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Iridociclite: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Iridociclite: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Per iridociclite vogliamo intendere una patologia di tipo infiammatorio, la quale intacca la struttura oculare, e più precisamente, iride e corpo ciliare. La patologia è molto più diffusa nei soggetti aventi età giovane, e all’origine non ci sono cause sostanziali.

L’iridociclite è la più comune fra le uveiti, e le principali cause possono essere:

  • trauma oculare
  • infezioni da virus o da batteri
  • patologie sistemiche, prevalentemente autoimmunitarie
  • reazioni allergiche
  • diabete mellito.
I sintomi che contraddistinguono l’iridociclite risultano essere:
  • occhi arrossati e senso di bruciore
  • fotofobia, o meglio, ipersensibilità alla luce
  • dolore agli occhi e forte lacrimazione
  • vista offuscata.

Per effettuare una corretta diagnosi, saranno necessari anamnesi ed esame obiettivo, insieme ad esame del sangue e strumentali. Potrà essere soltanto uno specialista in oftalmologia, o meglio, un oculista, ad assegnare il trattamento più adeguato.

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In viste dell’iridociclite si deve intervenire repentinamente, così da non incorrere in complicazioni, talvolta gravi, le quali possono danneggiare significativamente la struttura oculare, arrivando addirittura a cecità. 

Il trattamento è eziologico, con lo scopo quindi di combattere la causa all’origine. Solitamente, per diminuire l’infiammazione ed evitare complicazioni, si suole fare uso di corticosteroidei farmaci midriatici, i quali dilatano le pupille.

Cause dell’iridociclite

Il decorso clinico di questa infiammazione all’iride può essere:

  1. acuto, con insorgenza improvvisa e con durata limitata
  2. cronico, laddove la problematica duri almeno 3 mesi.

Si può definire l’iridociclite anche:

  1. unilaterale, se intacca un solo occhio
  2. bilaterale, anche se meno nota.

Fra le cause portanti in grado di scatenare l’iridociclite troviamo:

  • Idiopatica, più frequente e non legata a patologie sistemiche riconoscibili
  • Uveite post-chirurgica
  • Trauma agli occhi
  • Diabete mellito
  • Reazioni allergiche
  • Reazioni da farmaci, seppur rare
  • Malattie autoimmuni, tra le quali abbiamo:
    ➜ artrite, che può essere:
    ➝ reumatoide
    ➝ psoriasica
    ➝ giovanile idiopatica.
    ➜ lupus
    ➜ spondilite anchilosante
    ➜ sarcoidosi
    ➜ brucellosi
    ➜ malattia di Behcet
    ➜ IBD, quali morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
    ➜ morbo di Whipple.
  • Infezioni, dovute a:
    ➜ virus, quali:
    ➝ herpes simplex
    herpes zoster
    ➝ citomegalovirus
    ➝ HIV
    ➜ batteri, come:
    ➝ stafilococchi o streptococchi
    ➝ tubercolosi
    ➝ sifilide
    lebbra
    ➜ parassiti, quali:
    ➝ toxoplasmosi
    ➝ toxocariasi
    ➜ funghi o miceti, quali:
    candidosi
    ➝ istoplasmosi
  • Sindromi oculari primitive, come:
    ➜ ciclite di Fuchs
    ➜ oftalmia simpatica
    glaucoma
  • Tumore primitivo o secondario all’occhio.

Sintomi dell’iridociclite

I principali sintomi dell’iridociclite sono:

  • Occhi rossi dovuti ad iperemia congiuntivale infiammatoria
  • Dolore all’occhio, sia esso mono o bilaterale
  • Fotofobia, quale ipersensibilità alla luce, talmente fastidiosa da generare dolore
  • Forte lacrimazione
  • Bruciore
  • Vista disturbata, ridotta od offuscata
  • Miosi persistente, quale contrazione della pupilla
  • Cornea opaca
  • Blefarospasmo, quale contrazione sia tonica che spastica delle palpebre.

Diagnosi dell’iridociclite

E’ possibile giungere ad una corretta diagnosi dell’iridociclite mediante 2 principali esami, quali anamnesi ed esame obiettivo. Vediamo meglio:

  1. Anamnesi, dove lo specialista porrà al paziente varie domande per effettuare una ricostruzione del quadro clinico. Da ciò egli sarà tenuto a scoprire la presenza di eventuali:
    ➜ Patologie autoimmuni
    ➜ Allergie
    ➜ Diabete
    ➜ Precedenti traumi oculari.
  2. Esame obiettivo, dove lo specialità scoprirà i sintomi e segni clinici del soggetto. Durante questa fase egli dovrà riuscire ad escludere le patologie somiglianti all’iridociclite, quali:
    ➜ Congiuntivite
    ➜ Retinite pigmentosa
    ➜ Cheratite grave.

In base a questo, lo specialista potrà richiedere ulteriori esami come le analisi del sangue ed esami strumentali, tipo:

  • Lampada a fessura
  • Tonometro
  • Oftalmoscopia, in seguito alla dilatazione pupillare.

Da questi il medico potrà isolare i principali segni clinici dell’iridociclite, tra i quali abbiamo:

  • blefarospasmo,
  • fenomeno di Tyndall, quale presenza di cellule flottanti all’interno dell’umor acqueo,
  • precipitati cheratici definiti “a grasso di montone”, i quali sono tipici dell’uveite anteriore da sarcoidosi,
  • ipopion, quale presenza di livello al di sopra della camera anteriore e umor acqueo torbido,
  • noduli all’iride o alla pupilla,
  • sinechie anteriori o posteriori tra iride e cornea e tra iride e cristallino; queste situazioni rappresentano un rischio per la formazione di cataratta o glaucoma,
  • ipotonia oculare, quale riduzione della pressione intraoculare.

In rari casi si può sottoporre il soggetto a biopsia oculare, dove si preleva un piccolo campione cellulare dell’uvea, per poi essere analizzato al microscopio dal patologo. Iridociclite ed uveite anteriore devono esser poi immediatamente riconosciuti nei soggetti aventi:

  • Dolore agli occhi
  • Arrossamento
  • Fotofobia
  • Riduzione della vista.

Possibili cure all’iridociclite

La cura dell’iridociclite presenta 3 principali obiettivi, quali:

  1. Alleviare dolore fastidio
  2. Combattere la causa all’origine, così da guarire definitivamente
  3. Evitare e/o contrastare le complicanze prima che esse divengano gravi e non trattabili.

I farmaci che vengono maggiormente utilizzati nel trattamento dell’iridociclite sono:

  • Cortisonici, ad uso topico o sistemico, soltanto per i casi gravi
  • Midriatici, dallo scopo di dilatare la pupilla, i quali riducono il dolore ed infiammazione.

Nella fase acuta si può passare anche al bendaggio dell’occhio. Prendendo sempre in considerazione la causa della patologia, si può far ricorso anche ad ulteriori farmaci, tra cui:

  • Antibiotici
  • Antivirali
  • Anti-fungini
  • Immunosoppressori, laddove all’origine vi sia una malattia autoimmune.
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