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Spina calcaneare plantare: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Spina calcaneare plantare: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere uno sperone osseo ignoto similare alla spina di rosa e che tende a formarsi nella zona dietro al calcagno, è la spina calcaneare plantare.

Che cos’è la spina calcaneare plantare?

Il calcagno risulta essere un osso del tarso, mentre il tarso risulta essere un complesso osseo composto dallo scheletro del piede. Solitamente coesa alla fascite plantare e ai problemi al tendine d’Achille, la spina calcaneare risulta essere la probabile causa di:

  • traumi tendinei oppure al muscolo del piede
  • stiracchiamenti alla fascia plantare e strappi contigui al periostio del calcagno
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La sintomatologia comune della spina calcaneare risulta essere la dolenza al piede. Al fine di ottenere una giusta diagnosi, il test consigliato risulta essere la radiografia al piede. La terapia curativa risulta essere di conserva. Nel caso in cui non dovessero esserci miglioramento, risulta possibile sottoporsi ad operazioni di chirurgia.

Separatori delle ossa del piede in 3 complessi (ossia ossa tarsali, metatarsali e falangi) risultano essere gli anatomisti. I primi sono posti inferiormente alle articolazioni della caviglia e risultano essere complessivamente sette di conformazione non regolare, e dunque: talo, calcagno, navicolare, cuboide e cuneiformi laterali, intermedi e mediali. I secondi rientrano nel complesso delle ossa allungate e risultano essere cinque. Le ultime risultano essere complessivamente quattordici e costituiscono i complessi ossei che formano le dita dei piedi, al di fuori del primo dito, il quale ne ha soltanto due.

Pertanto, la spina calcaneare risulta essere un’osteofita posto nella zona del calcagno. Vi sono due varietà di spina calcaneare, e dunque: la spina calcaneare inferiore e quella posteriore. La prima è posta superficialmente alla pianta del piede, inferiormente al calcagno e nella zona d’inserimento della fascia plantare. Solitamente, codesta situazione risulta coesa alla fascite plantare e sporadicamente alla spondilite anchilosante.

La seconda, è posta nella zona dietro al calcagno. Solitamente risulta decifrabile alla vista. Solitamente, codesta situazione risulta coesa ad infiammazioni del tendine d’Achille. Solitamente gli osteofiti tendono a formarsi a seguito di neo apposizioni ossee, causa di procedimenti di erosione e irritazione ossea superficialmente al quale subentrano anormalità. Nelle situazioni di spina calcaneare, il movente risultano essere le lesioni ai tendini e al muscolo del piede.

Cause

Sporadicamente, la spina calcaneare tende ad essere esito di patologie infiammatorie, quali l’artrite reattiva, la spondilite anchilosante e l’iperostosi scheletrica idiopatica proliferata. Fra i moventi, vi sono:

  • passeggiare con un atteggiamento posturale scorretto, causa di esaurimento al calcagno e ai legamenti posti nella zona limitrofa al calcagno e ai nervi
  • corsa e jogging su pavimenti duri
  • utilizzo di calzature scorrette
  • obesità e sovrappeso

Dato che la spina calcaneare risulta essere solitamente coesa alla fascite plantare, risulta opportuno tenere a mente che condizioni di pericolo sono:

  • avanzamento dell’età e deterioramento causa dell’abbassamento dell’elasticità della fascia plantare nonché ispessimento del cuscinetto grasso posto al di sotto del calcagno
  • diabete
  • sport scorretto
  • appiattimento ai piedi e piede cavo

Sintomi

Solitamente la spina calcaneare risulta essere sprovvista di sintomatologie, e dunque non comporta fastidi, sebbene spesso risulti avere sintomatologie, quali:

  • dolenza congrua e cronica nel corso della passeggiata, jogging e esercizio di corsa rapido
  • sensazione di intorpidimento nella zona tessutale che circoscrive la spina calcaneare
  • sensazione di dolenza tessutale intorno alla spina calcaneare

Il quadro clinico risulta coeso alla fascite plantare e presenta:

  • dolenza al tallone, causa dell’infiammazione alla fascia plantare
  • dolenza alla pianta del piede
  • dolenza mattiniera al piede, causa dell’abbreviazione della fascia plantare, il quale subentra nel corso della notte dato l’atteggiamento comportamentale avuto da parte delle dita dei piedi. Durante le ore del mattino, il moto necessitano di prolungamento e questo causa la fuoriuscita di un fastidievole senso di dolenza.

