacidi essenziali per quanto concerne il complesso strutturale ed anabolico, quali: istidina, glutammina, glutammato, prolina e arginina
  • regolamentazione del fattore di ossido-abbassamento delle cellule, essenziale al fine di salvaguardare la cellula dalle stimolazioni di lesione causa delle sostanze reattive all’ossigeno

Per tale motivazione, il D-ribosio tende ad essere adoperato specialmente nel campo dello sport sotto forma di integratore ergogenico e ricostituente. L’utilizzo dello stesso, tuttavia risulta differente a seconda del soggetto, della salute dello sportivo, delle peculiarità di regime alimentare e delle corrispettive necessità.

Controindicazioni del Ribosio

L’utilizzo del D-ribosio, specialmente in particolari situazioni e con dosi elevate, causa il subentro dell’ipoglicemia, dell’iperuricemia, dell’iperuricosuria, della dolenza all’addome crampiforme, del voltastomaco e della dissenteria. Risulta pertanto non raccomandato a soggetti affetti da ipersensibilità ai principi attivi.

Non risulta conosciute le eventuali interazioni farmacologiche, sebbene risulti essenziale sottoscrivere la reazione anabolica in merito al trattamento terapico ipoglicemizzante. Si sconsiglia la somministrazione a soggetti in fase di gestazione e nutrimento del neonato. Essendo un dolcificante, l’utilizzo richiede prescrizione specialista, specialmente se si è soggetti affetti da diabete, iperglicemia, iperuricemia, sindrome anabolica e obesità.

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