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Diosmina: che cos’è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Diosmina: che cos'è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Risultante essere una molecola semisintetica, rientrante nel complesso familiare dei flavonoidi, è la Diosmina.

Che cos’è la Diosmina?

Quest’ultima risulta pertanto essere una sostanza naturale presente in modo ubiquo all’interno del mondo vegetale. Risulta essere un prodotto farmacologico flebotropico adoperato sotto forma di vaso protettore in qualsiasi patologia che presenta mancanza di strutture dei vasi sanguigni, quale: insufficienza venosa cronica, patologie emorroidali acute e croniche e trattamenti curativi adiuvanti susseguentemente all’emorroidectomia.

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In base a quanto afferma la legge, la diosmina risulta acquistabile previa ricetta medica oppure sotto forma di integratore alimentare, così come accade negli USA e in Europa. In Italia codesta molecola risulta acquistata sotto forma di integratori alimentari sebbene si consigli la consumazione di ridotte dosi. Ricerche nel campo clinico non risultano essere finite e sino ad oggi non vi sono recensioni in merito all’utilizzo in caso di vasculopatie.

L’aglicone delle diosmina risulta essere la diosmetina.

In Italia il prodotto farmacologico risulta acquistabile presso la società farmaceutica Pharmaday Pharmaceutical col denominativo di Venosmine e da ulteriori società farmaceutiche sotto forma di medicinale equivalente.

Ricerche svolte sui topi affetti da diabete hanno attestato che la diosmina risulti essere efficiente per la cura dell’iperglicemia. Risulta, inoltre, presupposto che la diosmina abbia funzione curativa per patologie neurodegenerative, quali l’Alzheimer e la funzione anti-infiammatoria e anti-apoptotica risulta attestata all’interno delle cellule neuronali, in vitro.

Dove si trova?

Presentano quantitativi preponderanti di diosmina i frutti del complesso familiare dei Citrus, quali: limoni, arance, pompelmi, il fogliame di Bucco e le protuberanze di Ruta.

Codesto flavonoide fa parte di molteplici peculiarità medicinali, come Venosmine, Doven, Alven e Diosven, aventi ruolo di trattare le patologie peculiari dell’insufficienza venosa, e dunque: crampi notturni, dolenza, pesantezza e rigonfiamento agli arti inferiori.

Proprietà

La diosmina opera sulle pareti dei vasi di capacitanza, allungando la funzione vasocostrittrice della noradrenalina e riabilitando la regolare tonicità delle vene nonché abbassando la capacità, la sensibilità e la stasi.

Codesta funzione incentiva il ripristino venoso e abbassa l’ipertensione venosa. Per quanto concerne il microcircolo, risulta ottimale per la cura dei capillari, difatti opera accrescendo la riluttanza e abbassando l’impermeabilità dei vasi.

La Diosmina, in aggiunta, accresce la funzione drenante della linfa attraverso l’accrescimento della frequenza e del vigore delle contrazioni linfatiche e accrescendo le funzioni dei capillari linfatici. Il prodotto farmacologico abbassa l’estrinsecazione delle molecole di adesione, proibendo l’assenso, il passaggio e la funzione dei leucociti.

Questo comporta una preponderante riduzione per quanto concerne la fuoriuscita degli inibitori dell’infiammazione, soprattutto dei radicali liberi dell’ossigeno e le prostaglandine.

Successivamente all’utilizzo per via orale, la diosmina risulta assimilata dal condotto gastrointestinale. Pertanto, a seguito degli studi tossicologici svolti, la Diosmina non presenta rischi in merito al singolo utilizzo. La DL50 nei topi risulta uguale a 4000 mg/Kg per os e 2000 mg/kg per via intraperitoneale. Dunque, svolgendo funzione antiedematosa, antinfiammatoria e antivaricosa, risulta ottimale per la cura di emorroidi, cellulite, vene varicose, fragilità capillari piuttosto che ecchimosi, ematomi e porpore.

Utilizzi

La diosmina tende ad essere adoperata per la cura della fralezza dei vasi sanguigni. Pertanto, risulta favorevole per la cura di insufficienze venose croniche, per la cura delle emorroidi e per il trattamenti curativi susseguenti operazioni di emorroidectomia al fine di abbassare la fuoriuscita di sangue. Durante l’ispezione delle emorroidi tende ad essere coesa all’esperidina.

Solitamente, tende ad essere adoperata al fine di trattare e salvaguardare l’eventuale subentro della fralezza capillare, come ad esempio in caso di ecchimosi, ematomi, porpora, emorragie gengivali. I composti contenenti diosmina risulta adoperati per via topica, dunque ponendo creme e gel a base di codesto flavonoide sull’area da trattare mediante stimolazione manuale sino a che la cute non ha totalmente assimilato il prodotto farmacologico. Inoltre, risulta vantaggiosa ugualmente sotto forma di integratore alimentare per o al fine di trattare il trofismo del microcircolo.

Adoperata risulta essere la congiuntura di diosmina e esperidina, poiché codesta molecola vanta delle similari caratteristiche benefiche vasoprotrettici.

Al fine di accrescere i benefici dell’esperidina e della diosmina, codeste sostanze risultano accostate dall’escina e dagli estratti di ippocastano, vite rossa, meliloto e mirtilli.

Controindicazioni

Se somministrata nei giusti dosaggi, la diosmina si presenta alquanto tollerabile. Sporadicamente durante la terapia curativa risultano evidenziabili effetti contrari. Tuttavia, bisogna sottolineare il subentro di sintomatologie quali: epigastralgia, voltastomaco, dissenteria e sindrome vertiginosa.

In tal caso, si consiglia di non spezzare il trattamento curativo. La sola ed accertata controindicazione in merito alla somministrazione della diosmina risulta essere l’ipersensibilità in merito al principio attivo e a qualunque sostanza presente all’interno del prodotto farmacologico.

Ricerche nell’ambito della sperimentazione svolte sui topi e conigli nel corso della fase organogenetica della gestazione, con dosi pari a 100 mg kg die, non sottolineano funzione teratogena nè tanto meno pericolosità per quanto concerne il feto.

Non vi sono ricerche cliniche che sottolineino effetti pericolosi in merito al feto e ai soggetti in fase di gestazione. Ciò nonostante, risulta opportuno ovviare l’utilizzo della diosmina durante il primo trimestre della gestazione. Per quanto concerne le interazioni farmacologiche, i prodotti farmacologici come Diclofenac e Clorzoxazone, hanno sottolineato che la diosmina ha la capacità di interdire l’anabolismo di codesti prodotti causando pertanto l’accrescimento del livello plasmatico e dell’AUC.

Contrariamente, per quanto concerne il Warfarin, il trattamento curativo di congiuntura con la diosmina non presenta pericolosità. Resta, ciò nonostante, fondamentale tenere sotto controllo le sintomatologie strettamente connesse all’emorragia intracranica.

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