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Frutto del Drago: che cos’è, proprietà, benefici e controindicazioni

Frutto del Drago: che cos'è, proprietà, benefici e controindicazioni

Il Frutto del Drago è un frutto tropicale prodotto da una particolare tipologia di cactus ed appartenente al settimo gruppo fondamentale di alimenti  e diffuso soprattutto in America.

Molto spesso viene comunemente confuso con il classico fico ma si differenzia per morfologia colori che possono oscillare, a seconda della tipologia, dal viola al giallo al rosso.

Frutto ricco di vitamine, zuccheri, fibre ed acqua viene adoperato come elemento in numerose diete e regimi alimentari ideati per perdere peso o garantire un corretto apporto di energie e nutrienti all’organismo; infatti non esistono particolari controindicazioni per il consumo tranne rare eccezioni che vedremo successivamente.

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La pianta dai cui matura Dragon Fruit viene coltivata soprattutto per fini ornamentali data la sua bellezza ed armonia e viene infatti conosciuta e soprannominata “regina della notte”.

La prima descrizione risale al 1830 grazie agli studi di Adrian_Hardy_Haworth mentre il le denominazione ufficiale è stata attribuita da Nathaniel Lord Britton e Joseph Nelson Rose attorno al 1918.

Leggendo questo breve articolo scoprirete tutto quello che c’è da sapere circa il Frutto del Drago, che cos’è ed in cosa consiste, quali sono le se proprietà ed i suoi benefici, se esistono e quali sono le sue possibili controinidicazioni.

Scopriamo ora insieme qualcosa in più!

Che cos’è il Frutto del Drago ?

Come già accennato in precedenza il Frutto del Drago, conosciuto anche come, Pitahaya o Pitaya, è il frutto della pianta Hylocereus undatus.

Si tratta di un cactus di modeste dimensioni con rami che raggiungono una lunghezza che oscilla tra i 6-12 metri con un portamento strisciante su cui maturano di notte fiori di colore bianco e generalmente durante il periodo dell’impollinazione l’arbusto rilascia un aroma di vaniglia.

Tali arbusti sono originari e diffusi in zone aride come il Messico, Guatemala, Costa Rica, anche se nei decenni successivi sono state coltivate anche in America Centrale e nel Sud dell’Asia come in Cina, Indonesia, Guinea, Cambogia, Malaysia, Taiwan, Sri Lanka, Filippine.

Il frutto ha una lunghezza che oscilla tra i 5-12 cm ed un diametro compreso tra i 5-10mm; a seconda delle specie l’esocarpo può essere di colore giallo, viola o rosso inoltre ha un peso compreso tra i 200-600 gr ma alcuni esemplari possono raggiungere, in condizioni climatiche ottimali, anche 1 kg di peso.

La polpa ha un profumo molto intenso ed di color rosa chiaro costellata di piccoli semini che sono commestibili e nutrienti.

Esiste una distinzione tra due principali tipologie di cactus da cui matura il frutto:

  • Genere Stenocereus che comprende altre sottospecie di fiori del drago che si caratterizzano per un sapore della polpa più intenso, acido e rinfrescante come la pitaya agria.
  • Genere Hylocereus all’ interno del quale possiamo distinguere tra:
  • Hylocereus undatus – pitaya blanca – frutto dalla buccia rosa e con polpa bianca è quello più comune;
  • Hylocereus costaricensis – pitaya roja – frutto dalla buccia rossa con polpa rossa
  • Hylocereus megalanthus – pitaya amarilla o gialla– produce un frutto con buccia gialla e polpa bianca.

Poiché si tratta di cactus tali arbusti possono sopportare temperature molto elevate che superano i 40 gradi ma non sopportano allo stesso modo periodi di piogge intense e di gelo che potrebbero determinare la morte delle radici.

I semi per la coltivazione vengono estratti dalla pianta e lasciati ad asciugare al sole per poi essere piantati nel terriccio o in un compost organico, non richiedendo spazi enormi potrebbe essere coltivato anche in un piccolo orto.

Ci vogliono circa 10-15 giorni affinchè avvenga la germogliazione e 1 ettaro di terreno può comprendere fino a 1500 esemplari dando vita dopo 5 anni a livello commerciale a circa 20 tonnellate di prodotti.

Le infiorescenze fioriscono di notte e muoiono il giorno seguente a l’impollinazione avviene grazie ai pipistrelli e falene; le specie che presentano un fenomeno di autoimpollinazione invece non danno vita a nessun frutto.

I frutti del drago sono un alimento molto prelibato per uccelli e roditori perciò i coltivatori devono fare molta attenzione in più la pianta può essere colpita da diverse tipologie di batteri come:

  • anthomonas campestris che uccide i fiori e le radici;
  • Dothiorella genere delle macchie biancastre;
  • Botryosphaeria dothidea;
  • Colletotrichum gloesporioides;
  • Bipolaris cactivora.

I fiori del drago spuntano sull’arbusto circa 30-50 giorni dopo la fioritura e si contano circa 5-6 raccolti ogni anno.

Proprietà e Benefici del Frutto del Drago

Il frutto del Drago presenta un quadro nutrizionale veramente interessante poiché 100 grammi di prodotti corrispondo a solo 268 calorie ed è ricco di vitamina C, sali minerali, fibre, proteine, zuccheri.

Inoltre si rileva una bassissima concentrazione di lipidi ed una totale assenza di colesterolo, lattosio, glutine, istamina, purine, amminoacido fenilalanina.

Ecco a voi una rapida panoramica dei valori nutrizionali per 100 gr di prodotto:

Non tutti sanno che lavorando i semi del frutto è possibile ottenere un olio ricco di elementi nutrienti come:

  • acido Miristico
  • acido Palmitico
  • acido Oleico
  • acido Cis-veccenico
  • acido Linoleico
  • acido Stearico

Grazie all’elevata concentrazione di Vitamina C il consumo della polpa consente di migliorare il sistema immunitario che sarà rafforzato e meno soggetto agli sbalzi termici contrastando l’azione dei radicali liberi mentre l’elevata presenza di fibre solubili garantisce il miglioramento del senso di sazietà; viene anche migliorato il metabolismo che grazie ad accelerazione nella sua azione permette di tenere sotto controllo l’indice glicemico.

Controindicazioni del Frutto del Drago

Il consumo del Frutto del Drago non presenta controindicazioni ma è altamente sconsigliato nel caso in cui soffriate di :

  • diabete mellito tipo 2
  • ipertrigliceridemia
  • obesità

Inoltre non garantisce una corretta idratazione per gli anziani e gli sportivi che necessitano di una costante idratazione.

Tuttavia è innocuo nel caso in cui stiate seguendo una terapia per:

  • l’ipertensione arteriosa
  • l’ipercolesterolemia
  • la celiachia
  • l’intolleranza al lattosio
  • la fenilchetonuria

L’ assenza di purine permette di utilizzare il prodotto come ingrediente per contrastare l’iperuricemia e la calcolosi renale da acido urico.

La polpa grazie alla presenza di fibre svolge la funzione di ristabilire l’equilibrio della flora intestinale prevenendo la stipsi e le patologie annesse come emorroidi, ragadi anali, diverticolite e diverticolosi.

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