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Creste di Gallo: cosa sono, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Creste di Gallo: cosa sono, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Si parla delle creste di gallo, note anche come condilomi acuminati, in quanto contusioni verrucose, che esordiscono su cute e mucose della zona ano-genitale. All’origine vengono rintracciate dei tipi di virus del papilloma umano, HPV, Human Papilloma Virus.

L’infezione che genera la patologia si trasmette mediante contatto diretto, prevalentemente durante un rapporto sessuale. Queste creste di gallo nascono sul contorno dei genitali o dell’ano, in forma di protuberanza carnosa e dal colore roseo, la superficie non è regolare, mentre il diametro può differire.

Le contusioni possono manifestarsi singolarmente oppure in più numeri, ed anche se prive di dolore, le creste di gallo possono portare:

  • forte prurito
  • bruciore
  • sanguinamento.
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E’ possibile agire mediante terapia farmacologica, assumendo modulatori della risposta immunitaria oppure causticazione mediante acidi, ma anche ambulatorialmente chirurgicamente, attraverso crioterapia, laserterapia, elettrocauterizzazione ed esportazione chirurgica.

Cosa sono le creste di gallo?

Le creste di gallo, definibili anche condilomi acuminati verruche genitali, è un termine adoperati per parlare di contusioni sotto forma di protuberanze cutanee verrucose, le quale fanno la loro comparsa prevalentemente sui genitali esterni o contornano l’ano.

All’origine ci sono dei tipi di HPV, Human Papilloma Virus, i medesimi che provocano le verruche ai piedi o in altre parti del corpo. La trasmissione dell’infezione è a contatto diretto, per cui la principale è mediante rapporti sessuali. 

Sintomi delle creste di gallo

Come già visto, le creste di gallo rassomigliano a delle verruche, e possono comparire su differenti parti anatomiche. Da come si può facilmente evincere dal nome, le protuberanze fanno pensare proprio a delle creste di gallo, aventi un diametro differibile da qualche millimetro più centimetri. 

Le creste di gallo sono contusioni carnose e morbide al tatto, la superficie non è precisa, e presenta punteggiature e fessure. Nel momento in cui si avranno i primi sintomi e non si passerà al repentino trattamento, le creste di gallo possono tramutarsi in eruzioni ruvide. 

In mancanza di adeguati trattamenti, le creste di gallo possono avere durata da mesi ad anni, fino ad aumentare in numero, andando a coprire anche altre parti del corpo non vicine. Esistono casi in cui le creste di gallo sono scomparse prive di trattamento, però ciò richiede comunque del tempo.

Disturbi delle creste di gallo

I sintomi associati alle creste di gallo non risultano essere molto gravosi, in quanto sono sovente prive di sintomi e dalla regressione spontanea. Insieme alla comparsa di protuberanze verrucose, le creste di gallo possono anche generare:

  • Irritazione accompagnata a rigonfiamento, arrossamento e sanguinamento
  • Prurito nell’area genitale
  • Bruciore in loco.

Nonostante siano antiestetiche e fastidiose, laddove sintomatiche, i condilomi non risultano essere particolarmente gravi, per cui non generano complicazioni.

Parti del corpo coinvolte

Le creste di gallo si manifestano indistintamente sia in uomini che in donne, ed in entrambi i casi vanno a localizzarsi nei medesimi posti, e quindi su mucose, area genitale zona anale. 

Solitamente, nei soggetti di sesso maschile, le creste di gallo esordiscono su:

  • Area inguino-scrotale
  • Tratto perineale, compresa quindi fra ano e scroto
  • Cute e corona del glande
  • Solco balano-prepuziale
  • Meato uretrale
  • Frenulo
  • Pene in generale.

soggetti di sesso femminile notano la manifestazione delle creste di gallo principalmente su:

  • Pareti vaginali, prevalentemente terzo inferiore del canale della vagina
  • Genitali esterni, e quindi orifizio vaginale, piccole e grandi labbra ed area perivulvare
  • Collo dell’utero
  • Perineo.

Non è da escludere la formazione delle creste di gallo anche su contorno ed interno della bocca, comprese labbra e gengive, e più raramente su mani, congiuntiva ed ulteriori parti della faccia.

Cause delle creste di gallo

Le creste di gallo risultano essere un’infezione delle più frequenti, prevalentemente a livello genitale. Come già ribadito, queste si trasmettono mediante rapporti sessuali, nonostante non sia da escludere la trasmissione mediante mero contatto della pelle delle parti intime, skin to skin.

Stiamo parlando di un’infezione molto contagiosa, ed all’origine ci sono dei genotipi di virus del papilloma umano, compreso HPV ed 11, con rischio oncogeno. Con questo si vuole dire che, anche se la causa è un HPV, le tipologie alla loro origine solo in rari casi mostrano una trasformazione neoplastica.

Modalità di contagio

Come appena visto, le creste di gallo hanno trasmissione skin to skin, e quindi a contatto diretto con cute e mucose infette. Si trasmettono nella maggioranza dei casi mediante rapporti sessuali, siano essi vagina, orali od anali. L’utilizzo del preservativo non aiuta a preservare totalmente dal contagio.

