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Lino: che cos’è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Lino: che cos'è, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Rientrante nel gruppo delle Linaceae, il Lino deve il nome dalla terminologia Linum usitatissimum. Risulta essere nativo delle zone orientali e le zone maggiormente adoperato dello stesso risulta essere la sementa adoperata per produrre la droga.

Proprietà del Lino

Presenta al suo interno:

  • Olio avente al suo interno acidi grassi, tra cui acido alfa-linolenico, acido linoleico ed acido oleico;
  • Mucillagini;
  • Lignani;
  • Proteine;
  • Glucosidi cianogenetici capace di sprigionare l’acido cianidrico al fine di contrastare l’idrolisi. Inoltre, ridotti quantitativi di glucosidi tendono ad essere modificati divenendo tiocianato, una sostanza dannosa se somministrata con dosaggi elevati;

Caratteristiche benefiche

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Molteplici sono le caratteristiche benefiche del Lino, tra cui caratteristiche purganti, idratanti, analgesiche, antinfiammatorie, vasodilatatrici e risolutrici. Nel campo fitoterapico tendono ad essere adoperati la sementa e l’olio dello stesso.

È difatti proprio l’olio che fa parte della struttura di differenti tipologie di integratori alimentari in quanto conferisce all’organismo l’apporto di acidi grassi Omega-3.

Utilizzi

Impiego Biologico

La proprietà purgativa risulta essere connessa alle mucillagini presenti internamente all’arbusto. Queste hanno la capacità di assimilare elevati quantitativi di liquidi ingrossandosi e pertanto istigando la peristalsi dell’intestino e dunque la liberazione. Inoltre la proprietà antinfiammatoria è connessa all’acido linoleico e all’acido alfa-linolenico. Difatti codeste molecole risultano essere lo strato sottostante fondamentale per il sunto di eicosanoidi antinfiammatori.

In aggiunta, tali acidi grassi hanno la capacità di annullare la produzione di interleuchine, TNF e leucotrieni. Presenti all’interno della sementa risultano essere i lignani che contrariamente vantano di caratteristiche antitumorali. Difatti hanno la capacità di diminuire la grandezza dei tumori mammari negli sorci affetti da tale malessere. In aggiunta, la somministrazione della sementa sotto forma di integratore dietetico nei soggetti aventi carcinoma mammario, in quanto avente la capacità di diminuire la formazione del tumore.

Inoltre, la somministrazione della sementa del lino in maniera contigua eleva la prevenzione per quanto concerne la formazione di determinate tipologie di cancro. Ulteriore caratteristica benefica connessa alla sementa riguarda la possibilità di abbassare il tasso ematico del colesterolo complessivo così come del colesterolo LDL.

Contrastante la stiticheria

Dato l’alto quantitativo di mucillagini, l’uso della sementa del lino risulta essere ottimale al fine di curare la stiticheria. Inoltre, al fine di operare funzione purgativa, bisogna somministrare la sementa integra.

Solitamente, bisogna somministrare la sementa integra per un quantitativo pari al cucchiaino da dolci, assumendo congiuntamente all’incirca 150 ml di acqua per 3 volte al dì susseguentemente alla consumazione delle pietanze. Laddove invece la sementa dovesse essere schiacciata, si beneficia della funzione ungente dell’olio presente al suo interno.

Contrastante le infiammazioni cutanee

La sementa di tale pianta ha inoltre caratteristiche benefiche antinfiammatorie, idratanti ed analgesiche. Per tale motivazione conferisce a ciascun soggetto la possibilità di eliminare infiammazioni cutanee nonché fastidi cutanei e le aree arrossate mediante la preparazione di un cataplasma. Quest’ultimo è possibile prepararlo ponendo 30/50 gr. di farina di semi di lino.

È opportuno però ricordare che laddove lo si dovesse utilizzare nell’ambito terapico risulta opportuno usare preparati specifici, conoscendo in questo modo il quantitativo giusto relativo ai composti farmacologicamente attivi. Laddove pertanto si usano preparati contenenti lino, i dosaggi sono differenti a seconda del quantitativo di ingredienti attivi presenti al suo interno.

Solitamente quest’ultima risulta leggibile sull’involucro del prodotto o comunque sul foglio illustrativo presente al suo interno. Tuttavia, si consiglia di rispettare i dosaggi prescritti o comunque chiedere, precedentemente all’utilizzo, consultazione specialistica.

Omeopatia e campo medico popolare

Solitamente tale pianta tende ad essere adoperata sotto forma di trattamento curativo al fine di curare stiticheria, colon irritabile, diverticoliti, gastriti ed enteriti. Per via esterna, contrariamente, il campo medico tradizionale tende ad utilizzarlo al fine di produrre composti a base di cataplasma da utilizzare per curare infiammazioni della cute e leggeri rossori.

In aggiunta, la sementa tende ad essere adoperato al fine di eliminare sostanze dannose dal bulbo oculare. Nel campo medico indiano, contrariamente, tende ad essere adoperato per la preparazione di infusi e tisane al fine di curare bronchiti e catarro nonché problemi gastrointestinali ed uretriti e gonorree.

In aggiunta, tende ad essere usata per curare infezioni della cute e dai veterinari. Per quanto concerne l’ambito omeopatico, tende ad essere adoperata in granuli al fine di curare il colon irritabile, la stiticheria cronica, diverticoli e rossori intestinali causa di eccedenza di prodotti purgativi. Il dosaggio opportuno è differente a seconda del soggetto e del fastidio da curare.

Controindicazioni

Laddove la sementa di lino viene utilizzata in maniera giusta, risulta essere priva di controindicazioni. Pertanto, laddove l’utilizzo dovesse essere sovra elevato è possibile che il soggetto manifesta una chiusura intestinale. Pertanto si sconsiglia l’uso dello stesso laddove il soggetto soffre di ipersensibilità ad uno degli ingredienti presenti al suo interno, nonché soggetti aventi dolenza all’addome, sindromi intestinali occlusivi, stenosi esofagee e soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali, esofagee e dello stomaco.

Inoltre tale pianta probabile ostacola l’assimilazione di prodotti farmacologici dato l’alto quantitativo di mucillagini.Per tale motivazione, laddove si dovesse somministrare il prodotto data la proprietà purgativa, risulta opportuno somministrare il preparato o la droga con ridotti quantitativi di liquidi al fine da ovviare la formazione di effetti spiacevoli. Per di più, risulta significante badare al fatto che il trattamento a base di sementa non deve superare le 4 settimane di somministrazione.

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