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Prurigo nodulare: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Prurigo nodulare: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Conosciuta ugualmente col denominativo di prurigo nodulare di Hyde, la prurigo nodulare risulta essere una patologia cronica che causa prurito.

Solitamente subentra nei soggetti affetti da atopie. Vi sono molteplici patologie sistemiche che causano il flusso peccaminoso prurigine, sfregamento, prurigine e dunque la cosiddetta prurigine nodulare. La terapia curativa risulta asintomatica e prevede l’utilizzo di pomate lenitive, a base di cortisone ed immunosoppressive, così come di fototerapia UVB.

Cause del Prurigo nodulare

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Le patologie infiammatorie della cute che risultano essere rischiose così come i moventi causa della prurigo nodulare risultano differenti, sebbene di rilevante importanza risulta essere la dermatite atopica.

Seppur si presenti in minor misura contigua, vi sono ulteriormente:

  • Linfomi cutanei a cellule T.
  • Lichen planus.
  • Dermatite erpetiforme.
  • Pemfigoide bolloso.

aventi la funzione di comportare la prurigine nodulare. Anche se la meccanizzazione delle molecole non risulti ad oggi nota, risulta opportuno affermare che vi sono interconnessioni problematiche fra la strutturazione dei nervi e le corrispettive guaine e le cellule infiammatorie e vascolari cutanee.

Il test istologico di traumi della cute di prurigo nodulare sottolinea difatti il subentro di infiammazioni all’interno del derma composto da cellule T, mastociti, eosinofili e modificazioni strutturali nervose con rigonfiamento. Le cellule della cute causano infiammazioni e prurigine con conseguente fuoriuscita di materiali, come:

  • Istamina.
  • Interleuchine.
  • Triptasi.
  • Prostaglandina.
  • Neuropeptidi.

La neuropeptidi, soprattutto, tende ad essere creata da neuroni, sebbene possa congiungersi ad un trasmettitore compresente superficialmente alle cellule della cute causando infiammazioni neurogeniche, composte da:

  • Vasodilatazione.
  • Perdita di plasma dai vasi.
  • Degranulazione dei mastociti con fuoriuscita di infiammazioni molecolari.

Fra le patologie sistemiche che causano prurigo nodulare, rientrano:

  • Mancanza renale cronica, causa di mal funzionamento anabolico di fosforo e calcio, ipervitaminosi A e della neuropatia periferica.
  • Stasi biliare, e dunque accatastamento di sali biliari all’interno delle vie biliari e all’interno del fegato.
  • Patologie ematologiche (quali linfomi e micosi fungoide).
  • Infezione causa virus (HIV)
  • Parassitosi.

Sintomi

Subentrante attraverso prurigine preponderante con conseguente fuoriuscita di traumi della cute (cosiddetti noduli) e rossori (cosiddetti eritematosi) è la prurigo nodulare, avente larghezza di 1-3 cm.

I noduli risultano essere prominenti, e presentano superficie levigata oppure ruvida con conseguente presenza di desquamazioni e croste oppure ulcere causa sfregamento. Subentrano principalmente sull’avambraccio posteriore, superficialmente ai glutei ed agli arti inferiori. L’area dorsale centrale risulta difficoltosa da toccare con la mano, tanto che difficoltoso è lo sfregamento e di conseguenza il subentro di traumi.

Codesta zona della cute rilascia traumi similari al corpo della farfalla. La compresenza di traumi superficialmente alle scapole e la mancanza di ricurvi centralmente alla schiena favorisce dunque la somiglianza al corpo della farfalla.

Il trauma risulta essere eritematoso contrariamente a quello di prolungate tempistiche che si presenta bruno. La superficie cutanea fra i noduli risulta essere regolare. La prurigo nodulare risulta pertanto suddivisa come:

  • Leggera, con compresenza di un ridotto quantitativo di noduli superficialmente alla cute.
  • Regolare, con compresenza di 20-100 traumi.
  • Rischiosa, con un quantitativo maggiore di 100 traumi.

Al di fuori della prurigine, determinati soggetti manifestano sintomatologie come senso di accaloramento oppure frescura, brulichio e infiammazione.

Diagnosi

Opportuno, in caso di sfogo cutaneo, è un esame diagnostico che incentivi l’individuazione e l’avviamento di patologie dermatologiche e che non sono causa della prurigo nodulare, quali:

  • Dermatite atopica.
  • Patologie bollose.
  • Insufficienza renale.
  • Stasi biliare.
  • Patologie ematologiche, endocrinologiche, infettive, neurologiche e psichiatriche.
  • Tumori.

alla fine del quale viene redatta la somministrazione giusta di innovativi prodotti farmacologici. Lo studio clinico e specialmente il test istologico di un campione cutaneo della lesione attraverso esame di biopsia, incentiva l’esclusione di:

  • Lichen planus.
  • Dermatite erpetiforme.
  • Pemfigoide bolloso.
  • Vasculite.
  • Follicolite da lieviti.
  • Ulteriori patologie infiammatorie della cute.

Gestazione

Nella fase della gestazione risulta possibile il subentro di eruzioni pruriginose connesse alla prurigo nodulare, coese all’interno del complesso delle eruzioni polimorfe gravidiche, ovviando probabili complicanze. Risulta pertanto opportuno ovviare:

  • Pemfigoide gravidico, patologia bollosa autoimmunitaria che subentra con preponderante prurigine, papule e vescico-bolle soprattutto nella zona periombelicale.
  • Prurigine gravidica causa della colestasi.

La prognosi risulta avversa a seconda della patologia alla base della prurigo nodulare. Quest’ultima compromette negativamente il qualitativo vitale causa di:

  • Fastidi dell’assopimento.
  • Solitudine.
  • Imbarazzo psichico.

Eventuali complicazioni risultano alfine composte dalle infezioni oppure sovra infezioni della cute causa dello sfregamento cronico.

Possibili cure

La terapia curativa della prurigo nodulare, soprattutto nel momento in cui non risulta possibile l’intervento sul movente alla base, svolge azione di blocco per quanto concerne il flusso peccaminoso prurigine, sfregamento, prurigine.

Per ciascun soggetto avente codesta patologia, risulta opportuno redigere un programma di cura soggettiva che preveda cause come:

  • Fascia d’età.
  • Patologie compresenti.
  • Complessità della prurigo nodulare.
  • Qualitativo della vita.
  • Effetti collaterali dei prodotti farmacologici.

Il trattamento curativo solitamente prevede lunghe tempistiche di utilizzo. Le pomate e gli ungenti risultano essenziali in codesta terapia curativa, in quanto la secchezza cutanea è spesso causa di prurigine. Non soltanto le sostante lenitive, bensì anche i prodotti a base di cortisoni topici, risultano essere il primario passaggio per la terapia.

Al fine di abbassare gli effetti collaterali, risulta opportuno utilizzare pomate immunosoppressive. Contrariamente, nei soggetti affetti da patologia grave, risulta opportuno il ricorso alla fototerapia ad UVB oppure UVA. Gli antistaminici per via orale rientrano nei prodotti efficienti per quanto concerne la sintomatologia della prurigine, abbassando difatti lo sfregamento e la fuoriuscita di ulteriori traumi.

Nei soggetti che non hanno benefici da codeste terapie, risulta opportuno l’uso per via orale di composti derivati dalla vitamina A (quali acitretina) che permettono di operare attraverso la velenosità sull’ipertrofia delle fibre nervose e degli immunosoppressori (quali steroidi, azatioprima e ciclosporina).

Pertanto, bisogna deidratare accuratamente la cute usando contiguamente pomate emollienti al fine di preventivare il subentro patologico.

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