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Leucorrea: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Leucorrea: che cos'è, sintomi, cause e possibili cure

Leucorrea significa scarico bianco, e si suole utilizzare per indicare una fisiologica secrezione dalla vagina di liquido bianco-trasparente, privo di odori e privo di sintomi. Queste perdite non sono nulla di anomalo, ma qualcosa che si manifesta dall’età fertile.

Che cos’è la leucorrea?

Il muco è il prodotto di alcune ghiandole che si trovano all’interno della porzione dell’utero, meglio nota come cervice uterina, collo dell’utero. Anatomicamente parlando, questa è composta di epitelio colonnare, dove sono site delle ghiandole che producono muco, ed ha triplice funzione:

  1. Lubrificante, in quanto tiene umida e sempre lubrificato l’epitelio vaginale, privo di ghiandole muco-secernenti.
  2. Tenuta della fertilità, in quanto tiene alcalina la vagina, di norma acida, rendendo così l’ambiente prolifico alla risalita degli spermatozoi in seguito ad un atto sessuale.
  3. Difesa, in quanto risulta essere una barriera protettiva dalle infezioni.
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Il muco secreto, è regolato dagli ormoni sessuali, estrogeni soprattutto, ed è fenomeno comune in tutte le donne sane entrate in età fertile. Queste perdite si hanno prima in età prepubere, andando ad anticipare quello che è il primo ciclo mestruale, o menarca. Prima di arrivare a questa età, è raro riscontrare delle perdite biancastre, tranne che nelle neonate, almeno nelle prime 2 settimane successive alla nascita, vista l’esposizione estrogena della mamma.

Il muco non viene prodotto sempre nei medesimi quantitativi, ma tende invece a variare in base alle fasi vitali femminili, per cui sono più abbondanti:

  • Giorni precedenti l’ovulazione, dove il muco non solo è abbondante, ma anche filamentoso, elastico, somigliante al bianco d’uovo;
  • In gravidanza, o meglio leucorrea gravidica, dove sono normali delle perdite vaginali acquose e trasparenti.

Sono sicuramente meno comuni in menopausa, vista la diminuzione della produzione di ormoni e l’assottigliamento della mucosa vaginale.
Ulteriori fattori che possono provocare la fuoriuscita di muco sono:

  • sbalzi climatici
  • alimentazione
  • pillola anticoncezionale
  • igiene personale
  • eccitazione sessuale
  • stress emotivo.

A questo muco si aggrega poi una normale desquamazione epiteliale vaginale, che produce poi un secreto dal colore biancastro-trasparente, con un odore acidulo, visti i lattobacilli presenti, in grado di produrre acido lattico.

Vi sono casi in cui queste perdite bianche prendono colore, consistenza ed odore differenti, o divenire invece più abbondanti, provocando disagio nella donna. Queste manifestazioni sono indice di leucorrea patologica, con presenza di affezione alla cervice o alla vagina.

Sintomi della leucorrea

La leucorrea può essere anche del tutto asintomatica, per cui la donna in questione presenterà soltanto delle secrezioni vaginali, all’occorrenza abbondanti, provocando disagi durante lo svolgimento delle comuni mansioni.

A seconda dalla causa portante, la leucorrea può presentare differenti sintomi, come:

  • Bruciore alla minzione
  • Bruciore intimo
  • Dolore durante l’atto sessuale
  • Dolore al ventre basso
  • Perdite dalla vagina, dal colore:
    ➜ giallo
    ➜ verdognolo
    ➜ marrone
    ➜ rossastro
  • Perdite vaginali dall’anormale consistenza:
    ➜ lattiginosa, per infezioni batteriche
    ➜ grumosa, come ricotta e tipica dell’infezione da Candida
  • Perdite dal cattivo odore, come quello di pesce avariata, tipico dell’infezione di Gardnerella
  • Prurito intimo
  • Irritazione e/o arrossamento alla mucosa vaginale e genitali esterni
  • Mestruazioni irregolari
  • Tumefazioni sull’addome.

Cause della leucorrea

La leucorrea fisiologica, e quindi quella non legata a patologie, è sovente riferita alla stimolazione estrogena: la condizione non è assolutamente anormale o prevede cure specifiche.

La leucorrea gravidica prevede un aumento nella produzione di muco, visto l’incremento della sintesi di estrogeni. Questa non fa presagire a malattie, potrebbe essere invece utile per difendere e pulire il canale vaginale, proteggendo l’utero. E’ questo un motivo per cui le neonate possono manifestare, per poco tempo, leucorrea, in seguito all’esposizione uterina agli estrogeni.

La leucorrea si manifesta anche per differenti condizioni patologiche, quali:
  • polipi o fibromi uterini
  • cervicite
  • malattia infiammatoria pelvica
  • ectropion
  • vulvo-vaginite
  • tumori ginecologici
  • farmaci
  • corpi estranei
  • sostanze chimiche.

