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Cisti Sebacea: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Cisti Sebacea: che cos'è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Risultante essere un trauma della cute benevolo dall’esteriorità similare ad un nodulo, della medesima tonalità dell’epidermide, e dalla resistenza accresciuta contrariamente alla cute, la quale può subentrare in qualunque zona della cute, anche se le zone maggiormente soggette sono il volto, il dorso ed il collo è la cisti sebacea.

Che cos’è la cisti sebacea?

Quest’ultime risultano alquanto comunitarie e non risulta probabile evidenziare un movente causa del subentro. L’esteriorità risulta essere similare ad una palla, la quale presenta all’interno una miscela di materiali semisolidi dalla tonalità biancognola e dalla resistenza pastosa con annesso maleodore.

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Risulta alquanto sporadica nei soggetti infanti e comunitaria nei soggetti femminili, anche se totalmente sprovvista di sintomatologie e di rischi. Ciò nonostante, spesso tende ad avere grandezze preponderanti, divenendo un fastidio soprattutto estetico.

In determinati soggetti tende ad essere soggetta ad infiammazioni e causare la fuoriuscita di dolenza e complicazioni localizzate, che necessitano pertanto di operazioni specialistiche.

Sintomi della Cisti Sebacea

Risultante essere un rigonfiamento nodulare della cute preponderante è la cisti sebacea, la quale presenta peculiarità particolari, quali:

  • Grandezza, differente che non supera i 5 cm.
  • Tonalità, spesso similare alla pelle oppure gialla o biancognola. Il più delle volte si differenzia per la presenza di un punto nero posto al centro.
  • Consistenza, alquanto tosta.
  • Movimento, sintomo di un trauma neoplastico maligno.

Spesso risultano essere totalmente sprovviste di sintomatologie, anche se la preponderante grandezza causi sensazione di disturbo nella zona affetta. In rari casi risulta connessa a sintomi dolenti, specialmente nei momenti in cui la cisti manifesta lesioni.

La complicazione maggiormente contigua risulta essere l’infiammazione ghiandolare. L’infiammazione della cisti manifesta sintomatologie rilevanti e lesioni causa dell’infiammazione, quali:

  • Rigonfiamento, dovuto dall’accatastamento del materiale.
  • Arrossamento, con ricopertura da parte della cute della ciste.
  • Accaloramento, in quanto la cute che copre la ciste diviene alquanto rovente alla tattilità.
  • Dolenza, con annessa uscita di sudore da parte dei liquidi infiammatori, con annessa dolenza.

Spesso risulta manifestabile un’infezione da batterio, dovuta all’entrata di microrganismi esterni, che congiuntamente ad infiammazioni, presentano l’uscita di liquido maleodorante, di tonalità giallognola e pruriginoso.

Cause della Cisti Sebacea

Alquanto diffuse, le cisti sebacee si presentano principalmente negli adulti. Il subentro non risulta essere comunitarie, in quanto la funzionalità varia a seconda dell’accrescimento della formazione ormonale degli androgeni, preponderanti soltanto durante la fase adolescenziale. Solitamente, risultano essere denominate cisti, i traumi aventi epitelio presente nella zona limitrofa con dentro liquido purulento.

Risultano del tutto benevoli. Esse sono ghiandole poste superficialmente alla cute, che tendono a causare la produzione sebacea che si propaga superficialmente alla cute, la quale diviene unta in base al quantitativo formato.

Le cisti risultano essere traumi che causano la formazione cellulare incentivando la fuoriuscita di intussuscezione a ricrescita allentata. A gradi l’intussuscezione diviene maggiormente grossa, sino a causare la formazione di traumi preponderanti.

In tal caso, le cellule ghiandolari causano la propagazione e tendono a coprire i condotti escretori, dovuti a danneggiamenti e occlusione dei condotti, che causano difficoltà di scorrimento dell’escrezione sebacea. Fra i moventi che causano la fuoriuscita rientrano:

  • Lesioni
  • Cicatrici
  • Graffi
  • Duttili malformati
  • Danneggiamenti delle cisti
  • Malattie della cute, quale l’acne

Alfine, risulta essenziale tenere a mente che determinate malattie costituite dall’accresciuta possibilità di subentro delle cisti sebacee, risultano essere:

  • Sindrome di Gardner
  • Sindrome del nevo basocellulare di Gorlin

Anche se vi sono moventi causa della fuoriuscita delle cisti, risulta alquanto difficoltoso evidenziare con precisione il movente causa del trauma.