Diagnosi

La diagnosi consigliata al fine di studiare la problematicità risulta essere la radiografia del piede. Quest’ultima permette di ottenere immagini limpide alle ossa del piede e alle anormalità ad essa coese. Risulta essere un trattamento senza dolore, sebbene risulti opportuno tenere a mente che, nel corso dello svolgimento, il soggetto riceve radiazioni ionizzanti tossiche per lo stato salutare della persona.

Al fine di ottenere una diagnosi chiara delle problematicità coese alla spina calcaneare, risultano essenziali test specifici e anamnesi. Il primo risulta essere il complesso di diagnosi svolte dallo specialista al fine di evidenziare la compresenza e mancanza di tracce chiare in merito alla sintomatologia ignota, contrariamente all’anamnesi, la quale consiste nel complesso e nel quadro delle sintomatologie di cui ha bisogno lo specialista al fine di redigere il trattamento curativo maggiormente vantaggioso.

Possibili cure

La cura varia a seconda della compresenza e dei sintomi e necessita di trattamento curativo conservativo e chirurgico.

Solitamente, l’adoperamento di un trattamento cuativo conservativo risulta essere bastevole. Difatti, le operazioni di chirurgia tendono ad essere scelte soltanto nel momento in cui i trattamenti conservativi non hanno evidenziato esiti benevoli e distrutto pertanto le sintomatologie. Nel caso in cui non dovessero esserci sintomatologie, la spina calcaneare non necessita di cure.

Trattamento conservativo

Questo non ha la capacità di rimuovere la spina calcaneare sebbene possa conferire eccellenti esiti contrastanti i sintomi dolenti. Comunitarie terapie, prevedono:

  • sessione di ozio da eventuali lavori causa del subentro della dolenza
  • utilizzo di prodotti antidolorifici, al fine di abbassare la dolenza, quali: paracetamolo, ibuprofene e naprossene
  • stretching e attività di potenziamento muscolare delle articolazioni
  • uso di calzature che ovviano la pigiatura sulla spina calcaneare
  • uso di ortesi plantari da aggiungere all’interno delle scarpe, affinché risulti possibile abbassare la dolenza legata alla fascite plantare e alle problematicità legate al tendine d’Achille
  • fisioterapia al fine di salvaguardare la fascite plantare e i fastidi al tendine d’Achille

Trattamento chirurgico

L’operazione di chirurgia prevede l’eliminazione dell’osteofita e l’operazione di allungamento della fascia plantare. Susseguentemente al trattamento chirurgico, risulta essenziale che il soggetto segua le raccomandazioni dello specialista al fine di curare rapidamente ed efficientemente la problematicità ovviando complicanze.

Fra le raccomandazioni specialistiche, vi sono:

  • ozio sino al totale ripristino delle funzioni del piede
  • utilizzo di ghiaccio al fine di ridurre l’infiammazione
  • alzare la gamba
  • ovviare il carico sul piede sottoposto ad operazione chirurgica

Ulteriori però possono essere le complicazioni, quali: infezioni, dolenza neuropatica causa dei traumi, sensazione di formicolio al piede e cicatrici nella zona operata.

Spesso, la prognosi risulta vantaggiosa e ciò porta la scelta dell’operazione chirurgica alquanto sporadica. Al fine di preventivare il subentro della problematicità si consiglia di utilizzare calzature di ottima qualità che permettano di praticare sport al fine di agevolare l’eventuale subentro della spina calcaneare così come l’eventuale recidiva.

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