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Polipi Nasali: cosa sono, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Polipi Nasali: cosa sono, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Per polipi nasali vogliamo intendere dei noduli a goccia, che si formano sulla superficie che riveste le cavità nasali, o seni nasali, in maniera più specifica, all’interno del naso. Hanno un colore perlaceo, mentre le dimensioni sono variabili; sovente, il soggetto portatore, ne ignora la presenza, in quanto quelli più minuti non generano alcuna problematica.

I polipi nasali aventi dimensioni più grandi, al contrario, tendono a ostruire la cavità o seno nasale, generando di conseguenza:

  • ostruzione nasale
  • anosmia, od olfatto ridotto
  • rinorrea e gocciolamento dal naso
  • soventi infezioni al seno nasale
  • dolori facciali, seppur meno comuni.
Questi inducono spesso il soggetto a respirare dalla bocca, apportando particolare fastidio soprattutto di notte, avendo come conseguenza dei disturbi del sonno. 
Nonostante questi possano interessare chiunque, ad ogni modo, risultano più frequenti prevalentemente negli adulti, che soffrono di:
  • asma
  • infezioni al seno, o sinusiti
  • allergie.

I bambini affetti da fibrosi cistica sono quelli più a rischio di sviluppo.
farmaci consentono di ridurne le dimensioni, e solo in rari casi l’eliminazione, in quanto è di solito richiesta la chirurgia. Dopo l’intervento si noteranno significativi miglioramenti dei sintomi, nonostante coloro che hanno perso l’olfatto non riescono a riottenerlo.
In una media di 7 soggetti operati su 10, i polipi nasali tendono a fare ritorno.

Cause dei polipi nasali

Cavità e seni nasali sono in linea con la mucosa, quale tessuto addetto nella produzione di liquido appiccicoso, meglio noto come muco. All’interno della membrana vi sono dei piccoli vasi sanguigni, e la stessa è coperta peli minuscoli, definiti ciglia. Nel momento in cui si va ad ispirare, i seni nasali rappresentano l’ingresso dell’aria, insieme ad una moltitudine di insenature e fessure, ove l’aria si riscalda ed inumidisce prima dell’arrivo ai polmoni, opportunamente pulita anche da muco e ciglia.

Nonostante non sia stata individuata la causa scatenante dei polipi nasali, questi tendono a formarsi quando la mucosa risulta continuamente infiammata. L’infiammazione diviene cronica laddove sintomi e segni hanno durata maggiore di 12 settimane.

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Non si sa esattamente come questa infiammazione cronica generi i polipi, nonostante la spiegazione più scontata sembri essere la risposta stessa del sistema immunitario.
I polipi hanno tendenza a svilupparsi nell’intera cavità e seni nasali, nonostante siano sovente più prossimi ai seni.

Sintomi dei polipi nasali

Come precedentemente accennato, i polipi dalle dimensioni minori, non provocano particolari problematiche o sintomi specifici. Al contrario, invece, quando i polipi sono più grandi, oppure quelli piccoli sono molto numerosi, esiste la probabilità di ostruzione del passaggio d’aria, provocando così dei sintomi che si avvicinano a quelli del raffreddore, quali:

  • ostruzione del naso e/o difficoltà nel respirare
  • gocciolamento del naso
  • scolo retronasale, ovvero il muco scaricato in gola
  • olfatto ridotto
  • gusto ridotto
  • senso di pressione al viso
  • russamento
  • mal di testa
  • sindrome delle apnee notturne.

E’ probabile la comparsa della sinusite, la quale prevede dolore alla faccia, mal di denti, febbre e così via.

Diagnosi dei polipi nasali

La diagnosi del medico dei polipi nasali avviene basandosi su:

  • anamnesi, ovvero sintomi, storia clinica e stato di salute
  • esame fisico con minuziosa ispezione al naso, in quanto i polipi sono sovente osservabili soltanto mediante strumento illuminato.