Diagnosi della Cisti Sebacea

Speso, a causa della preponderante proliferazione di codesti traumi, la diagnosi risulta bastevole al fine di evidenziare la presenta di cisti sebacee. Ciò nonostante, le tracce non risultano legate alla ghiandola sebacea, causando difficoltà nella diagnosi:

  • Ulteriori varietà di ghiandole della cute, che causano le cellule epiteliali della cute ricolme di cheratina, la quale spesso presenta rilevante resistenza e compresenza di cisti Pilar, causa della formazione delle cellule del bulbo pilifero.
  • Neoplasie della cute, quali: carcinomi basocellulari, spinocellulari ed ulteriori maggiormente sporadiche.

Dunque, tende ad essere vantaggioso lo svolgimento di studi con utilizzo di strumenti al fine di studiare maggiormente il trauma, quali:

  • Ecografia, che permette di evidenziare la benevolenza oppure malignità.
  • TC, e dunque un test sporadicamente usato, specialmente per i traumi, al fine di riconoscere le coesione che il trauma ha con le strutture limitrofe.
  • Biopsia, nel momento in cui il trauma si presenta dubbioso e non permette di evidenziare la benevolenza o malignità del trauma.

Per quanto concerne la prognosi, risulta opportuno affermare che non risulta essere un trauma rischioso, sebbene possa avere un’alterazione contraccambiabile. Tendono difatti a restare di grandezza importante e contigua per lunghi lassi temporali, ovviando complicazioni e non necessitando di terapie curative.

Tendono ad avere crescita pregressa e lenta, divenendo pertanto un rischio o comportando dolenza fastidievole. Tendono a peggiorarsi a seguito di infiammazioni e necessitano di consulto specialistico a seconda della complessità sintomatologica. Le ghiandole sebacee eliminate, spesso, non tendono a formarsi nuovamente, sebbene in rari casi possano essere soggette a recidiva.

Possibili cure della Cisti Sebacea

Risulta probabile seppur sporadico che la ghiandola sebacea possa assorbirsi nuovamente, dunque la sola accortezza risulta prevedere l’avviamento di lesioni e graffi, affinché risulta possibile permette la fuoriuscita di materiale purulento e dunque ovviare l’infiammazione.

Difatti, codesti processi permettono maggiori danneggiamenti al condotto delle cisti, causando la ricrescita e dunque l’entrata di batteri con annessa infezione. Al fine di ovviare infezioni, si consiglia di svolgere una corretta igiene. Dunque, risulta preferibile sciacquare la zona con ovatta bagnata con detergenti antisettici e porre bendaggi roventi per mezz’ora, per 4 volte al dì, incentivando il microcircolo della cute.

Nel caso in cui la ghiandola sebaceo dovesse avere grandezza preponderante, dolorante e causi disturbo, avendo una prognosi indecisa, risulta consigliabile svolgere operazione chirurgica. L’operazione di chirurgia prevede anestesia locale e presenta:

  • Taglio preponderante, con annessa rimozione della ghiandola sebacea. In tal caso, percentuali di subentro risultano alquanto ridotte.
  • Tagli piccoli, con asportazione totale della cisti sebacea. Esteticamente migliore pur avendo un’elevata percentuale di subentro.
  • Laser con biopsia, usato al fine di formare ridotte perforazioni, mediante al quale vengono purificate le sostanze presenti all’interno del trauma.

Laddove la ghiandola sebacea dovesse infettarsi, risulta opportuno:

  • Somministrare antibiotici per via orale, quale Augmentin.
  • Svolgere tagli delle ghiandole sebacee, in maniera da incentivare l’uscita di sostanze maleodoranti ed annesso drenaggio, prestando attenzione di salvaguardare l’area con bendaggi sterilizzati ed ovviare la coesione con l’acqua.

Le ricadute susseguenti all’operazioni risulta tuttavia probabile, specialmente nel momento in cui la compressa della ghiandola non dovesse essere rimossa in maniera totale. Risulta bastevole difatti svolgere un ridotto tassello di scarta al fine di causare la produzione di ghiandole fresche.

Codesta risulta dunque il movente per il quale non risulta possibile l’intervento sulla ghiandola sebacea affetta da infiammazione, poiché accrescerebbe le probabilità di mancata eliminazione totale.

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