1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle Vota
Loading...

Onicofagia: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Onicofagia: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Risultante essere il vizio di mangiare costantemente le unghia causa di stress ed eccessivo nervosismo, o causa di monotonia ed inoperosità è l’onicofagia.

Codesta abitudine risulta essere un fastidio dei fomenti e rientra nei peculiari atteggiamenti nevrotici ed ossessionanti che causano atteggiamenti quali il succhiare il pollice, rompere le pelli attorno all’unghia oppure mordere le labbra.

Risulta pertanto essere uno scoppio inconscio, causa dell’eccessiva trepidezza all’interno, e che subentra sotto forma di imbarazzo. Spesso, risulta essere un atteggiamento di transizione che non ha cause preponderanti.

Sintomi dell’Onicofagia

L’onicofagia causa dolenza, fuoriuscita di sangue e rossori del letto ungueale, nonché il deterioramento dell’eponichio, di quella parte di cute che è presente lateralmente ed al di sotto dell’unghia, cosiddetta cuticola.

Pubblicità
Aloe Ferox Bioness

Nel momento in cui quest’ultime risultano essere eliminate scorrettamente, causano infezioni da batterio oppure virali, quali onicomicosi, paronchia, patereccio. In aggiunta, coloro che sono affetti da onicofagia, tendono a portare all’interno della cavità orale, microrganismi che si assestano inferiormente all’unghia.

L’infezione del tessuto periungueale risulta essere la paronichia, tipologia di patereccio, posto nella zona limitrofa all’unghia, e causa dell’entrata di germi piogeni mediante lievi traumi. La stessa saliva tende ad essere causa di rossori ed infezioni localizzate. La patologia risulta connessa alla sindrome dei denti e causa traumi alle gengive, logoramenti agli incisivi, assorbimento radicolare apicale e scorretta chiusura dei denti anteriori, nonché preponderanti propagazioni di infezioni alla cavità orale (quali, ossiuri e batteri dell’ano).

Contrariamente, l’onicofagia sviluppata nel corso dell’infezione da Herpes simplex virus, ha la capacità di causare giradito erpetico superficialmente alla falange del dito mordicchiato. Ulteriore danneggiamenti dentale, risulta essere la caria, in quanto tende ad essere compromessa la sostanza adamantina.

La deglutizione delle rimanenze dell’unghia causa problematicità allo stomaco. Alfine, la contigua presenza prolungata del fastidio compromette con la regolare formazione ungueale causando cambiamenti alle dita. Per quanto concerne l’ambito sociale, una mano con unghia mangiate dà la sensazione di soggetto introverso, con poca sicurezza di se stesso, e che ricorre al disturbo al fine di tenere sotto controllo l’arrabbiatura.

Ulteriori fattori dell’onicofagia, riguardano il controllo dell’ansia e dell’eccessiva monotonia. La stessa patologia risulta connessa ad ulteriori fastidi contigui, quali:

  • Dermatillomania, e dunque scombussolamento dell’accertamento impulsivo che causa il soggetto a sfregarsi oppure tagliare la cute del volto e del corpo, al fine di eliminare macchie e problematicità della cute veritiere oppure fittizie.
  • Dermatofagia, fastidio durante il quale il soggetto mordicchia continuamente la pelle attorno all’unghia, fino a che non fuoriesce sangue e causa l’alterazione del colorito ungueale per lunghe tempistiche.
  • Tricotillomania, e dunque fattore che vede lo strappare capelli, ciglia, sopracciglia, peluria della barba, peli pubici ed ulteriori peli del corpo.

Cause dell’Onicofagia

Essere a conoscenza dei moventi alla base di codesta patologia risulta essenziale al fine di ovviare totalmente il fastidio. I casi scatenanti che incoraggiano la fuoriuscita dell’onicofagia risultano essere di derivazione ambientale e naturale.

