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Bruciore Intimo: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Bruciore Intimo: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Si parla di bruciore intimo in quanto sintomo collegato all’apparato genitale che, a dispetto delle cause di fondo, si manifesta in maniera urtante, visto che esordisce in un’area del corpo abbastanza sensibile.

Le cause all’origine possono essere svariate, ed è un sintomo riscontrabile sia in donne che uomini. Come suo sovente, il bruciore intimo si manifesta in quanto irritazione, infiammazione od infezione ai genitali oppure al tratto urinario. La durata può essere costante oppure può manifestarsi occasionalmente, generalmente in seguito a rapporti sessuali o minzione.

Tenendo conto della causa, il bruciore intimo può avere comparsa improvvisa oppure progressiva in settimane o mesi, e può facilmente accompagnarsi ad ulteriori sintomi, tra cui:

  • prurito
  • eritema
  • dolore
  • secrezioni vaginali
  • secrezioni uretrali.
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La diagnosi è ad opera del ginecologo, il quale partirà da un’anamnesi, continuando con un esame obiettivo, fino alle analisi delle perdite vaginali od uretrali. Una diagnosi repentina, un veloce riconoscimento e susseguente adeguato trattamento, possono risultare fondamentali per evitare qualsiasi complicazione.

Che cos’è il bruciore intimo?

Come appena osservato, si parla del bruciore intimo in quanto sensazione di fastidio dalla diversa gravità, ed esordio improvviso o progressivo. Si può riscontrare il sintomo sia in uomini che donne, in netta maggioranza, in quanto posizione e conformazione anatomica femminile conferiscono maggiori rischi ad irritazioni ed infiammazioni. 

Il bruciore intimo coinvolge indistintamente soggetti aventi qualsiasi età. La gravità dipende da quella che è la causa di base, e si associa sovente ad ulteriori sintomi segni, tipo dolenzia, secrezioni, arrossamento e prurito.

Sintomi del bruciore intimo

Visto che il bruciore intimo esordisce solitamente in zone sensibili tipo vagina, vulva glande, il fastidio risulta essere abbastanza urtante. Il bruciore intimo esordisce in quanto senso di fastidio, dalla differente gravità, nelle aree genitali in seguito a minzione, andando a premere o sfregare l’area, successivamente ad un rapporto sessuale, ma anche senza alcuna stimolazione.

In base al fattore d’origine, il bruciore intimo può accompagnarsi ad ulteriori sintomi locali generali, del tipo febbre e debolezza. Possiamo comunque distinguere il disturbo in:

  1. Bruciore intimo interno, che si manifesta ai genitali femminili interni quali cervice e vagina, oppure nel tratto urinario.
  2. Bruciore intimo esterno, che esordisce su vulva e grandi labbra.

Bruciore Intimo maschile

Il bruciore intimo maschile, tenendo conto del fattore scatenante, può accompagnarsi a sintomi quali:

  • Ematuria, o sangue nell’urina
  • Secrezioni uretrali o di pus dal pene
  • Prurito ed arrossamento al glande
  • Disuria, o dolore di minzione
  • Minzione ricorrente o senso di dover andare in bagno
  • Dispareunia, o dolore associato ai rapporti sessuali
  • Eiaculazione dolente
  • Dolori all’addome o nell’area del bacino
  • Eruzioni cutanee
  • Febbre elevata
  • Dolenzia ai testicoli.

Bruciore Intimo femminile

Il bruciore intimo femminile può anch’esso accompagnarsi a dei sintomi, tra cui troviamo:

  • Sensibilità al tocco, oppure dolenzia a genitali esterni od interni
  • Arrossamento
  • Rigonfiamento dei genitali esterni
  • Prurito alla vulva o alla vagina
  • Scarse perdite di sangue oppure forti
  • Leucorrea, quali secrezioni biancastre dalla vagina
  • Secchezza alla vagina
  • Dolore associato ai rapporti sessuali
  • Disuria
  • Escoriazioni
  • Piccole vescicole
  • Ulcerazione.

Cause del bruciore intimo

All’origine del bruciore intimo è possibile riscontrare differenti fattori, nonostante le più costanti siano irritazione, infezione od infiammazione. Delle volte il sintomo può essere generato da cause insignificanti, altre può vedere problematiche alquanto serie, prendendo come riferimento patologie trasmissibili sessualmente.

Vaginite

Il bruciore intimo femminile si può associare sovente alla vaginitequale infiammazione vaginale. Questa, a sua volta, può essere innescata da:

  • Incremento del pH locale, e quindi secondario alle mestruazioni o allo sperma dopo il coito.
  • Anomalia della flora microbica, come impoverimento dei lactobacilli, in seguito a scarsa igiene od assunzione di farmaci, del tipo antibiotici o corticosteroidi.