Ulteriori esami utili per la diagnosi dei polipi nasali, possono essere:

  • Endoscopia nasale, mediante uno stretto tubo con alla base una lente di ingrandimento oppure una piccola fotocamera, si va ad osservare il naso interno nel dettaglio.
  • Tomografia computerizzata, TAC, quale esame a raggi X che permette allo specialista di osservare polipi od ulteriori anomalie sempre legate all’infiammazione cronica. Questo permette al medico di individuare ulteriori ostruzioni nel naso, tipo una crescita cancerosa; l’alternativa risulta essere la risonanza magnetica.
  • Test allergici, prevalentemente cutanei, per capire l’origine dell’infiammazione cronica. Il prick test, quali test cutanei allergici, prevede l’applicazione di gocce di reagente, o allergeni, sulla cute per almeno 15 minuti, e prevalentemente su avambraccio o parte alta della schiena, così da osservare probabili reazioni allergiche.

Possibili cure ai polipi nasali

Il trattamento per i polipi nasali mira prevalentemente a:

  • ridurre in dimensioni i polipi e/o eliminarli
  • eliminare ulteriori disturbi, tipo allergie, le quali possono generare infiammazioni croniche in cavità e seni nasali.

La condizione è sovente spiacevole, per cui la risoluzione deve essere definitiva.

Farmaci

Il trattamento mediante farmaci, prevede l’utilizzo di:

  • Spray cortisonici, così da diminuire infiammazione e dimensione dei polipi. Solo in rari casi si notano degli effetti collaterali come irritazione alla mucosa del naso, mal di gola e sangue dal naso. Lo spray va utilizzato piegando la testa in avanti, e non indietro, come è comune a molti fare.
  • Cortisone orale, laddove quello locale non basti, ed utilizzato da solo oppure in combinazione con quello spray. Si suole prescrivere il prednisone, o Deltacortene®, tollerato soltanto per poco tempo; un utilizzo prolungato può generare osteoporosi, pressione alta, diabete ed incremento del peso.

Nel caso in cui persistino ulteriori condizioni, queste possono essere trattate mediante:

  • antistaminici, per allergie
  • antibiotici, per infezioni tipo sinusiti
  • antifungini, per allergie fungine.

Le terapie aerosoliche ed i trattamenti terminali non regalano risultati né per quanto riguarda le infiammazioni, né per quanto riguarda la regressione.
Molto utili possono invece essere le soluzioni fisiologiche per effettuare lavaggi nasali che prevengono l’accumulo delle secrezioni.

Chirurgia

Laddove i farmaci non bastino a regalare al soggetto buone condizioni di vita o recupero totale, si può fare invece ricorso all’intervento chirurgico. L’intervento è strettamente legato a:

  • dimensione dei polipi
  • numero
  • posizione.

I piccoli polipi e quelli isolati, si possono eliminare mediante un piccolo dispositivo di aspirazione meccanica, il laser oppure il microdebrider, quale strumento che permette dissezione ed aspirazione dei polipi nasali in contemporanea. Il procedimento viene definito polipectomia, ed avviene in ambulatorio, con anestesia locale e/o sedazione.

La chirurgia è riservata a chi possiede polipi ai seni paranasali, in grado di generare infiammazioni. L’intervento, o FESS, prevede un’anestesia totale, ed ha durata di 45-60 minuti.

Il chirurgo, in questo caso, andrà ad inserire un tubicino, od endoscopio, con all’origine una lente di ingrandimento o piccola fotocamera, all’interno delle narici, passandolo per l’intera cavità nasale. Dei minuti strumenti permetteranno l’eliminazione dei polipi ed ulteriori ostruzioni. Non si subiranno quindi delle incisioni al viso, portatrici di cicatrici visibili.

Dopo l’intervento sarà necessario riposarsi, nonostante le complicazioni siano molto lontane, nel caso si noteranno:

  • croste là dove erano presenti i polipi
  • perdita di sangue, da segnalare laddove abbondante
  • infezioni.

Successivamente all’intervento si possono consigliare anche lavaggi nasali mediante soluzione fisiologica, così da velocizzarne la guarigione.
I sintomi scompariranno dopo qualche anno, e non poco comune è la ricomparsa di altri polipi, che possono richiedere un altro intervento. In questo ambito è utile lo spray cortisonico, in grado di ritardare una nuova ricomparsa.

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