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Assenzio: proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

Assenzio: proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

L’assenzio (Artemisia absinthium) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla grande famiglia delle Asteracee. Ha avuto origine nella parte centrale e meridionale del vecchio continente e si contraddistingue per i suoi rizomi pieni e fusti particolarmente eretti.

Le foglie dell’assenzio presentano una tipica forma pennata, una colorazione verde che è resa poi grigiastra dalla presenza di una sottile peluria bianca. Si tratta di una pianta amara, che è nota sin dall’antichità e usata soprattutto sotto forma di liquore per le sue doti inebrianti e allucinogene. In realtà l’assenzio, vanta di notevoli proprietà e di diversi usi.

Proprietà benefiche dell’assenzio

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L’assenzio ha importanti proprietà benefiche per tutto quello che riguarda il nostro sistema digerente, grazie all’azione esercitata da flavoni, absintina, tannini, oli essenziali ed acido ascorbico, vigenti proprio sulle sommità fiorite.

Quindi l’elevato contenuto di principi amari rende l’assenzio adeguato a chi soffre di disfunzioni digestive e inappetenza stimolando stomaco e fegato. Ecco come agisce sul nostro organismo:

  • migliora la digestione,
  • libera l’intestino e lo stomaco dalle infezioni e dai parassiti,
  • favorisce la secrezione di bile (colagogo),
  • favorisce l’appetito,
  • potenzia il sistema immunitario,
  • protegge il fegato,
  • regola il ciclo mestruale (emmenagogo) e aiuta in caso di amenorrea,
  • riduce gli spasmi muscolari e la nausea da mal di mare,
  • abbassa la febbre,
  • cura la gastrite e l’acidità di stomaco,
  • aiuta la circolazione,
  • tonico.

Inoltre ha proprietà narcotiche e trova impiego contro l’insonnia. E’ valutato anche contro il mal di stomaco, l’anemia, ed è un utile rimedio naturale contro la spossatezza.

Utilizzi dell’Assenzio

L’assenzio può essere impiegato come tonico stomachico, colagogo e coleretico, febbrifugo, emmenagogo, vermifugo, antisettico su ulcerazioni e ferite. Singolare il suo impiego per affrontare le pulci dei cani e per allontanare le coccinelle dal giardino. Quando è essiccato, risulta un ottimo antitarme per mantenere la lana.

È molto adoperato per il suo amaro aromatico sia nell’industria delle bevande alcoliche, che delle bibite analcoliche. Nell’industria farmaceutica è utilizzato come correttivo del sapore.

A fine terapeutico, questa erba può essere preparata come infuso o decotto, oppure diluendo in acqua poche gocce dell’estratto liquido o tintura madre. Attenzione a non abusarne, poiché in caso di sovradosaggio sussistono rilevanti effetti collaterali.

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’assenzio è controindicato per gli individui biliosi, nelle irritazioni gastro-intestinali, per le donne in allattamento e in gravidanza, per i soggetti tendenti a congestioni cerebrali. Un abuso può provocare gravi disturbi perché in dosi eccessive  diviene un veleno, si rivela quindi potenzialmente neurotossico.

Quindi, in  alte dosi l’assenzio diffonde le sue proprietà di droga e diviene tossico per effetto del tuiolo: sostanza che ha intense proprietà eccitanti sul sistema nervoso centrale e può generare allucinazioni e manifestazioni epilettiche.

In passato veniva utilizzato come emmenagogo e abortivo, a causa della sua forte azione irritante sugli organi pelvici. I sintomi associati agli effetti collaterali sono: diarrea, spossatezza, crampi addominali, vomito e a difficoltà respiratorie, ipotensione e diminuzione del ritmo cardiaco. Sono stati notati anche disturbi quali vertigini e delirio dovuti all’eccedenza di assenzio. È incompatibile con i sali di zinco, piombo, ferro. Nessun effetto indesiderato se invece viene assunto nelle modalità e dosi raccomandate.

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