Le suddette situazioni possono dare il via allo sviluppo dei microorganismi patogeni, facendo sì che la mucosa della vagina risulti maggiormente predisposta ad infezioni. I responsabili della vaginite, e quindi del bruciore intimo sono:

  • Miceti, tipo la Candida albicans
  • Batteri, tipo Gardnerella vaginalis, streptococchi, strafilococchi…
  • Protozoi, tipo Trichomonas vaginalis
  • Virus, tipo l’Herpes simplex.

La vaginite può prevedere anche cause fisiche, tra cui troviamo:

  • Abrasioni da scarsa lubrificazione nei rapporti sessuali
  • Sfregamenti causati da abiti attillati o fatti in materiali sintetici
  • Lungo contatto con corpi estranei, tipo assorbenti interni, resti di carta igienica o sabbia.

Ulteriori cause della vaginite possono essere irritazioni alle mucose genitali, oppure reazioni allergiche. 

Reazioni allergiche

Le reazioni allergiche possono provocare bruciore intimo in entrambi i sessi, e quindi il mero contatto con sostanze specifiche può portare ad irritazioni genitali ed allergia. Alcune cause plausibili possono essere l’uso di detergenti intimi, lavande vaginali o detersivi ed ammorbidenti usati per lavare l’intimo.

I soggetti maggiormente sensibili, possono probabilmente avvertire il bruciore intimo anche a causa di:

  • deodorante
  • creme per depilazione
  • sapone
  • bagnoschiuma
  • carta igienica con profumante
  • lubrificanti
  • profilattici in lattice
  • creme vaginali
  • spermicidi
  • anelli vaginali anticoncezionali
  • diaframmi
  • dispositivi intrauterini.

Vaginosi batterica

Di solito, almeno nelle donne aventi l’età per la riproduzione, i lactobacilli costituiscono una parte fondamentale della flora microbica della vagina. La loro colonizzazione risulta protettiva, visto che tiene il pH della vagina in valori costanti, cioè tra 3.8 e 4.2, e fa sì che non vi sia un incremento di microrganismi patogeni. 

Se l’ecosistema della vagina viene però compromesso, i genitali diverranno più sensibili. La vaginosi batterica risulta essere un’infezione a carico dei genitali che prevede dismicrobismo vaginale, con annesso incremento di batteri patogeni. Sovente andiamo a riconoscerla da sintomi quali:

  • prurito
  • bruciore intimo
  • incremento di secrezioni vaginali, come quelle bianco-grigiastre omogenee dal cattivo odore.

Se non si cura repentinamente la vaginosi batterica, si può incorrere anche in complicazioni, prime fra tutte le patologie veneree che si trasmettono sessualmente.

Malattie sessualmente trasmissibili

Come appena visto, il bruciore intimo può segnalare anche infezioni sessualmente trasmissibili, tra cui:

  • Herpes ai genitali
  • Gonorrea
  • Tricomoniasi
  • Clamidia
  • Condilomi acuminati, o creste di gallo
  • Sifilide.

Squilibri ormonali

Le donne aventi l’età di riproduzione tendono a tenere alti i livelli di estrogeni, i quali garantiscono spessa mucosa vaginale, cosicché le difese locali siano alte. Giunti in menopausa, la scarsa produzione dei suddetti ormoni genera un assottigliamento delle pareti vaginali, il quale può provocare problemi come:

  • secchezza
  • prurito
  • bruciore intimo, o vaginite atrofica.

Scarsi estrogeni e bruciore intimo possono essere segnale di effetti collaterali da farmaci o trattamenti quali:

  • asportazione chirurgica delle ovaie
  • irradiazione pelvica
  • chemioterapia.

Il bruciore intimo può essere anche un sintomo delle alterazioni ormonali post-partum e del periodo dell’allattamento.

Ulteriori cause femminili e maschili del bruciore intimo

Ulteriori disturbi possono essere a capo del bruciore intimo, e questi possono coinvolgere anche genitali esterni e le vie urinarie. Tra questi si annoverano:

  • Cistite frequente
  • Parassitosi, come scabbia o pediculosi del pube
  • Lesioni neurologiche, come le cisti di Tarlo od esiti post-traumatici del nervo pudendo
  • Micro-traumatismi dovuti al prurito locale, ad abrasioni per scarsa lubrificazione associata a rapporti sessuali, oppure da sfregamenti da abiti aderenti.

Gli uomini possono lamentare il bruciore intimo per via di patologie note, quali:

  • Uretrite
  • Prostatite
  • Balanite
  • Calcoli prostatici.