Il virus può diffondersi anche in seguito ad un lungo contatto di mani e genitali, ma anche con l’auto-inoculazione. In questo caso il soggetto andrà a diffondere su altre sue parti del corpo il condiloma. Quest’ultima pratica risulta essere molto frequente soprattutto quando si pratica igiene intima. 

Vi sono casi in cui la trasmissione si è avuta mediante utilizzo di oggetti, tipo giochi a fondo sessuale, intimo o costumi da bagno scambiati e spazzolino per i denti. Una madre in gravidanza può trasmettere le creste di gallo al proprio bambino nel momento del parto. 

Tempistiche di manifestazione

L’incubazione dell’infezione richiede da uno a sei mesi, i quali, una volta trascorsi, vedranno la comparsa delle creste di gallo. Sovente l’infezione passa in tempistiche brevi, mentre in altri casi l’HPV permane per più tempo all’interno delle cellule.

Vi sono soggetti che hanno evitato il contagio dell’infezione, forse perché aventi un sistema immunitario più attivo. La probabilità con la quale queste si trasmettano non sono molto note, così come non lo è la durata del periodo di contagio.

Diagnosi delle creste di gallo

Si effettua la diagnosi delle creste di gallo clinicamente, mediante valutazione dei genitali, nel corso della visita medica; per averne conferme, si passa ad un esame istologico. I condilomi sono visibili ad occhio, anche se, quando asintomatici, possono essere notati in maniera casuale. AL fine di osservarle meglio, lo specialista andrà a porre sulla zona, una soluzione di acido acetico al 3/5%.

Esame istologico

Mediante esame istologico è possibile capire o no quale sia l’origine dell’infezione. Durante questo test, si andranno ad osservare delle caratteristiche delle creste di gallo, quali:

  • Paracheratosi, quale disturbo della cheratinizzazione con anomalie nella maturazione cutanea; più precisamente si osserverà un incremento di cheratinociti.
  • Acantosi, quale iperpigmentazione cutanea, alla vista più spesse e dal colore bruno-scuro.
  • Papillomatosi, quale condizione con annessa presenza di un alto numero di papillomi da elevata proliferazione dell’epitelio che riveste cute o mucose.

Viste le modalità di contagio, se uno dei partner dovesse presentare le creste di gallo, anche l’altro dovrà allora sottoporsi ad accurato esame e cura.

Pap-test e colposcopia

Visto il rapporto che incorre fra le infezioni da HPV ed i tumori al collo dell’utero, a tutte quelle donne a cui verranno diagnosticate le creste di gallo e che non lo eseguono da almeno 2-3 anni, dovranno sottoporsi ad un Pap-test, test di Papanikolaou. Attraverso questo test sarà possibile osservare i segni della degenerazione neoplastica, così da poter curare repentinamente il tumore rintracciato.

Il Pap-test si può sostituire anche con un HPV test, ma solo a partire dai 30-35 anni d’età. Mediante questo sarà possibile stabilire se la donna ha un virus oncogeno prima ancora che possa generare lesioni, isolando così il DNA di HPV all’interno delle cellule cervicali.

Laddove l’esito sia positivo, mediante la colposcopia, si può confermare o meno la presenza di un tumore al collo dell’utero.

Possibili cure alle creste di gallo

E’ possibile curare le creste di gallo servendosi di differenti metodi. Quelle contusioni più piccole possono essere tranquillamente rimosse mediante applicazione di farmaci topici; le più grandi richiederanno invece una rimozione chirurgica oppure eliminazione terapeutica con ulteriori metodi chimico-fisici.

Terapia farmacologica

I farmaci adoperati contro le creste di gallo sono sovente ad applicazione topica, prediligendo quelli dall’azione distruttiva, tipo l’acido tricloroacetico oppure la podofillina.

E’ possibile anche somministrare modulatori della risposta immunitario, come gli imiquimod, 5-fluorouracile e così via. Qualunque sia la scelta di farmaci, è bene ricordare che richiedono tutti prescrizione e monitoraggio medico.

Rimozione e chirurgia

Alla causticazione mediante acidi si suole preferire metodologie che vadano a distruggere le creste di gallo. Gli interventi possono essere sia ambulatoriale che chirurgici, e fra questi troviamo:

  • Criochirurgia, con la quale si congelano le creste di gallo mediante uso di un tampone cosparso di azoto liquido; attraverso questo trattamento si rimuoveranno le creste di gallo in maniera pulita e priva di sanguinamento.
  • Laserterapia, con annessa anestesia locale, e se richiesta, totale, con la quale si elimineranno le cellule ed i virus ivi contenuti. E’ possibile puntare il laser direttamente sulla lesione, così da evitare qualsiasi altra cicatrice post-laser.

Si può raggiungere un risultato similare mediante la cauterizzazione dei condilomi, mentre in altri casi si ricorre ad escissione chirurgica, migliore per le lesioni più fastidiose e resistenti.

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