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Insufficienza Venosa: che cos’è, cause, sintomi e possibili cure

Insufficienza Venosa: che cos'è, cause, sintomi e possibili cure

L’Insufficienza Venosa è una condizione patologica legata alla circolazione, dove le vene non riescono a portare quantità adeguate di sangue da tutte le estremità fino al cuore. La patologia può essere legata ad altre alterazioni patologiche delle vene, come dermatite da stasi, trombosi venosa profonda e varici, o quando sono sottoposte ad eccessivi carichi funzionali, come per esempio linfedema, alterazioni posturali e così via.

Quando l’insufficienza venosa si verifica negli arti inferiori, viene generato un innalzamento di pressione nei capillari, avente come conseguenza edema, ipossia generalizzate e lattacidemia, che non è altro che una presenza massiccia di acido lattico all’interno del sangue.

Cause dell’Insufficienza Venosa

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L’insufficienza venosa vede tra le cause scatenanti principali alcuni fattori ben definiti, e tra questi ritroviamo:

  • Stare in postura statica per molto tempo,
  • Gravidanze,
  • Ipertensione,
  • Obesità,
  • Lavorare in ortostatismo, stando cioè in piedi senza muoversi per molto tempo,
  • Predisposizione genetica,
  • Eccessivo fumo,
  • Trombosi venosa cronica,
  • Se si è donna,
  • Statura elevata,
  • Terapia ormonale estrogenica.

Tra queste però non è stata elencata l’alterazione della capacità valvolare, che è forse una delle cause scatenanti più importanti, soprattutto per l’insufficienza venosa cronica. In questi casi, le valvole delle vene che si trovano in vasi più grossi, bloccano reflusso di sangue, aiutando nella regolarizzazione sanguigna.

Risultano perciò importanti le valvole, in quanto capaci di bloccare un accumulo sanguigno anomalo. Nel momento in cui vi sia un’alterazione del sistema, le valvole non riescono a funzionare più correttamente nella circolazione ematica, e sono questi i casi in cui si verificano varici ed insufficienza venosa.

Sintomi dell’Insufficienza Venosa

I sintomi comportati dall’insufficienza venosa, possono cambiare da soggetto a soggetto; infatti alcuni presentano un lieve gonfiore alle gambe, mentre altri presentano il disturbo in maniera più accentuata, tanto da arrivare addirittura a danneggiare la qualità della vita.

Oltre questo, comunque sono presenti ulteriori sintomi legati alla patologia, tra questi abbiamo:

  • Macchie scure sulla pelle,
  • Crampi ai polpacci, soprattutto di notte, andando di conseguenza a nuocere sulla buona qualità del sonno e quindi sulle attività giornaliere,
  • Accrescimento delle vene in superficie,
  • Dolenza delle vene ectasiche o varicose,
  • Edema continuo sull’arto in questione, in genere scompare stando in posizione sdraiata,
  • Flebite o infiammazione delle vene in superficie,
  • Formicolio alle gambe,
  • Gambe e caviglie gonfie,
  • Iperpigmentazione della pelle in corrispondenza degli arti inferiori,
  • Pelle più spessa e dura in corrispondenza della zona interessata, ciò dovuto all’alto deposito di fibrina attorno ai capillari,
  • Porpora, ovvero la comparsa di piccoli ematomi sulla cute,
  • Prurito alle gambe,
  • Gambe pesanti,
  • Teleangectasie, o lentezza del flusso del sangue nonchè comparsa di varici,
  • Trombosi venosa cronica, ovvero aggravamento della flebite dovuto al non facile ritorno di sangue dalle vene al cuore,
  • Ulcere cutanee,
  • Vene varicose.

Possibili cure per l’Insufficienza Venosa

Per combattere e trattare l’insufficienza venosa, è possibile intervenire a livello terapico, farmacologico o medico. Questo dipende sempre dallo stadio a cui si ritrova la patologia, e da quale sia la causa.

Intervenendo a livello medico-farmacologico, si può riparare alla radice del problema, ma anche alleviare i sintomi andando di conseguenza ad ottimizzare la qualità di vita del paziente in questione.

Accorgimenti giornalieri

Molte volte la problematica risulta più presente in soggetti avente uno stile di vita e alimentazione scorretti. L’obesità e la vita sedentaria, non possono far altro che incrementare l’aggravarsi della problematica, nonché generarla, perciò è indicato per questa tipologia di pazienti praticare dello sport in maniera regolare e seguire una corretta dieta ipocalorica. Ulteriori accorgimenti potrebbero essere:

  • Uso di calze elastiche o bende a compressione, capaci di diminuire il gonfiore e il dolore;
  • Guardarsi dallo stare in posizioni statiche per molto tempo, al fine di agevolare il ritorno del sangue al cuore;
  • Guardarsi dallo stare in posizione eretta senza muoversi per molto tempo;
  • Evitare ambienti caldi e umidi, al fine di evitare la vasodilatazione;
  • Utilizzare creme ad attività capillaro-protettiva, antiedemigene e decongestionante, si consigliano in particolare quelle a base di estratti di meliloto, vite rossa, equiseto, anice, maggiorana, amamelide e ginkgo biloba.

Seguendo questi pratici accorgimenti in maniera costante, si può diminuire il rischio di contrarre l’insufficienza venosa, nonché a velocizzare la guarigione.

Farmaci indicati per la cura

Nel momento in cui si nota che nonostante gli accorgimenti, l’insufficienza venosa resta inalterata, si deve ricorrere ad una cura farmacologica. Vengono consigliati in particolar modo farmaci aventi i seguenti principi attivi:

  • Farmaci anticoagulanti con applicazione locale in grado di agevolare la circolazione del sangue;
  • Iniezioni a base di sostanze sclerosanti;
  • Farmaci flebotonici in grado di accrescere il tono delle vene, diminuendo pesantezza e affaticamento degli arti inferiori;
  • Farmaci profibrinolitici in grado di disfare la fibrina in eccesso accumulatasi nelle vene varicose.

Possibili interventi chirurgici

Quando i soli farmaci non bastano, ma anzi, l’insufficienza venosa viene affiancata da ulcere cutanee gravi, pelle più spessa o lipodermatosclerosi e da dolori lancinanti alle gambe, si può pensare di intervenire chirurgicamente. Tra gli interventi più indicati ritroviamo:

  • VALVULOPLASTICA dove le valvole danneggiate vengono riparate e non sostituite con protesi;
  • RIMOZIONE DELLA PORZIONE VENOSA MALATA dove i tratti a monte e a valle dell’escissione vengono riuniti, questo tipo di intervento però risulta essere più indicato peri soggetti che soffrono di insufficienza venosa generata da vene varicose;
  • ABLAZIONE CON RADIOFREQUENZA dove l’energia a radiofrequenza dona calore alle vene varicose coinvolte. Si arriva alla vena facendo un taglietto al livello del ginocchio, e successivamente inserito un catetere aiutandosi con l’ecografia. Dal catetere passa l’energia a radiofrequenza che riscalda la vena, bloccando e chiudendo le pareti. Alla fine il sangue comincerà a fluire nelle vene sane;
  • LASERTERAPIA, anche qui si fa ricorso ad una ecografica con successivo inserimento del catetere nella vena. Dal catetere questa volta passera invece un raggio laser che dona energia necessaria al riscaldamento della parete della vena varicosa, per poi chiuderla. Alla fine di questo passaggio il sangue potrà ricominciare a fluire nelle vene sane con un circolo collaterale.

 

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