All’origine del bruciore intimo possiamo inoltre trovare degli stati immunodepressivi malattie sistemiche tipo il diabete. Per quanto riguarda l’ultimo caso, il disturbo può anche accompagnarsi a:

  • Patologie dermatologiche, quali dermatiti, lichen sclerosus e psoriasi.
  • Disturbi psicosomatici psichiatrici, quali stress, ansia o depressione.

Diagnosi del bruciore intimo

Laddove il bruciore intimo persista anche dopo qualche giorno, è importante una consultazione medica, oppure una visita dal ginecologo o dall’andrologo, così da capirne la cause.

Per far sì che ciò avvenga, lo specialista inizierà dall’anamnesi, raccogliendo tutti i dati riguardanti la storia medica del paziente, per poi passare alla visita vera e propria, per esaminare i genitali, siano essi maschili o femminili. Durante la visita sarà possibile scovare qualche sintomo o segno, per poi collegarlo alla causa.

Durante la diagnosi è bene esporre anche le terapie a base di farmaci in corso o fatte, così da capire se possano essere state loro ad aver alterato il microambiente genitale, tipo la comune assunzione di antibiotici. 

Esami indicati per il bruciore intimo

Per capire le cause del bruciore intimo, lo specialista potrà richiedere anche un campione di urina oppure ridotti quantitativi di secrezioni dai genitali. In questo ambito si ricorrerà alla misurazione del pH, così da avere una prima idea sulla probabile causa. Laddove i test non diano risultati utili, si potrà porre i campioni in coltura, così da individuare il microrganismo responsabile.

Nella diagnosi femminile, lo specialista potrà avvalersi di un tampone cervicale, in modo da avere delle secrezioni dal collo dell’utero, ed osservare o meno probabili infezioni, mediante l’esame microbiologico. 

Partendo poi dai risultati della diagnosi, ed esclusa ogni presenza di lesioni, lo specialista potrà richiedere ulteriori indagini cliniche e laboratoriali, come:

  • Analisi del sangue, per osservare la presenza o meno di anomalie ematochimiche, le quali possono preannunciare infiammazioni od infezioni in atto.
  • Test allergologi, per segnalare un’allergia.
  • Biopsia ed esame istologico delle lesioni che incutono sospetto.

Possibili cure al bruciore intimo

Dopo la diagnosi, si passa la trattamento del bruciore intimo basandosi su quelle che sono le cause rilevate. Il problema scompare generalmente dopo aver curato la patologia di base per cui il bruciore intimo ne è un sintomo. E’ però possibile prevenire o ridurre la problematica servendosi di pochi e semplici accorgimenti.

Farmaci

Il primo passo per combattere il bruciore intimo è senz’altro eliminare i fattori scatenanti od aggravanti, e quindi tutti quei prodotti per l’igiene che possono provocarlo. Basandosi su quella che è la causa, il bruciore intimo, per scomparire, potrebbe richiedere anche un trattamento farmacologico sotto stretto parere medico.

Laddove la causa sia una vaginite batterica, ci si può avvalere di farmaci antibiotici ad assunzione orale o topica, da assumere per pochi giorni. Con infezioni da funghi, il farmaco indicato è l’antimicotico. Se la causa sia invece un’allergia, si dovrà allora provvedere a stoppare qualsiasi contatto con la sostanza incriminata.

Nel caso in cui i sintomi siano più forti, il medico potrà allora provvedere alla prescrizione di antisettici ed antiinfiammatori, come il caso della benzidamina.

Rimedi per il Bruciore Intimo

Come detto in precedenza, al fine di combattere il bruciore intimo, oltre che la terapia medica, si può seguire anche qualche accorgimento che vada ad attenuare la nascita del problema:

  • Utilizzo del preservativo nei rapporti sessuali, per evitare la trasmissione di infezioni.
  • Seguire un equilibrato e sano regime alimentare.
  • Preferire indumenti traspiranti e che non stringano eccessivamente nella zona genitale. La biancheria dovrebbe essere in cotone bianco, in quanto il tessuto garantisce una migliore traspirazione, limitando il ristagno delle secrezioni.
  • Evitare le lavande vaginali non richieste, in quanto pratiche igieniche eccessivamente forti possono andare a sconvolgere l’equilibrio batterico, incrementando il rischio di infezioni. Stesso discorso vale per i detergenti intimi, i quali possono manomettere le difese immunitarie della vagina e la flora microbica saprofita.
  • Preferire la doccia al bagno, così da evitare il ristagno dell’umidità. E’ bene anche avvalersi di detergenti non troppo aggressivi ed evitare salviette intime, proteggi slip, assorbenti interni e saponi dal pH acido.
  • In seguito all’utilizzo del bagno, si consiglia un risciacquo delle parti intime, così da compromettere la diffusione di batteri fecali all’interno della vagina. Importante è seguire anche le misure igieniche, come il lavarsi sempre le mani in seguito ad evacuazione e minzione.
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