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Arbutina: che cos’è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

Arbutina: che cos'è, dove si trova, proprietà, utilizzi e controindicazioni

L’Arbutina, che deriva da Arbutus quale pianta appartenente alle Ericaceae, non è altro che un glucoside dell’idrochinone utilizzato nella manipolazione dell’apparato urinario. Soprattutto per quanto riguarda: cistiti, uretriti e disuria .Questa agisce come depurante del tratto urinario.

Dove si trova l’Arbutina?

Come abbiamo già detto, il termine Arbutina deriva da Arbutus, e appartiene alle Ericaceae, come ad esempio la Calluna vulgaris (L.) Hull, Vaccinium vitis-idaea L. e Arctostaphylos uva ursi(L.) Spreng.

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Tra queste sopra citate, la pianta che maggiormente viene adoperata è la Arctostaphylos uva ursi(L.) Spreng, soprattutto in farmacia, poiché efficace nel trattamento delle infiammazioni del tratto urinario. 

Per i meno esperti, parliamo di un arbusto sempreverde con un fusto repente da cui partono sottili rami avente alle loro estremità dei fiori. Questi fiori concentrati in grappoli, possono essere di colore bianco e rosa, e molto particolare è la loro forma ad imbuto. I frutti che vi crescono sono commestibili, ma potranno essere apprezzati solo dai soggetti dal palato più forte a causa del loro sapore acidulo.

La parte “stupefacente”, sarebbe a dire il ritaglio utilizzato per la lavorazione e quindi contenente i principi attivi, è contenuta all’interno delle foglie. Questa pianta trova il suo habitat naturale soprattutto nella fascia alpina, e quindi parliamo di altezze al di sopra dei 2500 metri.

Proprietà dell’arbutina

Classificata come pro farmaco, l’Arbutina viene ingerita oralmente e poi si scompone all’interno della flora intestinale. Qui viene viene disciolto l’aglicone idrochinone, che una volta assimilato viene eliminato all’interno dell’ urina. Nel corso della rimozione, l’idrochinone agisce da battericida. 

L’Arbutina è largamente concentrata anche nelle foglie dell’uva ursina, dove secondo recenti studi questa raggiunga il suo picco massimo soltanto in autunno.

Ulteriori costituenti di questo insieme chimico presente all’interno della pianta sono:

  • tannini
  • triterpeni
  • acido formico
  • sali di potassio
  • mucillagini
  • iridoidi

Questi agiscono come antinfiammatorio, analgesisci, diuretici, antiemorragici, vasi protettivi e antimicrobiotici. 

L’Arbutina opera in condizioni migliori laddove l’apparato urinario sia leggermente alcalino. Solo in questo caso l’Arbutina garantisce la sintesi di idrolisi in idrochinone. Grazie ai batteri Proteus sp., si garantisce una stabilità, al contrario si dovrà rendere alcalina l’urina con l’utilizzo di alcalinizzanti, come citrato di sodio e di potassio o bicarbonato di sodio, oppure facendo ricorso ad una dieta vegetariana che prediliga prodotti alcalinizzati.

Utilizzi dell’arbutina

In farmacia

Come già detto, la pianta maggiormente adoperata per la sua forte presenza di Arbutina è l’Arctostaphylos uva ursi(L.) Spreng. La troviamo soprattutto in prodotti farmaceutici sotto forma di estratto idroalcolico o tintura madre, in estratto secco titolato in arbutina al 6-10%, oppure come semplice tisana.

La tintura madre ha importanti proprietà nella cura di infiammazioni urogenitali, cistiti acute, nell’uretritenefriticistopielitinefrolitiasi, colitienteriti. È consigliato per questa cura un utilizzo molto forte, soprattutto quando l’urina si presenta basica.

L’uso è anche esterno, in quanto potrebbe garantire uno schiarimento cutaneo, oppure se utilizzato localmente previene la formazione di macchie scure. Quest’ultime trovano le cause della loro formazione in una eccessiva esposizione ai raggi solari o peggio delle lampade solari.

Le controindicazioni sono le medesime provocate dalla pianta stessa, però allungando il prodotto in acqua, l’alcool in essa contenuto verrà diluito, facendo in modo che possa essere dato a tutti.

Nei cosmetici

Largamente usata anche nel campo della cosmesi, l’Arbutina rappresenta un importante componente nella preparazione di cosmetici. Troviamo in essa importanti proprietà depigmentanti (capacità di schiarire le macchie scure della pelle), e perchè sopporta meglio l’idrochinone.

Con la sua azione l’Arbutina blocca la tirosinasi (enzima che tramuta tirosina in melanina) andando a misurarsi con la tirosina. La percentuale di Arbutina presente nei cosmetici varia tra l’1% e il 10%.

Controindicazioni sull’arbutina

Il fatto che l’Arbutina sia naturale non significa che questa sia priva di controindicazioni. Infatti è da tenere bene a mente che questa è sconsigliata soprattutto durante:

  • gravidanze,
  • allattamento,
  • in persone con gravi disturbi epatici,
  • in patologie irritative digestive.

La scienza grazie ai suoi studi ha inoltre reso noto che un utilizzo superiore almeno di 10 volte la dose consigliata di uva ursina, provochi anche disturbi come:

  • vomito,
  • nausea,
  • nervosismo,
  • insonnia, 
  • tossicità dell’idrochinone.

Il dosaggio dovrà dunque essere breve.

Le urine dei soggetti che ricorrono all’utilizzo dell’uva ursina, diventano di un particolare colore verde bruno che diventa ancora più scuro con l’esibizione all’aria. Questo particolare “evento” si ha per l’ossidazione dell’idrochinone. Niente di cui allarmarsi.

 

 

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