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Salmonella: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Salmonella: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

La Salmonella è una tipologia di piccoli batteri a forma di bastoncello, mobili e gram negativi, asporigeni e molto sviluppati. Il termine è stato clonato da quello del patologo e veterinario che per primo ha isolato la tipologia Salmonella choleraesuis, presente nell’intestino di un maiale: Daniel Salmon. 

Ingerire pietanze con forte contaminazione da parte di ceppi di salmonella, è causa di tossinfezione alimentare, meglio conosciuta come Salmonellosi, in grado di provocare

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Vi sono inoltre ulteriori agenti infettivi causa della febbre tifoide, molto diffusa nei paesi in via di sviluppo. Questa malattia viene contaminata attraverso gli alimenti già contaminati o solo tramite contatto diretto con il soggetto infetto.

Sintomi della Salmonella

La salmonellosi primitiva o salmonellosi minore, ovvero quella localizzata prettamente nel tubo digerente, è causa di gastroenteriti. Nel momento in cui si presenti più grave, provoca setticemia con palesamenti extra-intestinali tipo:

  • artriti
  • osteomieliti
  • polmoniti
  • meningiti
  • endocarditi

Le endotossine che vengono rilasciate dalla salmonella genere nausea, dolori addominali con susseguenti crampi e diarree liquide miste a muco, e qualche volta sangue. Qualche volta si sono anche presentati febbre tra 38/39°C e vomito.

I comuni sintomi della salmonellosi compaiono, in genere dopo il periodo di incubazione che va dalle 12 alle 48 ore. I sintomi, come già visto, possono essere molto variabili, anche se normalmente, tendono a scomparire dopo i 4/7 giorni.

In casi rari la salmonellosi ha condotto a decesso. Coloro che più rischiano di fronte a questa patologia sono:

  • neonati
  • lattanti
  • anziani
  • soggetti con altre patologie, tipo AIDS

La responsabilità varia a seconda della virulenza del sierotipo, della carica dei batteri e dalla condizione della salute del soggetto infetto.

Cause della Salmonella

La salmonella prolifera prevalentemente nel tratto intestinale degli animali che le espellono tramite le feci. Una volta espulsa dalle feci degli animali di ogni specie, sia domestici che da allevamento, e da quelle degli uomini, queste vanno a contaminare gli alimenti e l’acqua. 

Tra gli alimenti ad alto contagio delle salmonelle abbiamo:

  • Uova e pollame crudo o cotto poco
  • Pesci, crostacei e molluschi
  • Salse e crema fatte con uova crude, o cibi non pastorizzati
  • Latte

Questi cibi contaminati, in genere non mostrano alterazioni organolettiche, ovvero le variazioni nel colore, nell’odore, nel sapore e nella consistenza.

Oltre che nel solo tratto intestinale, la salmonella può andare a depositarsi anche in ulteriori tessuti, tipo le carni. Queste possono incrementarsi nelle uova, tramite contaminazione dell’animale stesso in presenza di infezioni alle ovaie, o nelle porosità del guscio, tramite le feci.

La salmonella, da come si è notato secondo molteplici studi, prolifera maggiormente in estate, soprattutto in edifici come ospedali, scuole o collegi, case di cura, caserme, ristoranti, o ulteriori edifici a ritrovo collettivo.

Tutti gli alimenti toccati da persone con scarsa igiene od infette, possono essere fattori di rischio. Molto nota è la “contaminazione crociata“, che avviene attraverso pietanze crude e cotte, carni e vegetali, che hanno subito errori di lavorazione e di conservazione.

Tra i fattori di rischio più noti possiamo avere:

  • Ingestione di frutti di mare crudi o poco cotti.
  • Mancata pulizia delle mani in seguito al contatto con cibi non cotti, animali e feci.
  • Ingestione di latte non pastorizzato.
  • Conservazione errata dei cibi, come tenere le uova a temperatura ambiente.
  • Contatto dei cibi con soggetti infetti.
  • Alterazioni della flora microbica intestinale.
  • Gastrectomia e farmaci antiacidi.
  • Incremento del pH gastrico.
  • Patologie infiammatorie.
  • Neoplasie intestinali.
  • Immunodepressione.
  • Utilizzo di antibiotici a breve tempo.
  • Corticosteroidi.
  • Iperaffollamento.
  • Scarse condizioni igieniche.

Il batterio della salmonella risulta molto sensibile agli agenti chimici e a quelli fisici; pertanto se si hanno temperature più basse di 5°C, la refrigerazione fa in modo che i batteri non si moltiplichino, evitando al contempo lo sterminio dei microorganismi. La congelazione, quindi, rende inattiva la salmonella.

Solo cuocendo i cibi, si ha la certezza che i fattori di infezione calino in maniera drastica, visto che i batteri vengono sterminati dal calore. Oltre a ciò, è importante ricordare che la salmonella può andare ad intaccare anche tavoli, piani cottura, piatti e posate, contaminando quindi i cibi che vi entrano in contatto; risulta quindi indicata una buona pulizia prima di cominciarne l’utilizzo.

Possibili cure alla Salmonella

Generalmente la gastroenterite provocata dalla salmonella è autolimitante, per cui i sintomi calano automaticamente dopo qualche giorno (vedi sintomi).

La misura terapeutica più indicata è la reidratazione di liquidi e sali minerali che vengono persi nelle scariche diarroiche. Visto che i farmaci non risultano molto efficaci nel decorso della salmonella, e quelli di “resistenza” risultano alquanto pericolosi, la terapia con gli antibiotici viene raccomandata soltanto ad anziani o defedati, bambini con età inferiore ai 2 anni, immunodepressi e pazienti affetti in maniera più grave.

Visto che le gastroenteriti da salmonella risultano altamente contagiose, le si deve denunciare in maniera quanto più repentina possibile.
Vogliamo lasciare qui di seguito una lista con alcuni accorgimenti al fine di aiutarvi a prevenire quanto più possibile la proliferazione dei batteri della Salmonellosi:

  • Lavare minuziosamente le mani prima di cominciare a preparare qualsiasi pietanza, ed essere precedentemente entrati in contatto con animali e/o feci.
  • Evitare l’assunzione di carne, uova o polli crudi o poco cotti.
  • Fare massima attenzione a salse o creme preparate con uova crude, tipo maionese, tiramisù e così via.
  • Evitare il consumo di uova dal guscio rotto e/o sporco.
  • Tenere ad una temperatura costante di 4°C le uova e gli alimenti freschi come maionese, creme varie o salse, consumandoli nel minor tempo possibili evitando lunghe conservazioni.
  • Scongiurare una contaminazione tra alimenti infetti, tenendo sempre separate le carni crude da quelle cotte e lavando minuziosamente tutti gli arnesi adoperati nella preparazione dei cibi crudi.
  • Sciacquare minuziosamente i cibi vegetali con dell’acqua potabile, prima di assumerli.

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