I fattori principali risultano essere:

  • Stress e stati d’ansia, alquanto presente nei soggetti adulti, che tendono ad eliminare l’ansia e lo stress mordicchiando l’unghia. Tuttavia, nel corso dell’infanzia, codesto problema subentra nel momento in cui il bambino è soggetto a momento di mancata comprensione, elevati obiettivi oppure paura di non ricevere le attenzioni dei parenti. Ulteriore problematicità riguarda il succhiarsi il pollice durante l’età neonata.
  • Comportamenti autolesionistici, causa di eccessiva arrabbiatura. In aggiunta, mordere le unghia, così come rosicchiare una matita oppure triturare una gomma da masticare, risultano essere tutte abitudini che possono essere combattute, laddove si riuscisse a rimuovere la problematicità scatenante.
  • Emulazione dei familiari.
  • Monotonia, causa dell’onicofagia, soprattutto durante i periodi di mancata funzione delle mani, quali guardare la tv, durante un viaggio in treno oppure in auto, nel corso di periodi prolungati e di monotonia, ecc.

Solitamente, risulta alquanto difficoltoso decifrare il movente alla base della problematicità, poiché, il movente risulta evidente sin dall’infanzia e la problematicità risulta essere soltanto l’esito di una scorretta consuetudine prolungata nel decorso temporale.

Possibili cure dell’Onicofagia

Molteplici risultano essere le terapie curative che permettono di incentivare l’eliminazione dell’abitudine. Determinati soggetti tendono a risoluzionare la problematica volontariamente, al fine di ovviare la propagazione di infezioni o di dimostrarsi al pubblico come soggetti con scarsa igiene, contrariamente ad ulteriori che si focalizzano sul mutamento dell’atteggiamento.

Tuttavia, non vi sono terapie essenziali per l’onicofagia leggero. Nei fattori di maggior gravità, la terapia curativa causa l’eliminazione di condizioni emozionali che causano vizio. La terapia maggiormente consigliata, low cost e facilmente rintracciabile, consiste nell’utilizzo di uno smalto amarostico.

Solitamente, tende ad essere usato uno smalto chimico dal nome di denatonio benzoato. Il sapore amaro risulta percettibile appena si mettono le mani nella cavità orale. Ulteriori possibili cure prevedono l’utilizzo di impacchi che chiudono la punta delle dita, oppure l’utilizzo di guanti oppure di indumenti da notte totali, al fine di incentivare la fermezza dei bambini. Ulteriore possibile cura prevede il tenere le unghia corte.

Vi sono poi trattamenti cosmetici che permettono di costruire nuovamente l’unghia, contrastando le problematicità legate all’onicofagia. Tuttavia, curare le proprie mani permette di abbassare l’onicofagia e conservare la bellezza di codesta area. Risulta ulteriormente vantaggioso l’uso di smalti, e lo stesso vale per i soggetti maschili, i quali prediligono uno smalto lucido.

Ulteriore possibile cura prevede l’utilizzo di unghia finte al fine di ridurre il fastidio e salvaguardare lo sviluppo dell’unghia naturale. Vantaggioso è lo svolgimento di sport che permetta di favorire l’eliminazione di nervosismo e stress, permettendo di tenere sotto controllo l’ira.

Favorevole risulta essere l’utilizzo di gomme da masticare senza zucchero oppure di bastoncini di liquirizia al fine di ovviare il rosicchiamento dell’unghia. Codesto trattamento permette di occupare la cavità orale e dunque eliminare il vizio.

Ottimale, nel caso in cui le cure maggiormente esemplificate non permettono di avere esiti efficienti è il trattamento terapico dell’atteggiamento. Lo scopo permette di risoluzionare l’onicofagia e di evidenziare un atteggiamento anticonformista. Lo stesso trattamento curativo dell’ispezione, permette di evidenziare e tenere sotto controllo il problema scatenante la necessità di rosicchiare l’unghia.

Per quanto concerne le terapie localizzate, e dunque l’utilizzo di unghia amarostiche, risulta possibile ottenere un’efficienza avversa. La patologia ottiene esiti rilevanti dall’utilizzo di prodotti farmacologici antidepressivi, consigliati al fine di trattare la tricotillomania ed il fastidio ossessivo-compulsivo. Ulteriore possibile cura vede l’utilizzo di vitamina B inositolo, avente la funzione di abbassare la voglia di rosicchiare l’unghia operando la medesima funzione della serotonina, e dunque dell’ormone che tiene sotto osservazione la disposizione d’animo e l’irruenza.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.