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Mielina: che cos’è, a cosa serve, dove si trova e controindicazioni

Mielina: che cos’è, a cosa serve, dove si trova e controindicazioni

La mielina è un’essenza formata maggiormente da lipidi proteine, ed ha una forma a lemella. La parte della Mielina che ricopre gli assoni dei neuroni è di un colore che varia tra il bianco e il grigio, con delle sfumature gialline; la copertura può essere lisicia (monostratificato), ma anche costituita da varie superfici circolari, creando una specie di guaina o un manicotto.

Che cos’è la Mielina?

In base al numero di superfici di Mielina che proteggono l’assone, si tratterà di fibre nervose amieliniche (cioè un unico rivestimento privo di una copertura resistente); e di fibre nervose mieliniche( ovvero un manicotto costituito da più superfici). In assenza di Mielina, il composto nervoso risulterà colore grigio; per questo si tratterà di essenza grigia. In presenza di Mielina, il composto nervoso sarà bianco; perciò si tratterà di essenza bianca.

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All interno del Sistema nervoso centrale gli assoni sono completamente mielinizzati, invece andando sempre di più verso l’esterno le fibre simpatiche non sono protette da una guaina mielinica. In questo articolo, più avanti scopriremo che, la composizione delle guaine mieliniche dipende dagli Oligodendrociti ( riferito alla Mielina del sistema nervoso centrale) e dalle Cellule di Schwann (per quanto riguarda il sistema nervoso esterno).

Quindi, la Mielina che ricopre gli assoni dei neuroni, è formata dalla membrana plasmatica delle cellule di Schwann(all’interno del sistema nervoso esterno) e dagli oligodendrociti (all’interno del sistema nervoso centrale).

A cosa serve la Mielina?

La funzione principale della Mielina è quella di permettere una giusta connessione degli stimoli nervosi, aumentandone la velocità di passaggio tramite la così chiamata “conduzione saltatoria”. Difatti, all’interno delle fibre mieliniche, gli assoni non sono ricoperti dalla mielina in maniera omogenea, ma sono rivestiti a pezzi, creando una sorta di restringimenti che lasciano intravedere la nascita di molti piccoli “salsicciotti”.

Così facendo l’impulso nervoso, invece di attraversare la fibra per tutta la sua lunghezza, può andare verso l’assone balzando di salsicciotto in salsicciotto ( però non distribuendosi in ogni nodo ma ne evita alcuni). Il punto di rottura della guaina mielinica, da un tratto all’altro, vengono chiamati Nodi di Ranvier. In merito al processo di balzo, la rapidità con cui si manifesta per tutto l’assone varia da 0.5-2 m/s a 20-100m/s.

Il secondo compito abbastanza importante della mielina è quello di fungere come prevenzione meccanica e mantenimento nutritivo nei riguardi dell’assone che ricopre.
In mancanza di mielina i neuroni quando sono a livello SNC, agitandosi,reagiscono aipiù vicini e continui impulsi. Ed è per questo che la presenza di un isolante diviene importante, perchè la mielina seguirebbe lo stesso procedimento di un filo elettrico non conduttore provocando così un dispendio di energia senza portarla alla fine.

Osservando i costituenti della mielina, è evidente una maggiore partecipazione dai lipidi, dove predomina il colesterolo e vi è una sottrazione di fosfolipidi per esempio lecitina e cefalina. Per quanto riguarda le proteine invece, esse sono caratterizzate da una proteina basica e dalla proteina proteolipidica; inoltre, vi sono anche proteine di importanza inferiore come ad esempio la più conosciuta e così chiamata proteina oligodendrocitaria.

Essendo degli elementi che appartengono al corpo umano, a volte capita che il sistema immunitario identifica le proteine mieliniche sotto forma di “self”, ovvero come presenze favorevoli e non sgradevoli;

Però in casi particolari, capita che i linfociti hanno comportamenti “autoaggressivi” ed intaccano la mielina, eliminandola in poco tempo. Si tratta della sclerosi multipla, una patologia che conduce progressivamente all’eliminazione della copertura mielinica, fino all’annientamento della della cellula neuronale. Quando avviene l’infiammazione o la distruzione della mielina, il passaggio verso la struttura nervosa si rovina, allenta o si interrompe del tutto.

Quando si è ancora alla fase iniziale della patologia, la rottura provocata alla mielina in parte può essere ancora recuperabile, ma con il tempo potrebbe causare un malanno ancora maggiore ai filamenti nervosi inferiori. In passato si credeva che la mielina una volta rovinata, non poteva formarsi nuovamente. Però, ultimamente è stato scoperto che il sistema nervoso centrale può rigenerarsi,  creando così nuova mielina, e ciò ha permesso la visione di nuove possibilità curative per la terapia della sclerosi multipla.

Dove si trova la mielina?

Come è già stato detto prima, la mielina è ricoperta da una membrana plasmatica formata da cellule speciali, detta plasmalemma, che circonda molteplici volte l’assone.
Nel sistema nervoso centrale, la mielina viene ricreata da cellule chiamate oligodendrociti, invece all’esterno la stessa cosa è avvolta dalle cellule di Shwann. Entrambe le funzioni cellulari fanno parte delle così chiamate cellule gliali.

La ricomparsa della mielina si ottiene quando le cellule gliali circondano l’assone attraverso le proprie membrane plasmatiche, pressando il citoplasma verso l’esterno in modo tale che ad ogni copertura viene associata per giunta a due superfici di membrana; Per capire di cosa si sta parlando, si può considerare l’andamento della mielinizzazione come un palloncino sgonfio che ricopre una matita, oppure ad esempio di un tessuto a più strati che avvolgono un dito.

Siccome all’interno del Sistema Neuronale Centrale lo spazio è limitato, ogni singolo oligodendrocita procura la mielina per un unico fattore, ma di più per gli assoni;
ciò significa che ogni assone è ricoperto da filamenti mielinici costituiti da oligodendociti differenti. Mentre all’esterno, ogni cellula di Shwann procurala mielina per un unico Assone.

Le cellule di Shwann e gli Oligodendrociti sono sollecitati nel procurare mielina dal diametro dell’assone: All’interno del SNC ciò accade se il diametro è di 0,3 μm; invece all’interno del SNP succede quando il diametro parte dai μm. A volte la grandezza della guaina mielinica, ovvero dal totale delle superfici che la costituiscono, è equilibrato al diametro dell’assone e di conseguenza corrisponde anche alla sua lunghezza.

Le fibre mieliniche sono costituite da micro lineamenti di assoni scoperti: ogni lineamento è ricoperto da una cellula di Shwann, che spedisce piccole diramazioni citoplasmatiche che dividono ogni singolo assone. All’interno delle fibre amieliniche, perciò, moltissimi assoni di grandezza inferiore possono far parte delle inversioni di un’unica cellula di Shwann.
Verso l’esterno invece, la comparsa della mielina create dalle cellule di Shwann permettono alle fibre neuronali l’occasione di riprodursi, passaggio che in passato si pensava che non potesse accadere all’interno del Sistema Nervoso Centrale.

Gli oligodendrociti al contrario delle cellule di Shwann, non permettono la riproduzione delle cellule nervoso se vi è una rottura. Diversi studi fatti di recente, però hanno dimostrato che la formazione pur essendo complicata può avvenire anche all’interno del SNC, e che addirittura, gradualmente si può avere la riproduzione di nuovi neuroni, e che quindi può avvenire la così detta “neurogenesi”.

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