Una delle più comuni cause della leucorrea, è senza dubbio un polipo presente sul collo dell’utero, in grado di secernere del muco. E’ di sicuro un tumore benigno, quindi non causa di preoccupazioni, e facilmente riscontrabile dal ginecologo. Questi sono molto frequenti nelle donne mature, avente età maggiore dei 40 anni.

Per cervicite si intende un’infiammazione, che sia acuta o cronica, del collo dell’utero, che può esser provocata da differenti cause, quali:

  • infezioni batteriche, da micosi o virali
  • dispositivi intrauterini contraccettivi
  • allergia al preservativo
  • sostanze chimiche irritanti, quali spermicidi oppure lavande vaginali.

In queste situazioni, la cervice uterina si manifesterà sicuramente più arrossata e con tanti piccoli puntini rossi, denominati petecchie, termine da cui deriva la cervice a fragola.

La malattia infiammatoria pelvica è causata sovente da infezione batterica agli organi riproduttivi femminili presenti nella piccola pelvi, come utero, tube di Falloppio od ovaie. n seguito a questa, si manifestano disturbi, quali:

  • perdite vaginali
  • mal di pancia
  • bruciore alla minzione
  • dolore durante il rapporto sessuale
  • mestruazioni irregolari
  • febbre.

Per ectropion, o piaghetta, si intende un’estroflessione ad una parte del collo dell’utero, vicino al canale vaginale. Questa si manifesta mediante espansione del tessuto che riveste il canale cervicale fino al canale vaginale. Questa può essere sia congenita, oppure manifestarsi in seguito alle lacerazioni di un parto od infezioni.

Il Trichomonas vaginalis è un protozoo che provoca sovente delle infezioni a vagina, cervice uterina, uretra e vie urinarie. Questo si trasmette sessualmente oppure, ma soltanto in casi più rari, attraverso lo scambio di indumenti od oggetti contaminati. Ulteriori patogeni causa di vulvo-vaginite, sono delle infezioni dovute a:

  • Candida Albicans
  • Gardnerella vaginalis
  • Herpes simplex
  • Gonorrea
  • Chlamydia trachomatis.

tumori ginecologici sono molto comuni nelle donne, insieme al tumore alla mammella e al tumore del colon-retto. Il sintomo per eccellenza è la perdita di sangue post-coitale, intramestruale oppure in menopausa, insieme al dolore al basso ventre e ad un incremento delle secrezioni vaginali.

Esistono inoltre ulteriori fattori che possono operare sull’equilibrio vaginale, portando ad irritazione e causare perdite anomali dalla vagina. Questi sono:

  • Prodotti per l’igiene intima differenti
  • Detersivi ed ammorbidenti
  • Spray femminili
  • Creme
  • Lavande vaginali eccessive
  • Gel o schiume contraccettive
  • Farmaci come gli antibiotici
  • Assorbenti interni
  • Rasatura completa del pube.

Possibili cure alla leucorrea

Normalmente, le perdite vaginali non richiedono trattamenti, salvo per il disagio, che potrà esser combattuto mediante l’utilizzo dei salva-slip.
La leucorrea patologica richiede una terapia che cambia in base alla causa; il ginecologo in questo caso può andare a prescrivere:

  • Terapie locali con ovuli o creme-gel vaginali
  • Terapie sistemiche in capsule.

Gli antibiotici e gli antivirali si prescrivono per infezioni batteriche o virali al collo dell’utero o vaginale. Nel caso sia scatenato da una malattia venerea trasmessa sessualmente, dovrà essere anche il partner ad iniziare la terapia.

Si passa agli antimicotici nel caso in cui vi siano dei parassiti fungini, come nel caso della candidosi vaginale. Si predilige il metronidazolo per l’infezione causata da trichomonas vaginalis. 

E’ possibile ricorrere anche a dei prodotti naturali, utili per idratare e lenire irritazioni ed arrossamenti ai genitali esterni e alla mucosa vaginale. I più indicati sono:

  • Creme a base di calendula, acido Ialuronico e bergamotto
  • 2 o 3 gocce di olio di Tea tree, che andranno diluite con acqua, da farsi per l’igiene intima.

E’ preferibile evitare lavande vaginali, se non opportunamente prescritte, in quanto tendono ad impoverire lo strato di mucosa protettiva della vagina e della flora batterica, favorendo invece una persistenza o intensificazione della leucorrea.
Si opta per la chirurgia nei seguenti casi:

  • Grandi cisti ovariche, se non si riesce a ridurle con la pillola anticoncezionale
  • Grandi polpi o fibromi uterini
  • Tumori maligni, i quali necessitano di un intervento di isterectomia, ovvero l’asportazione dell’utero con linfonodi della pelvi.
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